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Alessandria

Housing Sociale di San Michele: "entro giugno la possibile consegna dei lavori". Ma restano molti interrogativi

Dalla Regione la conferma che i finanziamenti preventivati non verranno ritirati, ma il progetto è in ritardo ormai di molti anni. Dopo gli atti di vandalismo dovuti all'incuria del cantiere alla nuova ditta spetta il compito di stimare i danni subiti. L'incertezza maggiore resta sulla gestione futura del progetto, e sugli interventi per concluderlo
ALESSANDRIA - La vicenda dell'Housing Sociale progettato a San Michele sembra senza fine, anche se uno spiraglio di luce si inizia a vedere, dopo anni di buio profondo.

I lavori presso la cascina Vescova, concessa in comodato d'uso trentennale dalla Parrocchia guidata da Don Ivo Piccinini potrebbero essere ultimati a giugno, data comunque indicativa perché le incognite alle quali l'Atc (che è stazione appaltante dei progetti) e la ditta subentrata alla precedente (con la quale il rapporto è cessato da tempo, lasciando il cantiere sostanzialmente abbandonato e alla mercé dei vandali, che nel frattempo hanno sottratto diverso materiali) si trovano oggi ad affrontare non sono di poco conto, compresa la difficoltà di dover certificare lavori che la nuova ditta non ha svolto direttamente, fra norme che nel frattempo sono cambiate e interventi ancora da ultimare. 

L'amministrazione guidata da Gianfranco Cuttica di Revigliasco si è recata a Torino per un incontro con la Regione a metà febbraio, ottenendo l'importante rassicurazione che Palazzo Lascaris non chiederà la restituzione dei fondi regionali, un rischio che sulla carta si sarebbe potuto verificare, considerando i ritardi enormi che il progetto ha accumulato e il cambio di utenza deciso dal Comune (ora il progetto è rivolto a contrastare i problemi abitativi di persone con fragilità, sebbene la nuova utenza sia ancora da individuare nel dettaglio, e serva il via libera della Parrocchia che ha la facoltà di "accettare" o meno la tipologia di fruitori individuata dal Comune). 

Per ora l'unica ad aver anticipato fondi è stata l'Atc, che oltre alla propria quota di 162 mila euro attende di rientrare delle somme proprie utilizzate per portare avanti i lavori, che dovranno essere coperte dal Comune (che ha accontano a bilancio quasi mezzo milione di euro) e dalla Regione, che non ha ancora ultimato di versare le proprie quote. A questi fondi si aggiungono poi altri 30 mila euro che dovrebbero essere confermati da parte della Compagnia di San Paolo, indirizzati a completare alcuni interventi a piano terra, per sistemare le parti comuni. 

La sfida, guardando al futuro, come emerso da più interventi durante la Commissione Consigliare svoltasi a Palazzo Rosso mercoledì 21 febbraio, si sposta ora sulla gestione operativa del progetto, vale a dire la necessità di individuare i soggetti che potrebbero entrare nella struttura (con contratti abitativi che non potranno superare i 18 mesi), il completamento degli arredi, l'individuazione di risorse e operatori da parte del Cissaca che possano seguire passo passo le persone che lì vi abiteranno (il consorzio dei servizi socio assistenziali, in attesa della nomina del prossimo presidente, ormai immenente, ha nel frattempo stanziato la somma di 42 mila euro per il 2018 e di 63 mila euro per il 2019 e altrettanti per il 2020 ndr).

La complessità della situazione è dettata dalla collocazione delle unità abitative, su una strada che andrebbe asfaltata (ma al momento non sono state individuate risorse per farlo) e in un contesto che potrebbe aumentare, piuttosto che diminuire, le fragilità sociali delle persone destinatarie dell'intervento, a meno che le stesse non vengano seguite costantemente, con un progetto di accompagnamento che sarà da mettere a punto nei prossimi mesi. Per questo dalla Commissione è emersa la volontà di costituire immediatamente un tavolo di lavoro che si occupi degli aspetti ancora da chiarire e la necessità di riconvocare la Commissione sullo stesso tema fra circa un mese per fare un aggiornamento della situazione. 
22/02/2018
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