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Alessandria

850 anni: “orgogliosi di essere alessandrini”. Come?

Il Consiglio comunale aperto alla città di mercoledì è servito per mettere sul piatto alcune idee, alcune proposte per un anno particolare, dove si festeggiano gli 850 anni della città. Approfondire e far conoscere il passato, comprendendo il presente e guardando al futuro, per dare una nuova prospettiva
 ALESSANDRIA - Se si parla di Alessandria non si può non citare Borsalino, la Cittadella, la sua storia militare e quindi Marengo. Ma anche l'ex Ospedale Militare, l'Opera, il Teatro comunale che festeggia 40 anni. I grandi nomi di Alessandria, tra Santi, Beati e personaggi noti e le grandi manifestazioni del passato, come la fiera agricola, la Fiera di San Giorgio delle origini.
Queste sono solo alcune delle idee e delle proposte che sono emerse nel corso del Consiglio comunale aperto alle città di mercoledì pomeriggio, proprio per l'evento più importante di questo 2018: l'850 compleanno della città di Alessandria.

Un “confronto” e una “partecipazione” del comitato promotore composto dal primo cittadino Cuttica di Reviglisco, dal presidente del consiglio comunale Emanuele Locci e dal vice Enrico Mazzoni, insieme al dottor Antonio Maconi al professor Roberto Barbato. Al loro lavoro di confronto con tutte le realtà cittadine, dai consiglieri comunali attuali e del passato per i quali si è pensato ad un “comitato ad honorem” ai “tecnici” che faranno parte del comitato scientifico per questa ricorrenza. Ma anche le associazioni di categoria, il mondo industriale, del commercio. Insomma di tutta la città, “perché l'obiettivo di questa prima seduta di Consiglio è proprio quello di ascoltare e recepire ed essere parte attiva di un processo di confronto, di una città che dialoga sui tre aspetti che caratterizzano questo 850esimo compleanno: il passato, da approfondire, il presente da comprendere e il futuro, ovvero la prospettiva della città di domani, sulla base dei cambiamento avvenuti dall'ultimo compleanno importante, quello degli 800 anni”, come ha voluto sottolineare il sindaco. Deve essere un “evento da ricordare” come ha precisato il presidente del Consiglio Locci: “dobbiamo lasciare un segno nella storia del futuro della città”.

Come? “Riportando l'orgoglio di essere alessandrini. Una propria identità, perché Alessandria non ha niente di meno rispetto ad altre realtà”. E così sono emerse le diverse “vocazioni” alle quali bisogna guardare, come le ha definite Vittoria Oneto dai banchi della minoranza. Non possono mancare la “cultura e la promozione turistica”. “Sulla Cittadella, quindi, non si può più tentennare. Così come sul Teatro e sull'Università che compie 20 anni dalla sua fondazione” ha aggiunto l'ex sindaco Rita Rossa.“Torniamo ad essere ambiziosi, non chiusi come in molti ci definiscono”.
Una ambizione che passa da altri due “stati d'animo” secondo i 5 Stelle: “la resilienza di Alessandria come aggettivo per il suo passato – ha sostenuto Michelangelo Serra – perchè ha superato bombardamenti, distruzioni, alluvioni”. Il “riscatto” per il presente, ma soprattutto per il futuro la decisione se “si vuole continuare a sopravvivere o se si vuole affrontare il domani, anticipando con coraggio e se necessario anche con sfacciataggine”.

Insomma non un compleanno come “festa privata” tra concittadini, ma cercando di aprire le porte e far conoscere la città anche fuori dai confini: la storia ce l'ha, i luoghi pure....Tutto senza però “dimenticare e lasciare indietro nessuno” come ha voluto aggiungere il capogruppo Pd, Paolo Berta in Consiglio comunale presente con a fianco una carrozzina vuota, simbolo per rappresentare “tutte le persone in difficoltà e che non ce la fanno, non solo quelle con disabilità”.

Anche dai banchi di maggioranza sono arrivate proposte, “senza però dimenticare le cose semplici, ovvero rendere bella, pulita e accogliente la città per questo evento” come ha sottolineato Evaldo Pavanello capogruppo della Lega che ha ricordato Alessandria nel '68, in occasione degli 800 anni della città. “Oggi non è così Alessandria”. Da Passalacqua (Forza Italia) a Bianchini (SiAmo Alessandria) fino a Demarte (Gruppo Dema-Gruppo Misto) la volontà di non dimenticare l'impegno nel passato per i cittadini, i volontari e i dipendenti comunali durante il tragico evento dell'alluvione del 1994, con una targa. Targa anche per il “diletto alessandrino” presente anche in grandi opere della letteratura. E poi per Madre Teresa Michel, “la nostra beata”, così come per altre figure Madre Carolina Beltrami e Francesco Faà di Bruno. E perché no, "un numero verde" da mostrare agli ingressi della città, per far sapere cosa "offre la città" come chiesto dal presidente Bianchini. 

E se si parla di grandi nomi come non citare Totò, Antonio De Curtis, ricoverato all’ospedale militare dopo un finto attacco epilettico per evitare di andare al fronte” come ricorda il capogruppo Maurizio Sciaudone che chiede di non dimenticare le “radici” militari della nostra città. O ancora il legame di Alessandria con la musica, con l'Opera tanto che una volta si diceva che “chi passava indenne dal pubblico alessandrino, poi poteva andare a cantare alla Scala” come ricordato da Passalacqua.

Insomma le idee non mancano. La città offre spunti con il suo patrimonio storico, culturale, architettonico e sociale: ora non resta che mettersi al lavoro per rendere questo compleanno un “evento”.
25/01/2018
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