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Alessandria

Bilancio "di missione": "un miglioramento come punto di partenza per nuove sfide"

E' stato presentato il Bilancio sociale dell'Azienda Ospedaliera, un bilancio di "trasparenza verso i cittadini, i pazienti, per renderli partecipi dei risultati ottenuti che devono essere il punto di partenza per nuove sfide" come ha spiegato la direttrice Baraldi. Un bilancio triennale partendo dall'analisi di punti di forza e debolezza....per migliorarsi
ALESSANDRIA - E' stato presentato il Bilancio sociale dell'Azienda Ospedaliera, un bilancio di "trasparenza verso i cittadini, i pazienti, per renderli partecipi dei risultati ottenuti che devono essere il punto di partenza per nuove sfide" come ha spiegato la direttrice Giovanna Baraldi. Un bilancio triennale partendo dall'analisi di punti di forza e debolezza....per migliorarsi. Diverse testimonianze che hanno evidenziato gli sforzi per la riorganizzazione, il metodo utilizzato e i risultati raggiunti in questi tre anni. Un impegno complessivo che ha visto una generale riorganizzazione degli spazi, a partire dalla mappatura e dall’analisi degli spazi, dei processi e dei percorsi che da una gestione verticale delle risorse ha condotto a una condivisione e ottimizzazione delle stesse con un conseguente miglioramento dell’accessibilità e una diminuzione dei tempi di attesa. Risulati che hanno consentito di aprire nuovi spazi ambulatoriali, come il Santa Caterina, il Ghilini e oggi l’Oculistica, tutti più accoglienti e in un’ottica di ottimizzazione di risorse e personale. Partendo dalla autocritica di ciò che non andava: “obsolescenza delle strutture e delle attrezzature, spazi frammentati e carenza di molte direzioni di strutture complesse, ovvero la necessità di primari”.

“Siamo di fronte a risultati straordinari, resi possibili anche da importanti investimenti in tecnologie, quasi dieci milioni di euro in tre anni; in termini di produzione abbiamo raggiunto un valore complessivo di circa 150 milioni di euro solo nel 2017, con un incremento di circa 14 milioni di euro, che in termini di salute significa un incremento di servizi erogati nel triennio”.

Riduzione di costi quindi, grazie alla riorganizzazione, aumento dei ricoveri ordinari e dei posti letto, ma con una riduzione della degenza. Miglioramento dei tempi di attesa che è passato dalle 17 “caselline non in regola” del 2015 alle sole 7 del 2017. “Arrivano sempre più pazienti da fuori regione”. Un miglioramento che è nato dagli “spazi” e dalla necessità di rivederli: così oggi nei nuovi spazi ambulatoriali sono i numeri a parlare. Cinquecento pazienti in meno di flusso giornaliero grazie alla concentrazione di tutte le attività in 18 specialità.

La tavola rotonda ha visto la presenza del Sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco, del prof. Elio Borgonovi del Cergas e dell’Assessore regionale Antonio Saitta. Cuttica ha sottolineato: “Ho potuto presenziare a numerosi appuntamenti e ho visto un Ospedale in continua evoluzione, ma soprattutto la forza propulsiva è l’elemento umano: ciò che emerge sono le persone, i loro sorrisi, la loro forza. Il bilancio evidenzia il grande impegno profuso da tutti per un deciso rilancio dell'Azienda Ospedaliera” Borgonovi, da profondo conoscitore dei sistemi sanitari, ha posto in evidenza “il cambiamento è partito dalle persone come operatori e dagli stessi pazienti. L’obiettivo è quello di consolidare la fiducia dei cittadini verso questa Azienda. Il Bilancio raccoglie le buone pratiche, ma dopo il bilancio bisogna organizzare iniziative per mantenere forte la determinazione emersa”.

L’Assessore Saitta, nel concludere i lavoro, nel plaudire il lavoro realizzato, con determinazione e sobrietà, ha dato una lettura di prospettiva sul futuro: “Le premesse per questa Azienda sono positive, l’obiettivo è quello di una sempre più stretta integrazione con il territorio e con gli altri ospedali per fare sì che la rete sia davvero al servizio del paziente: conosciamo la gerarchizzazione degli ospedali e da lì dobbiamo partire. Gli obiettivi che abbiamo dato non sono solo economici, ma sono di salute. Abbiamo fatto delle scelte e da quelle non dobbiamo tornare indietro: crediamo nelle competenze e per questo lavoriamo in collaborazione con l’Università”.
21/04/2018
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