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Alessandria

Comunicazione nell'emergenza: ecco perché qualcosa non ha funzionato

Diversi cittadini si sono lamentati di non essere stati avvertiti adeguatamente da parte dell'Amministrazione Comunale sul rischio in corso durante l'incendio alla discarica di Castelceriolo. In effetti la catena dell'allerta ha mostrato alcune gravi inefficienze, come ammette l'assessore Borasio: "entro un mese saremo operativi"
ALESSANDRIA - Un incendio che è durato quasi 24 ore: tanto c'è voluto ai Vigili del Fuoco per spegnere del tutto le fiamme divampate presso la discarica di Castelceriolo, e sono in corso le indagini che dovranno appurare cos'è successo nell'impianto, visto che ha subito due incendi nel giro di pochi giorni, entrambi scoppiati durante la sera, quando cioè le temperature sono più basse e di conseguenza anche gli eventuali rischi di autocombustione. I sospetti di dolo sono molti, visto che lo stesso sindaco, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, ha detto di non volersi lasciar intimidire da azioni di stampo mafioso. 

Nel mentre, specialmente durante le prime ore dell'incendio, l'attenzione della Protezione Civile si è concentrata sulla necessità di avvertire la popolazione delle zone interessate dalla nube sollevata dall'impianto, carica degli effetti della combustione. 

Per fortuna la concentrazione dei gas non ha raggiunto veri livelli di pericolosità, ma da subito sono partite le comunicazioni sui social networks che invitavano i cittadini a rimanere in casa con le finestre ben chiuse e i condizionatori spenti. Se Facebook è stato dunque il primo mezzo utilizzato, non può essere ovviamente considerato un mezzo sufficiente per informare la popolazione.

E infatti l'assessore Paolo Borasio, con delega alla Protezione Civile, che per primo è giunto sul luogo dell'incendio, ha coordinato le squadre inviate con il compito di informare gli abitanti dei quartieri limitrofi alla discarica mediante megafoni: alcune auto della Polizia Municipale insieme al personale della Protezione Civile sono così passate per le vie di Spinetta, Castelceriolo, Cascinagrossa e del quartiere Pista, ripetendo il messaggio d'allarme e l'invito a chiudere le finistre e rimanere nelle abitazioni. 

Peccato che non tutti i cittadini abbiano sentito il messaggio, e diversi si siano lamentati, sia sui social networks che chiamando la mattina seguente direttamente in assessorato, per il rischio corso: "abbiamo dormito con le finestre aperte tutta la notte per il gran caldo, potevamo subire gravi conseguenze, da noi non si è sentito alcun messaggio", si lamentava qualcuno sempre su Facebook. In effetti, specie in alcune zone, le segnalazioni che confermavano l'insufficienza nelle comunicazioni sono state in numero tale da essere preoccupanti (e in casi di emergenza, anche una sola persona non raggiunta dai messaggi di allarme è una persona di troppo). 

In questo caso i pericoli sono stati modesti, ma di caso si tratta appunto, specie perché alle porte di Alessandria ci sono importanti impianti chimici che necessitano un alto livello d'allerta e grande efficienza nella macchina della Protezione Civile, qualora ci sia bisogno di comunicare tempestivamente regole da seguire per la salute della cittadinanza. 

In realtà Palazzo Rosso lo strumento giusto ce l'avrebbe avuto, ma in questo caso non è stato utilizzato, il che è una mancaza sicuramente grave.

La città paga infatti un servizio (per circa 5 mila euro l'anno) che consente di inviare comunicazioni telefoniche simultanee a tutta la cittadinanza, anche selezionando solamente alcune zone o quartieri: un messaggio automatico preimpostato può così raggiungere in pochi istanti tutti i cittadini nelle proprie abitazioni, sia che si abbia un telefono fisso, sia che si abbia un cellulare (a patto di essersi registrati sulla pagina presente nel sito del Comune, sebbene non sia stata creata un'apposita sezione. Esisterebbe anche la possibilità di scaricare un'app capace di fornire servizi più evoluti, ma di questo sul portale ufficiale dell'Ente ad oggi non vi è traccia).

Interpellato sul perché l'Alert System di cui si è dotato qualche anno fa il Comune, voluto dal sindaco Rita Rossa, sia rimasto spento nel cassetto, l'assessore Borasio ha ammesso di doversi informare al riguardo, non avendo bene idea di come lo stesso potesse funzionare. Con l'onestà che lo contraddistingue ci ha poi richiamati, provando a ricostruire cosa non abbia funzionato: "in effetti il sistema è ancora operativo, ma solamente due persone per ora sanno utilizzarlo a Palazzo Rosso. Una era in ferie, e l'altra è stata trasferita ad altro servizio. Chi è subentrato, meno di un mese fa, non l'ha ancora imparato. In più non tutti i piani di comunicazione sono stati già preimpostati: ce n'è uno per avvisare gli abitanti di Spinetta, ma per esempio manca quello per la Pista, il che vuol dire che sarebbero comunque servite 2 ore, 2 ore e 30 minuti per far partire le telefonate per alcune zone specifiche. La sfortuna ha voluto che l'incendio scoppiasse in periodo di ferie, e abbiamo provveduto cercando di trovare soluzioni di fortuna, pensando che sarebbe bastato utilizzare le auto e i megafoni. Ora lavoreremo per implementare questo sistema, in maniera tale che entro un mese saremo in grado di utilizzarlo correttamente se un'altra emergenza dovesse richiederlo". 

23/08/2018
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