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Alessandria

Bike Patrol: serve una “preparazione”. E ci pensa il “prof” Di Gregorio

E' l'alessandrino Mauro di Gregorio agente della Polizia Municipale su due ruote e anche presidente dell'Aipib, ovvero l’Accademia italiana pattuglia in bicicletta ad aver partecipato ad un corso di formazione “pan-europeo” per agenti in bicicletta. C'è già un marchio, un “simbolo” che si differenzia per il colore sullo sfondo della bandiera del paese di provenienza
 ALESSANDRIA - “Gli agenti in bicicletta hanno necessità di avere una preparazione specifica per salire e scendere dai marciapiedi, da gradinate e per superare altri ostacoli ambientali. Devono sapere quali tattiche usare durante un inseguimento e come rapidamente, ma in sicurezza, scendere dalla bici per effettuare un fermo o contrastare una minaccia”. Mauro Di Gregorio, agente su due ruote della Polizia municipale alessandrina e, soprattutto, presidente dell’Aipib, ovvero l’Accademia italiana pattuglia in bicicletta, è stato impegnato con un gruppo di addestramento “pan-europeo” per formatori.

Protagonisti 2 operatori francesi, 3 italiani (oltre allo stesso Di Gregorio, il collega alessandrino Alberto Stoppino e Andrea Sarra di Candiolo), 2 svizzeri, 2 spagnoli e 2 belgi.

“In Belgio e Francia questo servizio è sviluppato rispettivamente da otto e cinque anni - spiega Di Gregorio - Dopo questa tappa piemontese, ci rincontreremo a giugno, in Francia, per parlare di una possibile visione europea per i ‘bike patrol’: l’idea di fondo è quella di costruire un contenitore comune che possa essere utilizzato senza differenze nei vari Paesi”.

C'è già un “marchio”, il simbolo della polizia in bicicletta da applicare alle divise, sui cappellini, che si differenzia solo per lo sfondo che ha i colori della bandiera dei diversi paesi europei in cui è presente il servizio.

Ma sulla formazione, quanto è importante? “È fondamentale non dare per scontato che, per effettuare tale servizio, il presupposto necessario sia esclusivamente quello di saper pedalare – sono le parole chiare di Di Gregorio - Al contrario, bisogna prepararsi a ogni scenario che si potrebbe incontrare. E, quindi, tecniche di guida e tecniche operative, Codice della strada e alimentazione. Insomma non bisogna assolutamente farsi trovare impreparati”.

Un lavoro, certo. Che si diversifica da Paese a Paese, da territorio a territorio. Ma che unisce tutti quanti alla fine per una passione comune: la bicicletta.

18/03/2019
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