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Economia e Lavoro

"Integrazione" tra Azienda Ospedaliera e Asl Al "per offrire servizi migliori e rispondere alle esigenze"

L'allineamento di vedute dei due nuovi direttori di Azienda Ospedaliera, Giacomo Centini, e Asl Al, Antonio Brambilla passa attraverso la parola e l'azione di "integrazione" tra le due realtà. Una integrazione che deve portare a supportare l'alta specialità in tutte le realtà locali, attraverso la digitalizzazione, la riduzione di tempi nelle liste di attesa. Ma che deve passare anche attraverso una “riorganizzazione” che stimoli e aiuti a “ fare rete”
 ECONOMIA E LAVORO - Come tutti i predecessori, si proverà ancora una volta a vagliare il progetto di un “nuovo ospedale”? “Non è la priorità del mio primo mandato – è stata la risposta del neo direttore dell'Azienda Ospedaliera di Alessandria, Giacomo Centini – Nonostante credo serva una riflessione profonda sulle strutture per riuscire anche se non nel breve tempo a dare delle risposte”. Quello da cui il neo direttore in questa prima settimana di lavoro e nel prossimo futuro comincerà è sicuramente una ricognizione dei “bisogni”, anche strutturali. Solo dopo potranno arrivare le prime valutazioni sul da farsi, ovvero se pensare nel lungo periodo (perché si parla di un accompagnamento nel percorso che va dai 5 ai 10 anni) ad una nuova struttura oppure se pensare ad una ristrutturazione dell'attuale ospedale, “che è sicuramente un po' penalizzato dalla scatola che lo contiene (cioè dalla struttura dell'immobile che si rifà all'edilizia anni '60)”. Ovviamente spazi diversi potrebbero dare altre risposte: ma stiamo iniziando a guardare quali sono gli interventi prioritari.

E su tutti c'è l'allineamento anche con il nuovo direttore dell'Asl Al, Antonio Brambilla, di vedute sulla necessità di “integrazione” tra le due realtà. “Che non significa solo efficientamento dei servizi, ma che è di fatto maggiore qualità per i cittadini per soddisfare le esigenze di tutti”. Una integrazione che deve portare a supportare l'alta specialità in tutte le realtà locali, attraverso la digitalizzazione, la riduzione di burocrazia e l'utilizzo delle moderne strumentazioni, ma che deve passare anche attraverso una “riorganizzazione” che stimoli e aiuti a “ fare rete” anche grazie alla “innovazione” che è fondamentale e che deve essere sempre costante.

E i primi a doversi integrare, a potenziare le relazioni, sono proprio i presidi territoriali. “Intanto si partirà con un percorso per uniformare i CUP, i sistemi di prenotazione delle prestazioni sanitarie, che è una parte importante da cui iniziare per arrivare alla riduzione dei tempi di attesa”. Che è uno dei primi obiettivi alla base di un “allineamento di vedute” tra le due nuove direzioni. Che vogliono “vedere con i propri occhi” le singole realtà ospedaliere e sanitarie : così il tour tra i presidi territoriali della provincia comincerà la prossima settimana. Solo “toccando con mano” ma anche con un “confronto stretto che sarà necessario aprire con le amministrazioni locali” secondo il direttore Brambilla si riuscirà ad avviare una efficace “assistenza territoriale” che è stato il suo campo d'azione nella sanità della Regione Emilia Romagna da cui arriva. Tutti progetti che occuperanno il tempo dell'intero mandato. Che non avranno un riscontro sull'utenza immediato.

Diversamente da impegni già avviati e in dirittura d'arrivo come l’attivazione da oggi, 20 giugno, della nuova terapia intensiva realizzata di fianco al nuovo blocco operatorio dell’ospedale di Alessandria. Oppure di impegni precisi che derivano dalla “buona condizione che abbiamo ereditato” come sostengono i due direttori: un bilancio in utile. “Tutte le risorse che non si disperdono saranno destinate alle nuove tecnologie, oltre che su interventi di potenziamento e riorganizzazione”. E i 3 milioni 700 mila euro ereditati per l'Ospedale Infantile sono indirizzati alla realizzazione delle nuove sale operatorie, come annunciato da Centini. Che nel descrivere il suo ruolo all'interno dell'Azienda Ospedaliera ha parlato proprio di “supporto a tutto il personale sanitario” oltre che di azione di “potenziamento delle gemme già presenti, come l'Ospedaletto appunto o il centro Borsalino”. Trasferire quindi nel contesto sanitario locale il proprio bagaglio di esperienza che arriva dall'estero su modelli e strutture ospedaliere del mondo. “Non c'è mai freno al miglioramento” e questo sembra proprio l'obiettivo del mandato dei due neo direttori, che hanno comunque trovato una realtà sanitaria “interessante, che ha già fatto passi in avanti sulle liste d'attesa e sulla domanda che supera la capacità di risposta”. “Un ottimo lavoro dei professionisti, nonostante si sia appena usciti dal piano di rientro – come ha aggiunto il direttore Asl Al Brambilla – Tanto da portare tutto il Piemonte a scalare la grigia di rendicontazione delle prestazioni di tutta la Regione, portandolo al secondo posto. E questo per noi è già una garanzia”
20/06/2018
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