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Alessandria

A Palazzo Rosso esiste un caso 'Cooperativopoli'?

Ad Alessandria perché gli appalti di manutenzione del verde pubblico vengono sistematicamente assegnati tramite affido diretto, ricorrendo a un escamotage per non superare l'importo economico che la legge prevede, invece che attraverso una normale gara ad evidenza pubblica? I consiglieri Locci e Sciaudone sollevano il caso
ALESSANDRIA - "Dopo aver preso atto di un'indagine dell'authority anticorruzione sui servizi di manutenzione delle aree verdi del Comune di Alessandria di cui l'amministrazione comunale non ha mai informato il Consiglio Comunale abbiamo iniziato un lungo lavoro di approfondimento e di ricerca di atti che ha portato alla presentazione di una lunga interpellanza di tre pagine, articolata in 9 quesiti al Sindaco di Alessandria Rita Rossa, per fare chiarezza in quella che si potrebbe definire 'cooperativopoli' della manutenzione del verde pubblico in Alessandria" - comincia così la lunga missiva inviata ai giornali dai due consiglieri di opposizione Locci e Sciaudone. 

"La manutenzione del verde pubblico era prima curata da AMIU - spiegano i consiglieri - nell'ambito di un contratto di servizio che prevedeva molti più tagli rispetto ad oggi e molti altri interventi legati al verde pubblico. Queste risorse, prima destinate ad AMIU, sono state dall'amministrazione comunale destinate alle cooperative, classificando erroneamente la manutenzione del verde nell'ambito degli appalti dei lavori anziché degli appalti di servizi, questo probabilmente perché se gli appalti di servizi presentano carattere di regolarità, è assunta come base di calcolo del valore stimato quello dei contratti analoghi conclusi nel corso dell'esercizio precedente e dovrebbero essere affidati mediante gara pubblica. Nel caso della manutenzione del verde pubblico alessandrino il servizio è stato artificiosamente frazionato con la creazione di tre zone omogenee e sono stati redatti tre progetti di lavori di manutenzione: tale spacchettamento della gara di manutenzione del verde con la creazione di tre zone ha comportato che ciascun affidamento fosse inferiore ai € 211.000,00 e pertanto inferiore alla soglia comunitaria prevista per l'affidamento mediante gara pubblica". 

Questo stratagemma avrebbe favorito, secondo i due consiglieri di opposizione, l'affidamento diretto mediante la stipula di tre convenzioni con le cooperative sociali di tipo B negli anni che vanno dal 2013 ad oggi.

"Ammesso e non concesso che lo spacchettamento fosse regolare - spiega Locci - in ogni caso la Convenzione non può tradursi in una deroga completa al generale obbligo di confronto concorrenziale previsto dalle norme comunitarie generali e dal Codice dei Contratti Pubblici poiché l'utilizzo di risorse pubbliche impone agli enti affidatari il rispetto dei principi generali della trasparenza e della par condicio ed il Comune, nell'ambito della programmazione dell'attività contrattuale, avrebbe dovuto individuare le esigenze di approvvigionamento da soddisfarsi mediante le convenzioni e provvedere alla pubblicazione di un avviso pubblico atto a rendere nota la volontà di riservare parte degli appalti alle cooperative sociali di tipo B per le finalità di reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e questo non è stato fatto". 

Ma i dubbi non sono finiti. I consiglieri hanno notato molte altre anomalie di cui intendono chiedere conto all'amministrazione comunale.

"Le cooperative cui vengono affidati i lavori sono sempre le stesse - precisa Sciaudone - ed una di queste è La Ruota che, nel 2014 e 2015, aveva come Amministratore Unico Perissinotto, l'attuale Presidente di AMAG Ambiente, erede di AMIU che prima svolgeva il lavoro ora svolto dalla sua cooperativa. La stazione appaltante è l'amministrazione comunale di Padova, casualmente luogo di residenza del Direttore di AMAG Ambiente Righetti. I mezzi delle cooperative secondo il capitolato d'appalto dovrebbero conferire le risulte del lavoro di manutenzione del verde direttamente in discarica e invece ho visto personalmente i mezzi andare al deposito di AMAG Ambiente, scaricando dunque i costi di trasporto e smaltimento sulla collettività". 

Insomma i dubbi non mancano ed i due consiglieri hanno presentato nove domande che attendono risposta (in fondo all'articolo riportate in forma integrale). 

La riposta del sindaco, piuttosto stringata e piccata, non si è fatta attendere. Rita Rossa spiega: “Le procedure sono del tutto legittime come ci hanno attestato i dirigenti che sono stati incaricati di eseguire un ulteriore controllo. La trasparenza per noi è un valore assoluto e, perciò, abbiamo dato mandato al Segretario Generale di verificare i procedimenti di affidamento seguiti anche negli anni precedenti al 2013’.
 
Qui i nove quesiti posti dai 2 consiglieri: 

1) per quale motivo l’Amministrazione Comunale non ha informato il Consiglio Comunale dell’attività di indagine di ANAC riguardo gli affidamenti dei servizi di manutenzione delle aree verdi;

2) se l’Amministrazione ritiene corretto qualificare la manutenzione del verde pubblico nell'ambito degli appalti di lavori anziché nell'appalto di servizi e per quali motivi;

3) per quale motivo la manutenzione delle aree verdi della città, attività ampiamente prevedibile e programmabile, dal 2013 viene artificiosamente frazionata in tre distinti appalti ognuno sotto la soglia di gara pubblica;

4) per quale motivo l’amministrazione ha proceduto ad affidamenti diretti a cooperative sociali di tipo B senza il rispetto dei principi generali della trasparenza e della par condicio, provvedendo cioè alla pubblicazione di un avviso pubblico atto a rendere nota la volontà di riservare parte degli appalti alle cooperative sociali di tipo B per le finalità di reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati come previsto dalle norme;

5) se l’Amministrazione non ritiene che l'affidamento mediante convenzione alle cooperative sociali non sia avvenuto con le procedure di selezione idonee ad assicurare il rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di efficienza;

6) per quale motivo nel 2015 si è proceduto ancora all’affidamento diretto del servizio di manutenzione delle aree verdi alle cooperative cui era già stato affidato l’anno precedente nonostante l a legge di stabilità 2015 imponeva invece di procedere con una procedura ad evidenza pubblica, ossia almeno mediante avviso pubblico e confronto concorrenziale tra più cooperative, non essendo più legittimo l'affidamento diretto;

7) se l’amministrazione ritiene corretto aver affidato direttamente il servizio di manutenzione delle aree verdi nel 2014 e nel 2015 alla cooperativa sociale La Ruota che nel 2014 e 2015 aveva come Amministratore Unico il signor Perissinotto che, contemporaneamente, ricopriva anche il ruolo di membro del CDA di Amag e di Presidente di AMAG Ambiente;

8) per quale motivo la stazione appaltante per i servizi di manutenzione delle aree verdi risulta essere l’amministrazione di Padova e se questo è in qualche modo correlato al fatto che il Dirigente di AMAG nonchè Amministratore Delegato di Amag Ambiente Ing. Righetti risulta vivere proprio a Padova;

9) se corrisponde al vero che nel 2015 le risulte della lavorazione vengono portate nel centro raccolta di Amag Ambiente (con smaltimento dunque a carico della collettività) o se ritenete che la raccolta, il trasporto ed il conferimento delle risulte della lavorazione siano avvenute in conformità a quanto previsto a pagina 22 del Capitolato d’Appalto
23/06/2016
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