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Alessandria

I conti milionari e i debiti di Amag

Arriva in Consiglio comunale la delibera di approvazione del nuovo business plan del gruppo industriale guidato da Stefano De Capitani e Mauro Bressan. Il futuro di gas, acqua e holding finanziaria
ALESSANDRIA - Settimana importante anche per il Gruppo Amag di Alessandria. Arriva in Consiglio comunale (convocato per il 2 marzo, alle 20) all'interno di un nutrito ordine del giorno anche la delibera di approvazione del nuovo business plan del gruppo industriale guidato dal presidente Stefano De Capitani e dall'amministratore delegato Mauro Bressan. Fra novità del settore del gas e i dubbi di quello dei trasporti, Amag si prepara ad affrontare una fase complessa e delicata e il via libera da parte del socio di maggioranza, il Comune di Alessandria, è ovviamente determinante. La società multiutility è capofila del gruppo che, direttamente o attraverso le partecipate, eroga servizi in più settori: gas naturale, ciclo idrico, gestione rifiuti, gestione calore, trasporto pubblico locale (con tutte le incertezze che verranno sciolte solo a fine marzo), vendita energia elettrica. Ed è anche l'azienda che, più che in passato, può segnare il passo dello sviluppo sul fronte dei servizi pubblici, oltre che continuare a rappresentare quella 'cassaforte' cui è stato fatto spesso ricorso per sponsorizzare un po' di tutto. Ma il gruppo Amag, holding sempre più finanziaria, quanto sarà in grado di reggere alle sfide del mercato e della 'cassa'?

Rispetto alla gestione delle società controllate, il business plan indica per Amag Reti idriche parla di una ipotesi di mantenimento del cento per cento del capitale della newco Amag Reti Idriche nel periodo 2016-2020 e di un "potenziale consolidamento all’interno dell’Ato 6 Alessandrino con gli altri gestori presenti". Per Amag Reti Gas è invece prevista l'ipotesi dell'ingresso di un socio privato nella newco con una quota di minoranza nel 2017, con l'opzione di aumento della quota in caso aggiudicazione della gara per l’affidamento della gestione del servizio di distribuzione del gas nell’Atem (Ambito territoriale minimo) Alessandria 2 Centro. Nell’Atem Alessandrino sono attualmente presenti tre gestori: Amag Reti Gas, 2i Rete Gas Spa e Metanprogetti Srl. In seguito dell’aggiudicazione della gara per la distribuzione del gas all’interno di tale ambito il servizio verrà affidato a un solo soggetto. Attualmente Amag Reti Gas pesa per l'86,1 per cento, 2i Rete Gas per l’11,2 e Metanprogetti presenta una quota residuale pari a circa il 2,6.

Sempre in ambito gas, ecco Alegas (ha generato nel 2015 ricavi pari a circa 43,8 milioni di euro e un utile d’esercizio pari a circa 1,1 milioni; ha circa 40.900 clienti di cui il 97 per cento nel settore gas, essendo il business elettrico avviato solo da pochi anni) per la quale è prevista l'ipotesi di mantenimento del cento per cento del capitale di Alegas negli anni di previsione e una strategia di incremento della quota di mercato nel settore della vendita dell’energia elettrica e del gas. "Alegas chiude tutti gli esercizi di previsione in utile grazie al buon andamento dei ricavi e al ridotto impatto della gestione finanziaria" sulla relazione allegata al business plan. Per Ream Spa è previsto il mantenimento della quota del 51 per cento detenuta da Amag.
Fronte rifiuti: Amag Ambiente punta al mantenimento dell’attuale quota di partecipazione (ottanta per cento del capitale) e al "miglioramento dei livelli di servizio e al raggiungimento degli obiettivi di raccolta previsti dai contratti di servizio con il Comune di Alessandria e il Bacino dei Comuni". I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono previsti pari a circa 13,8 milioni nel 2016 e successivamente stabili a circa 14 milioni. Il piano prevede che la società chiuda tutti gli esercizi in utile, pari nel 2020 a 231mila euro.

Per una società che vuole rappresentare un motore di sviluppo industriale e una garanzia finanziaria i conti devono essere a posto. E quelli di Amag come stanno? Le proiezioni del conto economico, come sono riassunte dal business plan, indicano per il periodo 2017-2020 un fatturato medio complessivo (post elisioni) di circa 81 milioni di euro (stima di circa 103 milioni pre elisioni) e un Ebitda Margin prospettico di circa il 13,6 per cento. A livello di fatturato il 52 per cento è relativo a business regolamentati (idrico, distribuzione,ambiente), il 48 per cento a business di mercato (vendita energia e calore). A fine piano la parte di mercato supera il 50 per cento per effetto della crescita attesa di Alegas.
L'indebitamento complessivo bancario del Gruppo a fine 2015 era pari a circa 35,3 milioni di cui circa 17,4 milioni per mutui a medio/lungo termine in capo alla capogruppo Amag Spa. L'indebitamento bancario a medio e lungo termine di Gruppo è interamente relativo a mutui in capo alla capogruppo destinati parzialmente a investimenti nell’idrico e nel gas e parzialmente impiegati per il finanziamento di Amag Ambiente mediante prestito soci. I debiti a medio e lungo termine sono nei confronti di cinque banche con una esposizione massima iniziale verso la singola banca di 11,6 milioni di euro (Bpm). Il mantenimento dei mutui esistenti è previsto che facciano capo alla Holding, a eccezione del mutuo Intesa Sanpaolo 'bullet' del valore di 5 milioni “da conferire ad Amag Reti Idriche in una ottica di consolidamento”.

Il business plan ipotizza ricavi da service pari a circa 8,4 milioni di euro all'anno nel periodo 2017-2020 ai quali si affiancano altri ricavi per 400mila legati alla produzione di energia elettrica e altri ricavi marginali. I costi diretti della Holding nel periodo 2017-2020 sono pari a circa 7,1 milioni all'anno e riguardano principalmente costi per personale (circa 4,4 milioni) e per servizi (circa 2,8 milioni all'anno). Investimenti: per quest'anno sono stimati in 4,1 milioni, di cui 3 legati all'investimento nel teleriscaldamento. La quota rimanente è legata principalmente agli investimenti per gli interventi sull’ex Caserma a fianco alla sede dell'Amag, al potenziamento del sistema di telecontrollo e a investimenti per software gestionali e Gis. Negli esercizi successivi sono stati ipotizzati investimenti pari a 786mila nel 2018 e 217mila nel 2019.
27/02/2017
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