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Alessandria

Canone dei “dehor”: i commercianti non ne sapevano nulla. "E invece la Tari su questi spazi?"

Il “caso” è esploso dopo che da un lato gli esercizi commerciali si sono visti arrivare i bollettini del “canone non ricognitorio”, senza sapere in realtà di cosa si trattasse; dall'altro dopo le dichiarazioni dell'assessore Lumiera sulla volontà di “mettere mano” a questa ulteriore vessazione, visto che esistono già tasse come la Cosap per l'occupazione suolo pubblico. E la Tari sui dehor? “Dimenticata, da chi?” chiede Abonante
 ALESSANDRIA - Un caso esploso in questi giorni: quello sul “canone non ricognitorio”, che interessa tutti i servizi sopra e sotto suolo degli esercizi commerciali, dai dehor ai collegamenti interrati della linea telefonica, ad esempio. I commercianti hanno ricevuto i bollettini da pagare, per qualcosa che non sanno nemmeno cosa è. Per chi paga l'occupazione suolo pubblico, ad esempio per tavolini all'aperto o vere e proprie strutture c'è la Cosap. Per chi ha insegne o lavagne di grosse dimensioni o cartelli pubblicitari oltre certe misure c'è il pagamento della tassa sulla pubblicità. “Ma questi altri soldi per cosa sono?”. Da un lato quindi gli avvisi di pagamento arrivati agli esercizio commerciali per il 2018.

Dall'altro le parole dell'assessore al Bilancio di Palazzo Rosso, Cinzia Lumiera: “il regolamento è stato approvato dalla precedente amministrazione nel 2017. Non abbiamo potuto fare nulla per l'anno trascorso”. Qualcosa invece si sta cercando di provare a fare per il 2019, attraverso lo studio sulla possibilità di “eliminarlo” questo canone per il solo caso dei “dehor” che nel regolamento non compaiono esplicitamente, o comunque di andarlo ad integrare all'interno della Cosap, come valore ricompreso all'interno del costo dell'occupazione del suolo pubblico. “Perché così è una ulteriore vessazione per gli esercizi commerciali” sono state le parole dell'assessore.

“Non si tratta di una tassazione come la Cosap. E' un canone gestito da un Regolamento che un Comune può anche scegliere di non volere più applicare– sono state le parole dell'ex assessore della giunta Rossa, Giorgio Abonante rimasto stupito del “caso” che è scoppiato e di alcune dichiarazioni dell'assessore – Noi lo avevamo fatto (scelta giusta o sbagliata è un altro discorso ancora) e mi sembra che visti i rilievi di oggi della Corte dei Conti sui bilanci comunali....forse non avevamo fatto male”. La critica può essere sulla scelta “politica” di pesare ancora di più sulle tasche dei cittadini, in questo caso degli esercizi commerciali. Ma non sul Regolamento del canone in sé, sull'obbligo di attuarlo, “visto che è del 2017 e sono già due anni che questa nuova giunta amministra” sono state le risposte del consigliere di opposizione del PD. E poi ancora “perché valutare se toglierlo, ma solo sui dehor?”.

Che sono quelli sui quali si paga anche la Tari
(oltre che la Cosap), oltre a quella del locale, anche quella dello spazio esterno pubblico. “Tari dimenticata dai precedenti amministratori” sono state le parole dell'assessore Cinzia Lumiera. “Ma dimenticata da chi?” chiede Abonante. Visto che gli uffici comunali dei tributi il loro lavoro lo hanno svolto: gli invii di pagamento ci sono stati, poi come per la tassa rifiuti delle case, “c'è chi dichiara al Consorzio e paga e chi no”. Perché il funzionamento è lo stesso: se sono residente in una casa, devo comunicarlo al Consorzio di Bacino che calcola sulla base dei metri quadri e delle persone. Se decido di mettere un dehor fuori dal mio locale, faccio la stessa cosa. Una questione su cui “voglio vederci chiaro” sono state le parole dell'ex assessore Abonante.

Una scelta quindi che l'amministrazione dovrà portare all'attenzione del Consiglio comunale, per vedere cosa fare di questo “canone non ricognitorio” per i dehor. Dovendo fare i conti da un lato con il mondo del commercio (bar e locali) sul piede di guerra per l'ennesima “mazzata” e dall'altro con i conti/bilanci di Palazzo Rosso, oggi più che mai nell'occhio del ciclone.
28/02/2019
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