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Alessandria

A digiuno per un giorno, da Alessandria solidarietà al popolo curdo: "Italia complice di Erdogan"

Dalle mattina di sabato 27 alla sera di lunedì 29 l'associazione onlus 'Verso il Kurdistan' organizza uno sciopero della fame 'a staffetta' come atto di solidarietà verso il popolo curdo "e per la libertà del loro leader Abdullah Ocalan, da vent'anni in isolamento nel carcere di Imrali"
ALESSANDRIA - Un giorno di digiuno come gesto di solidarietà per il popolo curdo, “e per i 7300 detenuti politici e militanti che, dentro e fuori le carceri turche, stanno portando avanti uno sciopero della fame ad oltranza per denunciare lo stato di isolamento in cui da oltre vent'anni si trova Abdullah Ocalan”, il carismatico leader rivoluzionario del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) allontanato dal nostro Paese nel gennaio del '99 (venendogli poi riconosciuto, tardivamente, l'asilo politico) e poi catturato a Nairobi dai servizi segreti turchi un mese più tardi.

Insieme a Stefanella Ravazzi, segretaria del circolo di Rifondazione Comunista di Tortona, Antonio Olivieri e Sonia M.H. Calame-Rosset, presidente e co-presidente dell'associazione 'Verso il Kurdistan', dalle 9 di sabato 27 alle 20 di lunedì 29 porteranno avanti uno sciopero della fame 'a staffetta' nella sede di via Mazzini 118 ad Alessandria “per rompere il muro del silenzio sul popolo curdo e come atto di resistenza contro il fascismo globale che si sta diffondendo in tutta Europa”, dichiarano gli attivisti dell'associazione. Un'iniziativa che vuole celebrare anche chi, come Lorenzo 'Orso' Orsetti, insieme a 12 mila curdi ha dato la propria vita per combattere l'Isis in Siria.

Dal '99 Abdullah Ocalan è rinchiuso in una cella nell’isola di Imrali, nel Mar d Marmara (“una vera e propria Guantanamo in Europa”), in totale isolamento, dal 2011 non vede i suoi avvocati e dal 2014 neppure i suoi famigliari. Leyla Guven, deputata dell'HDP (Partito delle democrazia dei Popoli) in sciopero della fame da quasi sei mesi, è diventata nel mondo il simbolo di questa protesta silenziosa nei confronti del governo di Recep Erdogan, “noi siamo al suo fianco – commenta Antonio Olivieri – come siamo al fianco di Erol Aydemir, primo scioperante kurdo in Italia, a digiuno da oltre un mese. Il nostro Paese è responsabile dell'estradizione di Ocalan e connivente con il regime di Erdogan, in quanto fornitore di mine antiuomo e di elicotteri AgustaWestland usati per bombardare i villaggi curdi”. 

Da quanto è iniziata la protesta “già nove persone si sono lasciate morire. Gli scioperanti sanno che il loro gesto li porterà alla fine, perché Erdogan non ha alcuna intenzione di avviare alcuna trattativa con il popolo curdo”. Alcuni membri dell'associazione 'Verso il Kurdistan' dal 15 al 23 marzo hanno fatto visita al Campo di Makhmur nel Kurdistan iracheno, dove da mesi diversi attivisti stanno portando avanti lo sciopero della fame, mentre Sonia Calame-Rosset a fine marzo è partita per Diyarbakir, capitale del Kurdistan turco, in veste di osservatrice estera per le elezioni amministrative del 31 marzo scorso, elezioni che hanno fatto registrare la sconfitta del partito di Erdogan in molte delle grandi città della Turchia, Instabul ed Ankara su tutte. “Gli attivisti curdi ci hanno chiesto di farci portavoce in Europa della loro lotta, ed è proprio questo il senso di questa iniziativa di solidarietà. Scioperare per un giorno è poca cosa, ma il messaggio che vogliamo diffondere è di estrema importanza. Chiunque voglia unirsi a noi in questo sciopero simbolico è il benvenuto”.






25/04/2019
Alessandro Francini - redazione@alessandrianews.it
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