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Alessandria

Bus, salto nel buio nel 2017?

Scade a fine anno la gestione provvisoria di Amag Mobilità e poi cosa accadrà? Chi vincerà la gara e a quali condizioni? Posizione attendista di Palazzo Rosso in attesa di qualche risposta da Atm e dal mercato
ALESSANDRIA - Non c'è molto tempo per dare un futuro al trasporto pubblico alessandrino. Dietro alle iniziative decise da Amag Mobilità (e avallate dal socio di maggioranza, il Comune di Alessandria) come il noleggio di alcuni mezzi per tamponare una emergenza pesantissima, in realtà non si intravede una azione sostanziale. Un po' perché non vi sono ancora le condizioni societarie, un po' perché il destino dell'azienda alessandrina è legato a doppia mandata a quello del trasporto pubblico regionale con un comparto in perenne stato di crisi e di perdita finanziaria. Certo che fra orari sballati, proteste degli studenti con tanto di occupazione della sede aziendale, mezzi straapieni e quelli affittati (una decina) per metà fermi in officina e in riparazione come quelli di proprietà, per la nuova società dell'universo Amag non è proprio in momento molto felice.

E per giunta è anche incerto. Dal 14 giugno è operativo l’affitto dei servizi dell’Atm, messa in liquidazione, ad Amag Mobilità. L’affitto comprende i contratti di servizio relativi a trasporto pubblico locale, servizio scuolabus, servizio disabili, sosta a pagamento. Con questo 'pacchetto' la società guidata dall'amministratore unico Stefano Rossi si è apprestata così a gestire la seconda parte dell'anno. Con risultati insufficienti in diversi casi, difficoltà tecniche e un complicato confronto con le organizzazioni sindacali perché il nodo del personale (circa duecento persone) è sempre da sciogliere. In occasione di una conferenza stampa di qualche settimana fa, i confederali avevano richiamato l'urgenza di capire cosa sta accadendo ad Amag Mobilità, il cui ramo d’affitto d’azienda cesserà il 31 dicembre. “A oggi – avevano dichiarato i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil - non è chiaro quello che si verrà a creare dal 2017. Tra le ipotesi da vagliare, come aveva riferito nell’ultima riunione di ottobre l’amministratore delegato, ci sono i prossimi pensionamenti e gli strumenti incentivanti l’uscita dal mondo del lavoro”. Il ricorso alla cassa integrazione per gestire la delicata fase transitoria ('cassa' alimentata dal fondo bilaterale ferrotranvieri) ha permesso di accompagnare questo periodo che comunque si sta avvicinando al termine. La data ultima è sempre quella di fine anno.

E poi? Di ufficiale non c'è alcunché. Invece ufficiosamente in alcuni ambienti sindacali si parla di una ipotesi, ovviamenta tutta da verifica e per la quale la Regione ha comunque l'ultima parola, di una proroga trimestrale. Una scadenza che si collocherebbe a fine marzo 2017. Se andasse così appare difficile che a neanche due mesi dal voto l'amministrazione comunale spinga per soluzioni drastiche di ridimensionamento del personale o dei servizi. E allora? Non si sa. Giorgio Abonante, assessore comunale alle Finanze, non si sbilancia e ricorda unicamente che tutto è nelle mani del curatore di Atm. Dopo la dichiarazione, in estate, del fallimento di Atm e la nomina del curatore, il commercialista milanese Piero Canevelli, è iniziato un lungo percorso che adesso si sta avvinando alla conclusione.

“La soluzione – dice Abonante – è una gara ben fatta, attraverso il curatore, per arrivare all'assegnazione del servizio”. Infatti Amag Mobilità può gestire solo fino al 31 dicembre il trasporto pubblico. “La gara – aggiunge Abonante – può essere vinta dalla società del gruppo Amag, se trova un partner solido. Certo, potrebbe vincerla anche qualche altro soggetto che opera nel settore. Non è da escludere...”. Il quadro, in sostanza, appare incerto. Anche a causa della decisione della giunta di Palazzo Rosso di prolungare al 2020 i contratti di servizio, in capo finora al curatore fallimentare di Atm. Amag Mobilità, controllata al cento per cento dal Gruppo Amag, potrebbe insieme a un socio, acquisire i cespiti della fallita azienda di trasporto alessandrina. “In questo modo il Comune potrebbe ancora avere un controllo sul trasporto pubblico locale. È chiaro che le cose potrebbero non andare così, ma la nostra priorità è garantire il servizio”. Ma è proprio quel “le cose potrebbero non andare così” a preoccupare i sindacati. Infatti un compratore che guarda al puro business potrebbe decidere per una cura radicale in termini di occupati e organizzazione del trasporto.
28/11/2016
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