Alessandria

“Cartina” del verde e sensori mobili contro il Pm 10

Una centralina verrà installata ai giardini pubblici, l’altra in una zona non ancora identificata dove non è presente verde pubblico: in tal modo sarà possibile studiare la differenza di impatto delle polveri sottili e la loro influenza in termini di temperatura. Gli esperti del Cnr attraverso una speciale mappatura del territorio diranno dove andare a mettere nuovi alberi
ALESSANDRIA - Per tre soli microgrammi di Pm 10, non ci sarà il temuto blocco delle auto diesel fino a Euro 4 in centro storico: dopo giorni di aria inquinata a livelli preoccupanti (martedì 8, ad esempio, si sono raggiunti gli 80 microgrammi per metro cubo di polveri sottili, quando il limite è fissato a 50...), mercoledì la discesa fino a quota 47. Traffico libero, dunque, ma nessuno si nasconde le criticità di Alessandria sul fronte ambientale.

Anche per questo, un paio di settimane fa è stato presentato in giunta, dall’assessore Paolo Borasio, un atto di indirizzo volto a sviluppare una serie di interventi e progetti - in collaborazione con Arpa Piemonte e Cnr Bologna - per monitorare e, possibilmente, migliorare la qualità dell’aria.

“Proprio martedì i tecnici dell’Arpa e dell’assessorato Ambiente della Regione Piemonte hanno effettuato un primo sopralluogo per cercare di capire dove posizionare le centraline per il rilevamento degli inquinanti - spiega lo stesso Borasio - Una, sicuramente, verrà installata ai giardini pubblici, l’altra invece in una zona (non ancora identificata, ndr) dove non è presente verde pubblico: in tal modo, sarà possibile studiare la differenza di impatto delle polveri sottili e la loro influenza in termini di temperatura. Tanto per capirci, sembra ci possa essere addirittura un grado e mezzo di differenza tra le aree alberate e le altre”.

Il secondo percorso, invece, sarà realizzato in collaborazione con gli esperti del Cnr - Consiglio nazionale delle Ricerche di Bologna: “Sì - conferma l’assessore - e saranno loro, attraverso una speciale mappatura del territorio, a dirci dove andare a mettere a terra nuovi alberi. Una piantumazione studiata per rendere più fresca la città e, contemporaneamente, ‘pulire’ l’aria: e attenzione, stiamo parlando di un progetto sperimentale a costo zero per il Comune. Dovremo solo fornire un censimento completo del verde esistente, e gli uffici sono già al lavoro: una volta ottenuti i dati precisi, procederemo - a stima nell’arco di sei/otto mesi - con la sistemazione dei fusti”.

Nell’atto d’indirizzo erano poi ipotizzate altre due novità: il cosiddetto "verde verticale" e i sensori d’inquinamento mobili. “Riguardo al primo, stiamo pensando al luogo adatto: secondo il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco, potrebbe pure essere l’ex convento di San Francesco. Appena possibile, effettueremo le verifiche necessarie. Per i secondi, al contrario, guardiamo a quanto stanno facendo altre realtà, come Bologna: sui mezzi e negli edifici pubblici e alle fermate dei bus sono stati posizionati rilevatori di inquinanti (in particolare del Pm 10) a basso costo. Così facendo, viene creata una rete capace di tenere sotto controllo in tempo reale l’ambiente e, insieme, utile a sensibilizzare i cittadini sul tema: senza tale consapevolezza, usando magari meno le auto e più le bici e usufruendo del riscaldamento con giudizio, ogni amministrazione, da sola, può fare ben poco”.

14/01/2019
Marcello Feola - redazione@alessandrianews.it