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Economia

Confindustria: “Previsioni di crescita per l'economia locale, anche se in un contesto complessivo fragile”

I settori produttivi più rappresentativi, metalmeccanico, chimico, gomma plastica e alimentare, mostrano dati positivi, anzi in crescita. Il peggioramento degli indicatori demografici porterà a una riorganizzazione di welfare e sanità
ECONOMIA - Le previsioni questa volta sono ottimistiche e gli scenari ipotizzati dagli imprenditori della provincia sono ben diverse da quelle, meno felici, del trimestre precedente. Anche se tutto questo avviene "in un contesto complessivo fragile". L’indagine congiunturale di Confindustria, presentata ieri pomeriggio ad Alessandria, nella sede dell’associazione degli industriali, mostra un quadro dell’economia meno grigio per il trimestre aprile-giugno. È quello prospettato da 103 aziende, tra manifatturiere e servizi alla produzione, prese a campione per il test.

Subito la notizia. Sono tutti positivi, e in aumento, questa volta, i principali indici che registrano lo sbilancio tra ottimisti e pessimisti. Esempio: la previsione dell’occupazione risale a +9, quella della produzione a +11, gli ordini totali sono a +9 e gli ordini export a +7 ("un valore più del doppio rispetto alla media regionale"). L’indice della redditività, è vero, è negativo, -2, ma nel trimestre precedente era a -6. Anche le previsioni dei settori produttivi più rappresentativi, metalmeccanico, chimico, gomma plastica e alimentare, mostrano dati positivi, anzi in crescita. Li rende noti Giuseppe Monighini, responsabile dell’Ufficio studi di Confindustria Alessandria, che ha realizzato l’indagine.

Forse l’elemento di maggiore preoccupazione viene sottolineato dal presidente Maurizio Miglietta, che con il direttore Renzo Gatti ha partecipato, l’altro giorno, all’incontro di Torino con i candidati alla presidenza del Piemonte: Sergio Chiamparino (centrosinistra), Alberto Cirio (centrodestra) e Giorgio Bertola (Movimento 5 Stelle). Il problema è quello del trend demografico regionale riferito ai prossimi 5 anni, che vedrebbe un aumento del 50% delle persone che rientrano nella fascia oltre i 75 anni, del 20 di quelle da 0 a 19 e un calo del 10% da 20 a 44: in sostanza, 150 mila in meno. Tutto questo "a causa dell’andamento degli anni precedenti".
"Il peggioramento degli indicatori demografici - spiega Miglietta - porterà a una riorganizzazione di welfare e sanità. Sull’industria, l’invecchiamento obbligherà le imprese a puntare sulla crescita delle competenze per stimolare processi innovativi. Certo che ci sarà meno gente in giro e meno gente occupata".
12/04/2019
Roberto Gilardengo - redazione@alessandrianews.it
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