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Alessandria

Riprendono i conferimenti alla Clara e Buona, saranno ripetute le analisi

Potranno riprendere i conferimenti di terre provenienti dagli scavi del terzo valico nella cava Clara e Buona ma sarà delimitata l'area in cui è stata riscontrata la presenza di tensioattivi. Saranno anche ripetute le analisi sia da parte di Arpa che di Cociv. Il comune esprime "disappunto e contrarietà"
ALESSANDRIA – Riprendono i conferimenti di smarino, ossia di terra proveniente dagli scavi del Terzo Valico, alla cava Clara e Buona. Lo ha deciso l'Osservatorio Ambientale nella riunione dell'altro giorno durante la quale sono stati esaminati i risultati dei campionamenti effettuati da Arpa.
Dalle analisi era risultata una contaminazione da tensioattivi nelle terre depositate. In un uno dei cinque campioni analizzati, era stato riscontrato un superamento dei livelli consentiti di additivo chimico, utilizzato per gli scavi con la trivella.

A seguito di questa segnalazione Cociv aveva sospeso immediatamente i conferimenti. L'Osservatorio Ambientale riunitosi il 19 aprile, ha analizzato la proposta operativa presentata dal Cociv per “gestire questa ed eventuali future criticità”. La proposta, che è stata approvata nelle sue linee generali, prevede diverse disposizioni: “anzitutto quella di realizzare ulteriori analisi su quegli stessi campioni, che saranno svolte in contraddittorio tra Cociv e Arpa Piemonte e a seguito di un sopralluogo congiunto; nel frattempo, e fino a che non sarà accertata la causa che ha provocato la non conformità del campione analizzato, i conferimenti potranno riprendere ma saranno adottate specifiche cautele nella gestione delle terre contenenti schiumogeni: l'area del deposito dove è stato rinvenuto il campione non conforme sarà delimitata (per una superficie di 100 metri quadrati) e un'ulteriore area più vasta intorno, di 4.800 metri quadrati, non ospiterà i nuovi conferimenti, che saranno invece localizzati negli altri settori dedicati del sito e saranno ridotti sia nelle quantità che nel contenuto di additivi. Infine, il materiale intorno al campione non conforme sarà rimosso e gestito come rifiuto, per un totale di 100 metri cubi di terra”.

I tensioattivi (detti anche schiumogeni), ricorda in una nota la struttura del commissario governativo Iolanda Romano, vengono iniettati nel terreno dalle Tbm - Tunnel Boring Machine utilizzate negli scavi meccanizzati delle gallerie del Terzo Valico per agevolare lo scavo e al tempo stesso per il sostegno del fronte di avanzamento e il trasporto all’esterno del materiale. Il riutilizzo in siti di deposito di materiali di scavo che contengono questi additivi è previsto dalla vigente normativa ambientale (Dm 161/2012), a determinate condizioni, e uno studio condotto dall’Istituto Mario Negri nel luglio 2014 per conto di Cociv ha determinato le modalità per rientrarvi. Inoltre nel febbraio scorso si è concluso l'approfondimento condotto dall'Osservatorio Ambientale per la procedura condivisa tra Cociv e Arpa per l'analisi dei tensioattivi nei campioni di terre.
“Il Comune di Alessandria esprime disappunto e contrarietà nei riguardi delle decisioni assunte - ha spiegato l’assessore all’Ambiente, Claudio Lombardi – per i seguenti motivi: si decide di riprendere i conferimenti senza avere adeguata conoscenza del cosiddetto ‘tempo necessario’ per la biodegradazione dei componenti inquinanti rinvenuti nella cava (tensioattivi anionici) come esplicitamente ammesso nel comunicato emesso dall’Osservatorio Ambientale;
le decisioni sono state prese senza interagire e interloquire con il Comune di Alessandria e, in particolare, con il Sindaco, unici responsabili della salute pubblica;
l’Osservatorio si riunisce con massima urgenza quando è il COCIV a richiederlo, ma continua a rinviare da mesi la riunione per dibattere della procedura da adottare per la determinazione del contenuto di amianto nello smarino in sostituzione di quella vigente dichiarata dall’ARPA imprecisa a più del 90% e per dibattere del limite massimo ammesso del contenuto di amianto nello smarino”.
“Ancora una volta – ha concluso l’assessore - proponiamo che urgentemente l’Osservatorio Ambientale venga trasferito ad Alessandria e ne entrino a far parte le ARPA Piemonte e Liguria, con diritto di voto, e che sia prevista la partecipazione di rappresentanti degli enti locali in funzione degli argomenti all’ODG. Questo in nome di elementari principi di democrazia e partecipazione”.

 

21/04/2017
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