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Alessandria

Il progetto da un milione con i fondi del Terzo Valico non piace a nessuno ma passa in Consiglio

Il consiglio comunale ha approvato lo schema di convenzione con Rfi e il commissario di governo per il Terzo Valico che consentirà l'assegnazione di un milione di euro per un progetto di riqualificazione ambientale che lo stesso sindaco definisce “un'idiozia" se si limiterà alla pista ciclabile "attorno al buco della Clara e Buona”
ALESSANDRIA – La commissione era convocata alle ore 11, il consiglio comunale d'urgenza alle 14,30 dello stesso giorno. Aveva fretta l'amministrazione di mettere in approvazione lo “schema di accordo procedimentale e dello schema di convenzione nell'ambito del progetto condiviso di sviluppo del territorio piemontese per valorizzare le opportunità legate alla linea av/ac terzo valico dei Giovi I fase per regolare i rapporti inerenti la progettazione e la realizzazione dell'intervento denominato: recupero e riqualificazione ambientale delle aree adiacenti al sito di deposito del terzo valico dp93 cascina Clara e Buona e valorizzazione delle aree fluviali dei fiumi Bormida e Tanaro”.
Per quel “meta progetto”, abbozzato dalla precedentemente giunta, poi rivisto – per lo meno, ci hanno provato – Rfi è disposto a dare un milione, tanto quanto agli altri dieci comuni interessati dai lavori dell'alta velocità.
Quindi, per Alessandria si trattava di prendere o lasciare, visto che il “meta progetto”, come lo ha definito il consigliere Pd Giorgio Abonante, che all'epoca della prima stesura era in maggioranza, è stato già approvato dal Cipe, il comitato per le grandi opere.

L'URGENZA DI "CHIUDERE" 
In commissione, e subito dopo in consiglio comunale, l'attuale assessore ai Lavori Pubblici Gianni Barosini (nella foto) relaziona, come può. Dice che l'urgenza di convocare il consiglio comunale arriva da una lettera del commissario di Governo per il Terzo Valico Iolanda Romano, dimissionaria. Chiede, Romano, gli atti per concludere l'iter avviato due anni fa, durante un convegno che si tenne ad Alessandria, al Cento Grigio, in cui i comuni riuscirono a strappare ad Rfi la promessa di 60 milioni di euro per il territorio, per un progetto di sviluppo condiviso. Di quei 60 milioni, undici potranno essere spesi direttamente dai singoli comuni per opere attinenti, in qualche modo, al valico.
Una spiegazione che convince poco i consiglieri del Movimento 5 Stelle, dei Moderati, persino Marica Barrera della lista di Rita Rossa. “Dove sta l'urgenza?” chiede Barrera.
Alessandria è uno degli ultimi comuni a portare al voto lo schema di convenzione, tutti gli altri hanno già approvato.
Non possiamo perdere questa occasione, di ottenere un finanziamento da un milione di euro”, prova a spiegare Barosini. 

UN MILIONE DI EURO PER FARE COSA? 
Per spiegare la vicenda Giorgio Abonante ed Enrico Mazzoni fanno un passo indietro con la memoria: quando i comuni, grazie al commissario di Governo, ottengono la promessa del finanziamento, il comune di Alessandria, con la giunta Rossa, aveva in mente la bonifica dello scalo ferroviario. “Ma costava troppo, rispetto al finanziamento” dice Abonante. Si accantona lo scalo e si tira fuori dal cassetto l'idea di riqualificazione dei fiumi. Una bozza di progetto c'era già e si chiamava “il parco della confluenza”, un disegno di riqualificazione e fruibilità delle aree fluviali e delle sue sponde.
Una parte di questo disegno prevedeva di collegare la sponda destra del Tanaro con la sponda sinistra della Bormida attraverso una pista ciclabile che partisse dal ponte Cittadella. Ma il Cipe, in fase di prima valutazione, chiede che il progetto abbia una certa attinenza con i lavori del Terzo Valico e con l'unico punto che tocca direttamente Alessandria, ossia la cava Clara e Buona ("dove finiranno 24 milioni di metri cubi di smarino, terra proveniente dagli scavi delle gallerie", ricorda Michelangelo Serra dei 5 Stelle) .
Quindi la pista si allunga di quattro chilometri, per arrivare alla cava e passargli attorno. Costo complessivo 1 milione e 700 mila euro, per 17 chilometri.
Quindi spetterà al comune di Alessandria trovare i 700 mila euro (una stima al ribasso, secondo i tecnici) mancanti, perchè Rfi tirerà fuori solo un milione, non un centesimo in più, non uno in meno. Che saranno spesi per la pista ciclabile attorno alla cava. Nel piano triennale delle opere pubbliche sono stati pertanto inseriti 500 mila euro per il 2019 ed altrettanti per il2020. Poi toccherà al Comune, se potrà (o vorrà).

IL VOTO, PRENDERE O LASCIARE
A malincuore, e anche turandosi un po' il naso, la maggioranza di Cuttica di Revigliasco si è trovata così a dover decidere se prendere il milione e tentare di mandare avanti un progetto più o meno utile, oppure rinunciare.
Lo ha detto chiaramente il sindaco intervenendo in commissione. “E' un progetto fantasma, che esiste solo al Cipe, e non qui. Abbiamo fatto un tentativo di rimodularlo, ma non è stato possibile. Faremo il miglior lavoro possibile ma per ora è una pista attorno ad una discarica”.
Se doveva essere un incoraggiamento, ha sortito poco effetto perchè, almeno in commissione, anche il Pd si astiene, salvo poi votare con la maggioranza in consiglio comunale.
“Il lavoro di progettazione vero e proprio inizia da domani”, assicura Barosini.
Il Movimento Cinque Stelle ribadisce al contrarietà non solo alla delibera ma all'opera tutta. Oria Trifoglio e i Moderati non partecipano al voto; Emanule Locci si astiene. Lo schema di convenzione passa con 22 voti a favore.
23/11/2018
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