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Alessandria

Dal Pride al Congresso mondiale delle famiglie: la Lega si spacca

La discussione in Consiglio comunale si è aperta sulla decisione del primo cittadino di dare il patrocinio al "Alpride 2019" che si terrà ad Alessandria a giugno. Sostegno della minoranza, meno convinta parte della maggioranza. Ma la "spaccatura" nella Lega è arrivata sull'ordine del giorno un po' a sorpresa del presidente Pavanello sull'adesione ai principi del XIII Congresso mondiale delle famiglie che si terrà a Verona a fine mese
 ALESSANDRIA - Era bastato il patrocinio dato dal sindaco Cuttica di Revigliasco alla manifestazione “Alpride 2019” che si terrà a giugno ad Alessandria a creare già un po' di scompiglio tra le varie forze e lesensibilità della maggioranza di governo di Palazzo Rosso. A cui si è aggiunto durante il Consiglio comunale di mercoledì 13 marzo anche l'ordine del giorno “a sorpresa” (presentato durante la conferenza dei presidenti terminata poco prima dell'inizio della seduta del Consiglio che ha accettato di trattarla) presentato dal capogruppo della Lega, Evaldo Pavanello, sul XIII Congresso mondiale delle famiglie che si terrà a Verona a fine mese. Contenuti nella sostanza diametralmente opposti, ma che nella logica della discussione politica erano affini e “andavano discussi uno di seguito all'altro” come è stato richiesto dal presidente del PD, Paolo Berta.

Due temi che in un'ora e mezza hanno creato “scompiglio” tra le forze di maggioranza e quasi una vera spaccatura all'interno dello stesso partito di governo, la Lega.

Tutto è partito con la richiesta di delucidazioni sul “percorso” del Gay Pride alessandrino da parte del presidente di Fratello d'Italia Piero Castellano. Che non ha esitato ad esprimere la propria contrarietà rispetto alla scelta fatta dal sindaco. Che per una volta ha ricevuto gli “applausi” e il consenso invece della minoranza, dal Partito Democratico fino al Movimento 5 Stelle. Scelta invece che ha diviso la giunta e la maggioranza, “ma che per il patrocinio spetta al sindaco che se ne è assunto la responsabilità” come hanno sostenuto in molti. Pur ammettendo “io non lo avrei dato”.

Una frase che è arrivata anche dal capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Pavanello. Firmatario di un ordine del giorno che chiede al sindaco di “aderire ai valori espressi dal XIII Congresso mondiale delle famiglie”, di “esprimere a tutti coloro che vi parteciperanno la solidarietà della città di Alessandria”, dopo gli attacchi rivolti a molti esponenti come il ministro leghista Fontana, ma anche Salvini, Zaia, Meloni e altri da parte del portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo.

Un fulmine a ciel sereno per Gianfranco Cuttica: “ci ho messo un anno a pensare e decidere se dare il patrocinio per la manifestazione alessandrina, considerando che non ho aderito ai loro valori, ma ho ritenuto doveroso dare a tutti il diritto di esprimersi”. Questo perché la Lega Piemonte è “progressista”. “E ora mi si chiede in 5 minuti di dare parere favorevole a valori espressi in un Congresso di cui non ho informazioni né conoscenza? Non è un modo corretto e mi trovo in difficoltà. Quindi non voterò a favore di questo ordine del giorno”.

Così ha avuto inizio la spaccatura in casa del Carroccio alessandrino: tra i banchi, molti degli stessi consiglieri leghisti hanno detto “io non voto su qualcosa che non so”, mentre un'altra parte della maggioranza l'ha buttata sulla questione “etica” del tema proposto più che politica, lasciando libertà di coscienza ad esempio Forza Italia.

Sdegno da parte di gruppi come Lista Rossa, con Marica Barrera che ha citato alcune espressioni uscite sui giornali di coloro che parleranno a questo convegno. “Contraria al metodo con cui è stato presentato, ma anche con il contenuto”. Duro anche il M5S: “il diritto di esprimere le proprie opinioni è sacrosanto. Ma qui parliamo di un Congresso con rappresentanti di Forza Nuova, dove la figura della donna è paragonabile a quella del regime musulmano”. Preoccupante per il Moderato, Diego Malagrino, che su un tema come questo ci sia questa spaccatura nella maggioranza. “Quale è la vostra posizione?”. Una discussione aperta e andata avanti a lungo su due visioni del mondo, della politica e dell'etica completamente diverse, “ma che ora non può prescindere da arrivare ad una votazione” per il consigliere Abonante. Che si “difende” dagli attacchi di Emanuele Locci, in veste di presidente di Alessandria Migliore che parla di una “minoranza che vuole mettere a tacere su certi temi, come quello della famiglia, che sembra un tabù”. Locci parla di “non democrazia e di non rispetto delle opinioni degli altri”, quando chi ha proposto di discutere le due questioni (Alpride e Congresso mondiale delle famiglie) consecutivamente è stata la minoranza, come ricordato dal Pd.

Clima acceso che vedeva il sindaco da un lato ribadire il concetto chiaro del “non mi espongo e non do un parere su ciò che non conosco e che dovrei approfondire” e dall'altro la posizione irremovibile di Pavanello “ho presentato tutto secondo le regole, quindi non si può dire che sono stato scorretto”. C'è chi cerca di mediare: portare la discussione in commissione? “No”. Eliminare la parte “aderire ai valori del Congresso” e andare subito al voto, nemmeno per il primo cittadino che ha chiaramente detto “io non la voto sta cosa”.

Alla fine è riuscita a vincere la proposta del giovane leghista Iacovoni: “sospendere discussione e votazione e riportarla in una prossima seduta di Consiglio, per proseguire con gli altri temi 'cittadini' sulla base dell'ordine dei lavori consiliari”. Richiesta accettata da Pavanello che ha raggiunto però il suo scopo, “fare emergere due pesi e due misure” come lui stesso ha dichiarato. La richiesta di sospensione della discussione è stata votata con favore da 12 consiglieri di Lega e SiAmo Alessandria. Contrari invece quelli della minoranza (M5S, Pd, Lista Rossa, Grupp Dema e Moderati, 7 in tutto) e qualche astenuto, tra cui Locci e esponenti della maggioranza come Forza Italia e Castellano (FdI).
14/03/2019
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