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Alessandria

Cissaca: arrivano i primi fondi ma la situazione resta in bilico

Sbloccati una parte dei pagamenti in arretrato da parte del Comune e della Regione nei confronti del Cissaca, che tornerà a liquidare alcune fatture delle cooperative, ma la situazione resta in bilico. Gli operatori: “sarebbe meglio pagare il pizzo. Anticipiamo di tasca nostra, stiamo diventando indigenti come chi dovremmo aiutare”
ALESSANDRIA - E’ stata un’audizione di luci e ombre quella svoltasi ieri a Palazzo Rosso, presso la commissione bilancio del Comune, da parte dei vertici del Cissaca. Il presidente Mauro Buzzi e la direttrice Laura Mussano hanno infatti illustrato una situazione di crisi economica dell’Ente forse senza precedenti, tale da averli costretti a sospendere il pagamento delle fatture alle cooperative che forniscono la quasi totalità dei servizi gestiti dal consorzio socio assistenziale. 

Se da un lato qualche buona notizia è arrivata dalle istituzioni, con lo stanziamento la scorsa settimana di 690 mila euro dal Comune e 1 milione e 700 mila euro dalla Regione, a parziale saldo di quanto ancora dovuto, con la promessa da parte della Regione di saldare entro maggio i circa 4 milioni di euro in arretrato, la crisi di liquidità resta profonda, così come l’incertezza sulla regolarità dei pagamenti futuri (all’appello mancano poi 1,4 milioni che ancora deve l’Asl Al, che verrà probabilmente convocata in audizione in Comune in un prossimo futuro). Gli assessori al bilancio Matteo Ferraris e al welfare Mauro Cattaneo hanno ribadito la centralità delle funzioni svolte dal Cissaca, considerato di fatto “il vero assessorato alle politiche sociali del Comune”, ma anche ribadito che serviranno ancora diversi mesi perché la situazione finanziaria riacquisti una sua stabilità nei trasferimenti dei fondi fra istituzioni, “anche per colpa di una normativa male interpretata dal Ministero stesso che ha penalizzato Alessandria bloccando alcuni fondi ai quali invece aveva diritto e rallentando a cascata i diversi trasferimenti verso il Cissaca”.

Durante l’audizione drammatico è stato l’appello degli operatori delle cooperative intervenuti, anche in rappresentanza dei loro colleghi. Il più deciso è stato Savino Di Donna (nella foto), dell’Aias, che ha spiegato, insieme alla dottoressa Michela Giacobbe: "stiamo diventando noi stessi indigenti nel tentativo di aiutare le persone che assistiamo. In totale gli operatori sociali sono costretti a pagare interessi alle banche per 700 mila euro al mese, solamente per vedersi anticipati soldi che in realtà dovrebbero ricevere con puntualità dalle istituzioni per le quali svolgono un servizio con regolare contratto. Solamente l’Aias in tre anni ha pagato 149 mila euro, l’equivalente di tanti servizi aggiuntivi che evidentemente non si sono potuti erogare. Sarebbe meglio dover pagare il pizzo. Bisogna capire che siamo di fronte a una situazione paradossale e assolutamente insostenibile. Facciamo la spesa per i ragazzi che assistiamo anticipando tutto con i nostri soldi, finché ne avremo. Ma stanno finendo anche quelli. E se un domani dovessimo non essere più in grado di prenderci cura di loro finiremmo immediatamente in prigione, perché le persone delle quali abbiamo responsabilità non sono autonome e necessitano di assistenza costante. Noi non abbandoniamo loro, ma non possiamo neppure essere abbandonati. Se il Cissaca fosse costretto a chiudere i battenti come farebbero i diversi comuni, Alessandria in testa, a erogare i medesimi servizi in autonomia?"
26/02/2014
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