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Politica

Ad Acqui: “niente elemosina o faremo le multe”

“Raccomandazione” del sindaco di Acqui ai cittadini: non date l'elemosina ad accattoni e questuanti. “L’Amministrazione comunale si potrebbe vedere costretta ad adottare misure restrittive verso chi, alimentando la presenza di persone dedite all’accattonaggio, vanifichi gli sforzi mirati ad attenuare il fenomeno”
ACQUI TERME – Ad aprire la strada è stata la città di Verona che con un'ordinanza ha introdotto una sanzione a chi offre elemosina ai questuanti. Ora anche la città di Acqui sembra voler prendere in considerazione l'iniziativa. Al momento, l'amministrazione, guidata dal sindaco Enrico Bertero, si limita ad un ammonimento.
“A seguito di reiterate proteste da parte di un gran numero di cittadini, che quotidianamente sono costretti a subire le molestie di accattoni e questuanti, e l’effettiva difficoltà a porre argine ad un fenomeno in progressivo aumento, si raccomanda agli Acquesi di non agevolare lo sviluppo di questo fenomeno, evitando di fornire a siffatti soggetti denaro o altri beni”, è la comunicazione ufficiale.

La motivazione dell'avviso deriva dal fatto che l'offerta al questuante ha come risultato quello di “incentivare una pratica che per molti non deriva da uno stato di effettiva necessità, ma piuttosto dal radicato convincimento che essa sia una comoda alternativa alla risoluzione dei propri problemi di sussistenza”.

“Qualora la situazione dovesse protrarsi, nonostante l’impegno costante da parte della Polizia Locale che deve salvaguardare la pacifica convivenza di tutti i cittadini, - prosegue Bertero - l’amministrazione comunale si potrebbe vedere costretta ad adottare misure restrittive verso chi, alimentando la presenza di persone dedite all’accattonaggio, vanifichi gli sforzi mirati ad attenuare il fenomeno che incentiva anche attività criminose basate sullo sfruttamento dei più deboli, utilizzando anziani, infermi, animali per suscitare sentimenti di pietà”.

Il concetto di base è simile a quello delle sanzioni ai clienti delle prostitute, visto che non è possibile multare direttamente le lucciole. “Purtroppo gli Acquesi devono sapere che ben poco degli euro che donano rimangono nelle mani di questi poveretti, perché i proventi delle elemosine della giornata vengono tutte sequestrate dagli organizzatori del racket che si celano spesso alle spalle dei questuanti”, specifica ancora l'amministrazione.
Come Tosi a Verona, anche Bertero ad Acqui promette che “Se si sarà, pertanto, costretti ad emanare atti amministrativi contenenti provvedimenti sanzionatori rivolti a chi favorisce il fenomeno dell’accattonaggio in città, i proventi saranno, ovviamente, utilizzati per costituire un fondo per aiutare e sostenere persone realmente bisognose e povere”.

Quindi, un ultimo appello, personale: “Il sindaco Enrico Bertero e l’Assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Renzo Zunino, chiedono, davvero, collaborazione in tal senso alla cittadinanza. È importante evitare di favorire l’accattonaggio donando soldi o altra merce ai questuanti! L’Amministrazione Comunale ha in attivo un’efficace rete di aiuti e di assistenza e diverse associazioni Onlus operano sul territorio. Le persone che sentono il bisogno di prestare la propria opera o dare il proprio contributo economico o materiale a chi ne ha veramente bisogno, possono rivolgersi al Servizio Assistenza del Comune al n. 0144/770205 per chiedere informazioni”.
10/03/2016
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