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Alessandria

Emergenza abitativa: "più punti per chi è residente da più anni". E scoppia la polemica

Dalla giunta arriva la proposta di modifica del Regolamento che detta i criteri di assegnazione degli alloggi di edilizia sociale di riserva per emergenze abitative (quelli cioè non gestiti da Atc, ma dal Comune). Da 0 a 5 punti sulla base degli anni di residenza. La minoranza parla di "punteggi troppo alti, discriminanti che vanno a penalizzare le fasce più deboli"
 ALESSANDRIA - Da febbraio 2017 ad oggi sono stati assegnati 44 alloggi di edilizia popolare di riserva per l'emergenza abitativa a fronte di circa 60 nuclei famigliari ammessi nell'elenco di coloro che fanno richiesta. Un numero ancora molto alto che ha portato la giunta comunale di Cuttica a voler mettere mano al Regolamento per l'assegnazione di questi alloggi, che non sono le case popolari gestite dal bando Atc, ma sono quegli immobili di proprietà comunale che l'amministrazione mette a disposizione dei casi di “emergenza abitativa”, caratterizzata solitamente da sfratti con conseguenti condizioni di disagio sociale.

Le modifiche proposte riguardano l'articolo 15 del Regolamento e introducono un nuovo criterio,cioè quello della residenza, che era stato fin da subito designato come un “prossimo passo” da fare dalla Lega Nord appena insediata al governo di Palazzo Rosso. Si inserisce una nuova tabella di punteggio sulla base degli anni di residenza in città, che va da 0 a 5 punti massimi e che vuole dare priorità e “premiare” quelle famiglie che fanno parte della comunità alessandrina da più tempo.

Residenza oltre 3 e fino a 5 anni

Residenza oltre 5 e fino a 10 anni

Oltre 10 fino a 15 anni

Oltre 15 anni

Punti 0

Punti 1

Punti 3

Punti 5


“Una scelta politica”come e' stata definita da Vittoria Oneto e colleghi tra i banchi del Partito Democratico, che criticano però il valore eccessivo dei punti attribuiti, soprattutto in un confronto con il punteggio assegnato alle altre variabili. A parlare di “penalizzazione delle fasce più deboli” è anche l'opposizione 5 Stelle con il consigliere Gentiluomo. Che per farsi capire fa un esempio: “una persona con disabilità, con una invalidità tra il 67% e il 100% (che è una delle possibili condizioni) che è residente da 9 anni avrà 2+1 cioè 3 punti, meno che un normodotato che risiede pero qui da più di 15 anni, perchè solo con il criterio di residenza ha 5 punti”. Sulla stessa linea anche Marica Barrera che parla di “forte discriminante”. “Vanno modificati i punteggi:o si abbassano quelli del nuovo criterio di residenza o si alzano gli altri, che sono poi le condizioni oggettive di emergenza e disagio”. Che sono: presenza nel nucleo familiare di uno o più minori a carico (1 punto), nucleo monogenitoriale con figlio/i a carico (2 punti), presenza nel nucleo familiare di anziani ultrasessantacinquenni (2 punti), presenza nel nucleo familiare di invalidi con percentuale di invalidità dal 67% al 100% (2 punti), condizione di chi risulta ospite da almeno tre mesi di dormitori pubblici o altra struttura alloggiativa procurata a titolo temporaneo dagli organi preposti all'assistenza pubblica (3 punti), avvenuto rilascio forzoso dell’abitazione di residenza debitamente certificato dall’ Ufficiale Giudiziario, cioè sfratto (3 punti) e situazioni di disagio sociale valutate dalla commissione di emergenza abitativa fino ad un massimo di 4 punti.

“Punteggio e provvedimento equilibrato che premia una famiglia che essendo residente in città da più tempo ha dato di più alla comunità, ha fatto di più per essa” ha sostenuto il vice presidente del Consiglio comunale Piervittorio Ciccaglioni. “Questa amministrazione non lascia certo i casi sociali per strada!” ha aggiunto Evaldo Pavanello del Carroccio, che insieme al consigliere leghista Lumi ha ribadito che si tratta di “voler dare un po' di attenzione in più a chi è in città da più tempo senza dimenticare nessuno”. Sostenendo con vigore questa posizione come “mandato” che è stato dato a questa amministrazione e maggioranza dai cittadini alessandrini che li hanno votati.

“Ma questa scelta è stata fatta sulla base di una fotografia reale della situazione alessandrina? Un'analisi dei casi territoriali che abbiamo?Così da non penalizzare alcune fasce?E soprattutto visto il potere discrezionale di decisione della commissione di valutazione per l'emergenza abitativa è solo in caso di parità di punteggio e comunque si basa su dati oggettivi, ovvero sulla somma dei punteggi delle diverse condizioni cui corrisponde il caso” incalzano Oneto e Barrera. Anche il Movimento chiede un Report degli alloggi di proprietà del Comune, quanti di questi sono stati assegnati e quanti no e il perchè. Insomma un quadro completo dello status di “emergenza abitativa” che giustifichi la scelta dell'amministrazione e non la renda discriminante.

“Un bilancio e delle valutazioni sono state fatte, anche con il Cissaca, prendendo in esame le pratiche da febbraio ad oggi – ha risposto l'assessore Silvia Straneo – Si tratta di case del comune e si vuole favorire chi ha “contribuito” per un numero maggiore di anni in questa comunità. Senza alcuna discriminazione con questi punteggi perchè le singole situazioni possono essere esaminate e valutate dalla Commissione sulla base dell’emergenza individuata, specie se si tratta di particolari condizioni di disagio sociale. Questa elasticità che può esercitare la commissione è un importante valore aggiunto”.

Che carica e convince ancor di più i commissari di maggioranza della Politiche Sociali congiunta con Affari Istituzionali che votano a favore del provvedimento. Contrari invece i commissari del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle. Un provvedimento che passa il turno per essere discusso in Consiglio comunale giovedì 16 novembre, “grazie alla minoranza che ha tenuto il numero nella votazione – come ha tenuto a sottolineare a tutti Paolo Berta, capogruppo del Pd – Visto che i voti favorevoli della maggioranza sono 7 e trattandosi di due commissioni sarebbero dovuti essere 8 per bastare”. Altrimenti il provvedimento sarebbe scalato un po' più in là, senza essere portato tra due giorni in Consiglio, se la minoranza avesse deciso di “non partecipare al voto”. “Ma noi non facciamo il gioco delle parti. Speriamo solo di avere il quadro preciso richiesto, la fotografia della situazione alessandrina in materia di emergenza abitativa, in sede di Consiglio per poter scegliere al meglio” hanno concluso dai banchi di minoranza.
15/11/2017
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