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Alessandria

Nuove sale operatorie per l'Ospedale Infantile

La parola d'ordine è specializzazione. All'Infantile si progetta un futuro, nel solco della tradizione della società alessandrina che a fine '800 volle fortemente un nosocomio dedicato ai bambini
 ALESSANDRIA – Ora c’è il bar, ma sul finire dell’800, in quegli stessi locali all’interno dell’ospedale civico si era dato vita al primo reparto infantile, progenitore di quello che oggi prende il nome del medico benefattore ‘Cesare Arrigo’, eccellenza nazionale del settore.

Nella settimana di incontri dedicata al santo patrono Antonio, l’Azienda Ospedaliera di Alessandria ha deciso di raccontare un po’ di storia ospedaliera cittadina e di parlare del futuro della sanità alessandrina.

Era il 1890 quando grazie all’interessamento di una elite di benefattori mandrogni – tutti imparentati con Teresa Grillo Michel – venne aperto il primo ospedale dedicato ai bambini. I posti a disposizione erano solo sei, ma fu l’inizio di una crescita che vede ora l’Infantile di Alessandria tra le uniche tredici strutture sanitarie nazionali dedicate alla cura dei malati pediatrici.

I numeri dell’Ospedaletto sono importanti: oltre 20 mila ‘passaggi’ al pronto soccorso, 2300 ricoveri negli 85 posti letto attuali, il tutto gestito da un’equipe medica composta da 14 dottori, 28 infermieri, 13 OSS.

Daniela Kozel, direttore sanitario e il direttore dipartimento materno infantile, Carlo Origo, sono proiettati alle sfide future, ovvero mantenere alta la specializzazione e continuare ad essere un punto di riferimento per i bambini di tutto il Nord Italia (la cardiologia pediatrica aperta da qualche mese serve già molti pazienti dalla Liguria, territorio dalle liste d’attesa molto lunghe per questo tipo di cure).

Sono in atto alcuni progetti di miglioramento dei servizi, tra cui un’area ambulatoriale più confortevole. Il piano prevede inoltre di trasferire la terapia intensiva neonatale al Civile: il criterio è quello di mantenere la coppia mamma/bambino il più uniti possibili integrando i servizi. È previsto infine un nuovo blocco operatorio all’ultimo piano, grazie alla cospicua donazione di Elsa Baralis.

L’ottimizzazione dei locali permetterà di creare delle camere di ricovero di neuropsichiatria ad alta intensità.

Uno dei filantropi che mise mano al portafogli fu Giuseppe Borsalino che per le sue dipendenti aveva attivato politiche sulla maternità molto più moderne di quelle che abbiamo tutt’oggi: premio in denaro per il parto e congedo di 12 mesi per l’allattamento, con mantenimento del posto di lavoro. Altro che bonus bebé.
16/01/2019
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