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Bosio

Benedicta, in estate ripartono i lavori per il centro di documentazione

Regione e Provincia stanziano 750 mila euro per completare il centro di documentazione della Benedicta. Entro febbraio sar firmato anche il protocollo d'intesa sulla gestione. In estate ripartono i lavori, fermi ormai da anni. Ma l'opera continua a non convincere
ALESSANDRIA – I lavori di costruzione del centro di documentazione della Benedicta ripartiranno in estate. La decisione è stata presa ieri, durante una riunione che si è svolta in Provincia ad Alessandria. «Nei prossimi giorni – ha fatto sapere il vicepresidente del consiglio regionale Nino Boeti [nella foto] – verrà attivato il tavolo tecnico per la definizione del progetto e il relativo appalto, per iniziare i lavori entro l’estate».

Si tratta di un investimento complessivo di 750 mila euro: 500 mila messi a disposizione dalla Regione Piemonte tramite l’assessorato alla Cultura, i restanti 250 mila dalla Provincia di Alessandria. Soldi che vanno ad aggiungersi a quanto speso finora, altri 750 mila euro, per un totale di 1,5 milioni di euro. La notizia, in teoria, sarebbe positiva: un’opera pubblica incompiuta che finalmente viene portata a termine. In realtà, la struttura che sorgerà tra i monti dell’Appennino, in territorio di Bosio, sotto i ruderi della Benedicta, non piace (quasi) a nessuno, tanto da guadagnarsi l’epiteto di «ecomostro». Diversi i dubbi sull’opera, a cominciare dal fatto che il centro di documentazione sarà lontano decine di chilometri dai grandi centri abitati e raggiungibile solo attraverso una strada tortuosa e poco adatta ai pullman.

Secondo Boeti, al contrario, «dopo 12 anni si onora la memoria di quei giovani che in quel lembo di terra al confine tra Piemonte e Liguria donarono la vita per la libertà». Era il 2006 infatti quando venne approvata la legge regionale n. 1 del 2006 (primo firmatario l’allora consigliere Rocchino Muliere) venne istituito il centro di documentazione.

Entro la fine del mese verrà stipulato il protocollo d’intesa sul centro. Spiega Franco Ravera, sindaco di Belforte Monferrato e presidente dell’unione montana “Dal Tobbio al Colma”: «La decisione di terminare l’opera è stata unanime. La gestione sarà affidata all’associazione Memoria della Benedicta, all’unione montana, al parco delle Capanne di Marcarolo, alla Provincia, ciascuno per le proprie competenze».

«Sarebbe stato meglio terminare la struttura modificandola per renderla più utile al territorio – dice Dino Bianchi, presidente del Parco – Ma di fronte alla decisione della Regione di stanziare le risorse per un determinato progetto… Si va avanti, poi si vedrà. Una volta terminati i lavori si aprirà il problema della gestione».
3/02/2018
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