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Novi Ligure

Ilva, i metalmeccanici tornano in piazza: "Esuberi inaccettabili"

A Novi Ligure gli operai dell'Ilva torneranno in piazza per protestare contro i tagli. Intanto Am InvestCo prova a ricucire i rapporti con il governo. Bargero (Pd): "Avremo garanzie sull'occupazione solo se l'azienda farà gli investimenti promessi sugli stabilimenti"
NOVI LIGURE – I metalmeccanici novesi sono pronti a tornare in piazza: giovedì prossimo, 19 ottobre, a Novi Ligure si svolgerà una nuova manifestazione degli operai dell’Ilva. I lavoratori della fabbrica si fermeranno per uno sciopero di 8 ore su tutti e tre i turni, e al mattino sfileranno per le vie della città, fino ai giardini pubblici di viale Saffi dove si terrà il comizio conclusivo della manifestazione.

«Apprezziamo la posizione del governo, ma riteniamo del tutto inaccettabili e ingiustificati i 4 mila esuberi annunciati a cui si devono aggiungere quelli delle attività dell’indotto – dicono i rappresentanti di Fiom, Fim e Uilm – Pertanto la mobilitazione continuerà in tutti gli stabilimenti del gruppo Ilva». Oggi, ad esempio, a scioperare saranno i “colletti bianchi” della sede centrale di Milano.

Intanto l’altro ieri a Roma si è tenuta una conferenza stampa dei deputati Pd in rappresentanza dei territori ove sorgono gli impianti Ilva. «La Am InvestCo si è impegnata a impiegare un miliardo e 250 milioni di euro per l’innovazione tecnologica degli stabilimenti – ha spiegato Cristina Bargero in rappresentanza del novese – Solo se questi investimenti saranno fatti avremo la garanzia che non vengano effettuati tagli sul personale. A Novi ad esempio occorre accelerare gli investimenti sull’innovazione e sulla manutenzione: questa estate doveva esserci un intervento sulla linea di ricottura che invece non è stato realizzato».

È notizia di ieri, invece, lo scioglimento di Acciaitalia, la cordata formata dall’altro gruppo indiano dell’acciaio, Jindal, assieme a Cassa depositi e prestiti, Arvedi e Leonardo Del Vecchio. Acciaitalia aveva conteso il controllo dell’Ilva ad Am InvestCo (la cordata formata per l’85 per cento dagli indiani di Arcelor Mittal e per il 15 per cento dagli italiani di Marcegalia). Un modo per mettere la parola «fine» alle ipotesi secondo cui il governo poteva essere intenzionato a farla rientrare in gioco dopo i contrasti avuti con Am InvestCo.

Che da parte sua sta tentando di ricucire lo strappo. Aditya Mittal, responsabile Europa di Arcelor Mittal, al forum di Conftrasporto di Cernobbio ha spiegato di voler «trovare una soluzione insieme a governo, istituzioni locali e sindacati per un futuro sostenibile di Ilva» e ha detto che quello per il gruppo italiano dell’acciaio è un interesse «a lungo termine».
13/10/2017
Elio Defrani - e.defraniilnovese.info
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