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Cronaca

Fermata la banda dei falsi carabinieri

Quattro arresti, l'ultimo mercoledì scorso, da parte di Carabinieri e Polizia. In manette è finita una banda che si presentava alle vittime come appartenenti all'Arma, esibendo falsi tesserini. L'ultimo arresto è stato fatto a Cesano Boscone, nel milanese
CRONACA – Si presentavano come i carabinieri della “sezione catturandi” o come “il maresciallo Rocca”, come il nome del celebre protagonista della fiction interpretata da Gigi Proietti. Non erano però uomini appartenenti alle forze dell'ordine, bensì ladri e rapinatori. In provincia di Alessandria avevano messo a segno cinque rapine, tra tentate e riuscite, ed un furto in appartamento.
In tre sono finiti in manette lo scorso ottobre. Ne mancava solo uno all'appello, fermato dopo due mesi di indagini ed “inseguimenti” a Cesano Boscone, nel milanese. Era entrato in un bar a prendere un caffè e, ad attenderlo, c'erano un carabiniere della compagnia di Alessandria ed un agente della squadra mobile, sempre di Alessandria.
L'ultimo dei quattro ad essere arrestato è Giastin Stentardo, astigiano di 33 anni, di origine sinti. Gli altri tre erano stati fermati ad ottobre: Daniel Lanza, savonese di 37 anni residente ad Asti arrestato dalla squadra mobile e Carabinieri di Alessandria; Patrick La Comare, 34 anni di Asti e il torinese Nicola Iervolino, 41 anni, fermati dai carabinieri di Asti.
Contando su una rete di amici e “vedette”, Stentardo era sempre riuscito a fuggire alle forze dell'ordine, che lo stavano cercando. L'ultima fuga era avvenuta attraverso una fessura appositamente realizzata lungo i muri di cinta della sua sontuosa abitazione a Quarto d'Asti. Mercoledì scorso i carabinieri e la polizia sono riusciti a fermarlo prima che si desse nuovamente alla fuga. Sulla banda hanno indagato, in una operazione coordinata dalle procure di Alessandria ed Asti, sia carabinieri che squadra mobile della Questura. Fino all'arresto.
La banda si presentava alla porta delle vittime esibendo falsi tesserini dell'Arma, con la scusa di dover cercare un malvivente. Carpivano quindi informazioni sulla presenza in casa di telecamere, di preziosi e armi. In alcuni casi portavano a termine la rapina, se ce ne era l'opportunità. In altri casi sarebbero probabilmente tornati. E' stato proprio grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza che gli investigatori li hanno identificati e si sono messi sulle loro tracce. I “colpi” sono stati messi a segno tra il maggio e l'agosto 2018. Tra le vittime c'è anche l'onorevole Franco Stradella, al quale sono state sottratte due pistole, regolarmente detenute. Hanno colpito a Castelletto Monferrato, a maggio; a Valenza (tentata rapina); a Serravalle Scrivia dove hanno rubato in un appartamento, e nuovamente a Valenza. In una occasione, in un parcheggio di un supermercato ad Alessandria, il Bennet di Astuti, avevano tentato di rubare un'auto di grossa cilindrata, fingendo di un posto di blocco. Hanno tentato di ammanettare il conducente il quale però ha reagito prontamente togliendo le chiavi da quadro di comando e chiedendo aiuto ai passanti. E i quattro si erano dati alla fuga.
Il questore Michele Morelli, il comandante provinciale dei carabinieri Michele Angelo Lorusso e il procuratore capo Enrico Ciceri hanno sottolienato come la brillante operazione sia stata possibile grazie alla sinergia e alla collaborazione di carabinieri e polizia. 
18/01/2019
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