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Cronaca

Polo Chimico, “chi ha inquinato sapeva”

E' ripreso con la requisitoria del pubblico ministero il processo in Appello contro i manager e amministratori del polo chimico di Spinetta Marengo per l'inquinamento della falda. Ripercorsi i fatti salienti, dai rapporti Erl all'alto piezometrico
TORINO – Ha ripercorso i fatti, attraverso la mole dei documenti acquisiti nel corso dell'inchiesta, avviata nel 2008, dai carabinieri del Noe: i rapporti delle aziende di consulenza e controllo ambientale, i carteggi interni, le relazioni degli enti di controllo, le intercettazioni ambientali. Documenti in parte trovati negli armadi dello stabilimento di Spinetta Marengo e nelle sede Solvay di Bollate.
E' arrivato da Alessandria con una relazione dettagliata il pubblico ministero Riccardo Ghio per chiedere nuovamente la condanna di Luigi Guarracino, ex direttore di stabilimento di Spinetta, Giorgio Carimati, responsabile tecnico ambiente e sicurezza per il gruppo Solvay, Giorgio Canti, dirigente Ausimont, poi Solvay, Carlo Cogliati, Bernard De Laguiche, Pierre Jacques Joris per inquinamento delle acque.
In primo grado furono condannati in quattro, non per inquinamento ma per disastro colposo.

Solvay acquisì da Ausimont gli impianti nel 2002. La cosiddetta emergenza Cromo scoppiò nel 2008. Analisi effettuate nel terreno dell'ex Zuccherificio, confinante con il Polo chimico, misero in luce la presenza di un inquinamento, risalente agli anni addietro. C'erano presenze oltre i limite di legge di cromo 6, ma anche un'altra ventina di inquinanti. Ausimont prima e Solvay poi lo sapevano e non fecero nulla perchè venisse posto rimedio? Secondo l'accusa la risposta è sì, lo sapevano, già da tempo.
A determinare il “picco” di inquinamento furono perdite dall'impianto, che portarono i veleni anche fuori dai confini dell'area dello stabilimento. Non potevano non sapere i nuovi e vecchi vertici, perchè di cromo e altri veleni nelle acque si parlava da tempo. E poi c'erano le relazioni delle ditte specializzate, tra cui la Erl, che ne scrisse nero su bianco nel 1992.
La requisitoria del pubblico ministero proseguirà nell'udienza di venerdì 28, quando chiederà la misura della condanna. Poi la parola passerà alle parti civili e alla difesa.
22/02/2018
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