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Alessandria

Il Comune salda le "bollette luce" arretrate. Ma restano aperte altre partite di "debiti"

E' la commissione bilancio a fare chiarezza sullo stato dell'arte della situazione debitoria e creditoria di Palazzo Rosso con il riaccertamento dei residui attivi e passivi dell'Ente. Tra questi la partita delle bollette dell'energia elettrica arretrate con la ditta emiliana HeraComm: liquidato ormai tutto. Ma restano importanti partite debitorie ancora aperte, come quelle verso partecipate riconosciute dall'Osl ma non ancora concluse: una su tutte Atm in fallimento
 ALESSANDRIA - Solo due mesi fa era scoppiato il caso delle “bollette dell'energia elettrica” di Palazzo Rosso arretrate, con la richiesta di pignoramento da parte delle società emiliana HeraComm con cui era in essere un contratto negli anni 2014-2016. Ora la situazione sembra essersi quasi completamente risolta: “sono stati saldati 4 milioni di euro, non c'è più il pignoramento da parte della ditta e resta solo più una piccolissima parte da liquidare (318 mila euro circa) che sarà chiusa nell'arco di un poco tempo, chiudendo questo capitolo con la ditta emiliana” sono state le parole del ragioniere capo Antonello Paolo Zaccone e dell'ingegner Fasciolo durante la commissione bilancio chiamata a fare chiarezza sulla situazione debitoria dell'Ente alla luce dell'ultimo riaccertamento dei residui passivi e attivi.

“Siamo oggi riusciti a metterci abbastanza in linea e d'ora in avanti non dovrebbero più crearsi problematiche del genere – ha aggiunto il tecnico del Comune – E' vero che si tratta di accettare, di registrare sulla piattaforma nazionale, di impegnare e poi liquidare oltre 200 fatture al mese. Ma che è ancora fattibile rispetto alla mole che ci si è ritrovati indietro e che ha raggiunto le migliaia di fatture”. E che ha portato al caso delle “bollette arretrate”. Non solo ma si è già liquidato (“sebbene non ancora pagato per rallentamento dei tempi dovuto al nuovo sistema di pagamento alle banche e non più diretto al fornitore, con necessità talvolta di modificare i destinatari in tutte le fatturazioni” ) tutto il 2017 con il nuovo contratto con Enel Energia per una somma che supera il milione di euro e altri 590 mila euro di fatture dell'energia elettrica per il 2018 saranno liquidate in settimana e “cassa permettendo, pagate”.

Un caso risolto, che vede un generale miglioramento anche dei tempi di pagamento dei fornitori di servizi, come sottolinea il ragioniere capo Zaccone, “passando di 600 giorni dei tempi più duri ai 100 di oggi (media degli ultimi 18/24 mesi)”. Uno dei lavori che è stato fatto per una ricognizione esatta dello stato dell'arte della situazione debitoria e creditoria di Palazzo Rosso è stato quello di richiedere l'ufficializzazione alle varie direzioni dell'Ente dei residui da mantenere, ovvero di tutti i procedimenti in essere che sono centinaia. “Questo ha portato alla cancellazione di residui passivi importanti” oltre al passaggio di quelli che non si possono più mantenere in due 'calderoni' come l'avanzo di amministrazione e il fondo pluriennale vincolato.

Ma restano aperte alcune partite di “debiti” che fanno ancora parte del lavoro svolto dall'Osl, l'Organismo straordinario di liquidazione (periodo dissesto), di riconoscimento dei debiti ancora esigibili. In particolare si tratta di quei fornitori che non hanno accettato la prima transazione della procedura semplificata, ovvero la prima “offerta” per ripianare il debito da parte del Comune. “La seconda proposta di transazione avanzata da palazzo Rosso è stata positiva: tanti fornitori hanno accettato al 70% circa per una somma pari a oltre 2 milioni e mezzo”. Ne restano fuori ancora 3 milioni 900 mila euro, “ma per questi non c'è una terza possibilità – ha spiegato a chiare lettere Zaccone – Chi vorrà potrà procedere con delle cause all'Ente”. Tra questi casi c'è quella specifico con Unicredit Factoring che si è insinuata per un milione 200 mila euro nella massa passiva dell'Osl per fatture della vecchia Atm. Ma in questo caso ancora non è stato deciso come procedere, visto che il Comune potrebbe mettere sul piatto della bilancia (in opposizione) il valore di costi impliciti di contratti derivati per 3 milioni di euro.

Ancora diverso e forse anche peggiore il caso dei debiti ancora in essere con soggetti partecipati: “questo è un caso complesso perché ci sono procedure concorsuali per fallimento in corso”. E anche qui il caso maggiore è rappresentato dalla fallita Atm, “con cui non abbiamo solo debiti ma anche crediti” precisa Zaccone, ma che in sede civile ha visto il curatore fallimentare fare una richiesta “estremamente alta di danni” (20 milioni?) contro il Comune. L'udienza è prevista a novembre e prima Palazzo Rosso vuole avere in mano una “Analisi del rischio” il cosiddetto Risk Assessment.
20/07/2018
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