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Alessandria

Tagli su verde, manutenzione e illuminazione. “Speriamo nel piano di riequilibrio, altrimenti...”

E' il piano triennale dei lavori pubblici ad aver avuto la “mazzata”: tagli su utenze con il rischio di non riuscire ad onorare i contratti in essere per mancanza di risorse. “Non è tutto fermo e i mutui del 2018 per marciapiedi e e bandi già avviati sono rimasti in piedi”. “Forse erba più alta, ma personale salvo”. Preoccupazione della minoranza per tutto quello che è stato stralciato (tra cui manutenzione straordinaria, videosorveglianza, eliminazione barriere architettoniche). La speranza dei dirigenti è nel “piano di riequilibrio, altrimenti...”
 ALESSANDRIA - E' proprio quel “altrimenti” che fa sobbalzare sulla sedia. La richiesta di ulteriori tagli da parte dei Revisori dei Conti per poter dare l'ok al bilancio di previsione 2019-2021 si è concentrata su un settore di rilievo: quello dei lavori pubblici. E' l'assessorato di Giovanni Barosini ad aver risentito di più dei tagli con la rivisitazione del piano triennale dei lavori, con un impegno passato da 13 a 8 milioni. Dove rientrano il verde e il taglio dell'erba, ma anche le manutenzioni degli edifici (tra cui le scuole comunali) e le utenze: riscaldamento ed energia elettrica (contratto Manutencoop) e illuminazione pubblica.

“Qualsiasi scelta avrebbe comportato una ferita. Ecco nessun lavoratore è stato toccato, ma magari avremo l'erba più alta” sono state le parole di Giovanni Barosini, che in commissione si è confrontato insieme ai dirigenti con le molte domande arrivate dai banchi della minoranza nel confronto su quello che è il nuovo bilancio di previsione e Dup. Che per il vicepresidente Enrico Mazzoni “non ha nulla di tecnico come è stato definito. Ma è politico per le scelte fatte”. Visto che anche da parte dei dirigenti del settore non c'è stato un coinvolgimento preliminare su cosa e dove tagliare. “Ci siamo trovati i tagli fatti sui nostri capitoli” sono state le parole franche di Giampiero Cerruti. Che insieme all'architetto Furia dovranno fare i conti con “quanto si potrà fare con le risorse rimaste”.

Questo il chiodo su cui ha battuto la minoranza Pd e anche M5S: “abbiamo pensato a come fare a dare gli stessi servizi, se sul taglio dell'erba da un milione abbiamo solo più 500 mila euro, ad esempio?”. Per non parlare dei contratti dell'illuminazione pubblica (Serra: “decidiamo di accendere o spegnere in base alle ore pari e dispari?” ironizza, ma con preoccupazione) o di quelli con Manutencoop. “Abbiamo già avuto contatti per rivederli? E' possibile? Ci saranno penali?”. Tutte cose “che dovevamo avere già fatto, visto che tra 15 giorni, ai primi di giugno, su quei capitoli di bilancio non ci saranno le risorse sufficienti ad onorare i contratti in essere oggi. E quindi o ci si prende la responsabilità di fare debiti fuori bilancio per un interrompere un pubblico servizio, oppure...non so” sono state le parole dure dell'ex sindaco Rita Rossa.

“Non è tutto fermo” è quanto assicurato dall'assessore, che ha elencato cosa è rimasto dei mutui 2018: manutenzione marciapiedi, migliorie stadio Moccagatta, lavori su palazzo Rosso, bando periferie, Por Fesr, bando percorsi urbani del commercio e anche quello sui percorsi ciclabili sicuri, oltre al teleriscaldamento (che però non è a carico del Comune) . Mentre per i dirigenti il grosso delle speranze per uscire dal pantano è riposto nel piano di riequilibrio da fare nei prossimi mesi. Solo allora si potranno davvero prendere decisioni su come affrontare i vari tagli nei vari settori. Perché tutto quello che è rimasto in piedi arriva da finanziamenti o bandi esterni, dove non c'è il contributo del Comune di Alessandria (e comunque anche queste entrate sono diminuite da 27 milioni a 19).

“Tutto il resto degli investimenti è stato stralciato” come ha precisato Michelangelo Serra dai banchi della minoranza. Con tanto di elenco: “videosorveglianza (fatta eccezione per quella di piazzale Berlinguer che si è riuscita a salvare e i cui lavori saranno terminati entro fine anno, come precisato dal dirigente), manutenzione straordinarie di caditoie, marciapiedi, asfaltature, abbattimento barriere architettoniche (come chiesto anche dal consigliere Berta: ma i 250 mila euro per ora non ci saranno!, ndr), potature, manutenzione idraulica Casalbagliano, recupero aree industriali, cimiteriali, cimitero animali, recupero giardini pubblici, passeggiata Sisto e anche impianti sportivi”. Insomma tutto quello che si sarebbe fatto accendendo nuovi mutui. Per ora bisognerà rinunciare e anzi “cercare risorse per il verde per arrivare a fare il taglio a bordo strada e altri interventi urgenti, così come per l'illuminazione pubblica per arrivare a fine luglio”. Invece per il contratto manutenzione, “cercare di valutare possibilità di escludere alcuni edifici oppure fissare standard più bassi ad esempio sul riscaldamento (non oltre i 19 grandi)”. Queste le condizioni con cui fare i conti da dopodomani.

E per rendere tutto meno “pesante” bisognerà attuare una strategia di revisione e razionalizzazione anche interna: cercando di fare buona politica di spesa, ma anche cercando di alleggerire la macchina pubblica puntando ad interventi di partenariato pubblico-privato come si sta facendo con la gestione dei cimiteri (per i quali pulizie e manutenzioni saranno ridotte al minino con questi tagli). Da qui l'annuncio di Barosini: “è arrivata una proposta di project financing. Ora sarà valutata dagli uffici”. L'unica buona notizia della giornata.

Che dopo ore e ore a parlare di tagli sui lavori pubblici ha liquidato con meno di 20 minuti le materie di competenza del vicesindaco Davide Buzzi Langhi. Che dopo una breve esposizione, tra partecipate e mobilità, ha lasciato la commissione per un altro impegno. “Ma si pensa di alienare quote o società per recuperare risorse?” oppure “esiste un piano B al riequilibrio?” erano solo alcune delle domande che Abonante e Serra avrebbero voluto porre al membro della giunta. “Vorrà dire che le faremo ai consiglieri di maggioranza, che dovrebbero essere informati” ha ironizzato l'ex assessore al Bilancio del Pd. E questo, insieme all'attacco rivolto a Buzzi Langhi che non è rimasto in commissione, ha fatto lasciare l'aula ai membri della commissione seduti tra i banchi della maggioranza, facendo di fatto mancare il numero legale, con la conseguente chiusura e non sospensione della commissione che si sarebbe dovuta riunire nel pomeriggio di ieri con l'assessore al Bilancio per poter trattare in serata in Consiglio comunale il Dup, il Documento unico di programmazione. Nulla di fatto: niente commissione. Niente voto e quindi anche il Consiglio comunale ha dovuto rimandare tutto alla seduta di questa sera, che dovrà quindi affrontare dal Piano di revisione dei bilanci 2012-2017 richiesto dalla Corte dei Conti, al Dup fino al bilancio previsionale 2019-2021. "Sarà una lunga nottata, non prendete impegni" l'annuncio del presidente del Consiglio, Emanuele Locci.
16/05/2019
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