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Provincia

In arrivo 150 nuovi profughi, ma solo linizio. E un business?

Dopo lorrore per quanto accaduto nel Mediterrano sabato notte, con centinaia di persone morte in mare, si deve gi guardare avanti per evitare tragedie perfino maggiori. Previsti 100 mila nuova profughi entro lestate, da collocare al Nord. I posti di accoglienza in provincia dovranno raddoppiare. Chi ci guadagna?
PROVINCIA - Entro breve, secondo fonti vicine alla Prefettura, in provincia arriveranno altri 150 nuovi profughi da ospitare, ma la cifra complessiva, entro l’estate, sarà probabilmente molto maggiore, finendo per far raddoppiare i piani di accoglienza attualmente in corso. Il tutto però inserito in un contesto che da tempo sembra in tilt, fatto di interventi che non sanno (o non vogliono) pianificare un’alternativa all’emergenza. Da regione e regione l’Italia mostra un campionario di atteggiamenti estremi, fra l’opposizione a qualsiasi nuova accoglienza di alcuni Governatori, spesso dimenticandosi che si sta parlando di persone che cercano un’alternativa alla morte nei propri Paesi e piani di apertura indiscriminata da parte di altri, dove i profughi diventano un business e semplici pedine da stipare il più possibile in centri di accoglienza - ghetto dove a contare è solo il numero di persone “gestite”, il più grande possibile, così da ottenere i più alti rimborsi.

In un ennesimo, accorato, appello, Fabio Scaltritti, della Comunità San Benedetto al Porto, presente ad Alessandria con la Casa di Quartiere, fa il punto della situazione in provincia ed elenca le richieste minime che il "Coordinamento Cittadino di Accoglienza di Alessandria” fa da tempo per poter garantire dignità a chi arriva e sicurezza a chi vive in città. Ripartiamo l’appello di seguito, nella sua versione integrale, e ci sentiamo di unirci sicuramente nel rilanciare la domanda finale: chi ci guadagna? 
 
Sembra che almeno altre 400 persone, donne, uomini, bambini, siano morte nella notte fra sabato e domenica cercando di attraversare il Mediterraneo per trovare una nuova possibilità di vita. Non ce l'hanno fatta.
Ma l'Europa e l'Italia sono corresponsabili, a nostro avviso, e complici di questi e altri episodi di cui nessuno viene a conoscenza. La fine del programma Mare Nostrum ha ridotto le possibilità di ricerca, recupero e salvataggio e i ragazzi ospitati in Città assistono con noi alle notizie di questi fratelli e sorelle scomparsi in mare aperto. Sgomenti e inorriditi, spaventati.
Pochi giorni fa il Papa, incontrando il premier italiano, sottolineava la necessità e l'urgenza di uno sforzo maggiore dell'Europa e un impegno diretto e immediato dell'Italia. Urgente.

Ma l'Italia (e questo Governo) è sorda e cieca e continua a chiedere all'Europa altri investimenti che finiscono però in “Triton”, il nuovo assurdo programma di barriere e respingimenti che produce forse ancora più violenze e decessi, ma in altri Paesi. E quindi i governi pensano che se occhio non vede....
Ma i nostri occhi e le nostre orecchie sono in questo momento i ragazzi e le ragazze ospitate ad Alessandria e Provincia e che dalla scorsa settimana, su indicazioni della Prefettura di Alessandria e del Governo, aumenteranno ancora di circa 150 unità.
Ma tutto questo non basta e non  sarà sufficiente: entro Giugno, fanno sapere da Roma, i posti in accoglienza dovranno raddoppiare.
Per l'inizio dell'estate si aspetta quindi l'ondata più forte che dovrebbe portare sulle nostre coste circa 100.000 persone e attualmente i Centri del Sud sono davvero allo stremo: il sovraffollamento, le indagini sui Centri più grandi e peggio gestiti, le ruberie "a cielo aperto" di molti soggetti gestori e altri fenomeni hanno ormai messo in ginocchio il Sud del nostro paese.
Colleghi da Roma, Taranto, Lecce, Siracusa, Trapani ci raccontano di Centri Gestori dell'accoglienza indagati, sospesi, ritirati che continuano a lavorare, fatturare, incassare denari come banchieri senza fornire più alcun servizio alle persone accolte come animali.

Se si prosegue in questa direzione anche al Nord rischiamo gli stessi esiti ma chi ci Governa (e dovrebbe anche governare, di conseguenza, questi fenomeni) ha l'incapacità di fare dell'esperienza tesoro.
Lo avevamo già detto e scritto nel 2012 dopo l'ex E.N.A. (Emergenza Nord Africa) che serviva una riflessione ampia e critica sulle fragilità e i rischi di quel modello: nessuna risposta o proposta dalle Istituzioni preposte!
Lo abbiamo ribadito in Alessandria nel Marzo 2014 ma sembravamo "marziani".
Si cercavano solo posti letto per far fronte all'Emergenza e quindi ancora oggi l'Emergenza continua. Quotidiana, incessante e in progessivo aumento.
Le Prefetture strette tra le richieste del Ministero e le difficoltà del territorio fanno quello che possono ed Alessandria probabilmente è anche uno degli esempi migliori d'Italia. Ma non basta.
Non vogliamo essere profeti di sventura (troppo facile) ma sappiamo bene che fino a quando non si cambierà metodo e modello questo fenomeno sarà gestito in assoluta follia sprecando milioni di Euro di pubbliche risorse ma senza ottenere nessun beneficio né per le persone accolte né per i territori. Anzi, inizieremo e ci prepariamo per  gestire i possibili rischi.
Anche all'assessore regionale Cerutti lo abbiamo detto chiaro e tondo: l'Emergenza è funzionale ad un sistema che non si predispone per accogliere ma cerca solo centinaia di posti letto da riempire (come le casse di alcuni Enti Gestori) senza poi avere le capacità di controllare effettivamente ciò che accade.
Nella nostra provincia si ascoltano già storie di ordinari abbandoni, di mala-accoglienza, di realtà che si "inventano e presentano" con posti letto e carte quasi in regola. Vedremo...
Quello che serve, subito, sono alcuni aggiustamenti del modello proposto che il "Coordinamento Cittadino di Accoglienza di Alessandria" chiede da tempo e cioè:

- maggiori e migliori controlli con interviste e visite a sorpresa nei Centri di accoglienza (al fine di mantenere un livello alto di qualità) con rendicontazione dettagliata dello speso
- trasparenza sui conti dei Centri di Accoglienza con bilanci per Centri di costo dei progetti di accoglienza (e pubblicità degli stessi)
- la riapertura dello SPRAR (il Comune di Alessandria su sollecitazione di Comunità San Benedetto, Coop. Coompany e Associazione Cambalache ha richiesto 30 posti  a Prefettura e Ministero senza ricevere risposte) con percorsi strutturati e continuativi di accoglienza superando finalmente  l'emergenza
- l'apertura di una procedura straordinaria per il rilascio di permessi umanitari
- la corretta applicazione delle procedure nei colloqui presso le Commissioni Regionali
- il coinvolgimento diretto e obbligatorio dei Comuni e degli Enti locali nei processi decisionali
- la costituzione di comitati Territoriali di governo dell'accoglienza con le Prefetture e I Comuni
- la possibilità di costituire programmi post-accoglienza per le persone presenti da tempo sul nostro territorio
- la partecipazione diretta dei migranti (e di loro delegati, tra loro) nei processi decisionali sull'accoglienza ai tavoli Istituzionali. Sempre.

Ci auguriamo che qualcosa si muova in alcune delle direzioni che abbiamo indicato perchè tra poco, oltre alla vergogna, assisteremo all'orrore di quello che accadrà sul nostro Mare Mediterraneo e, soprattutto, sulle sponde di quelle coste straniere dove i finanziamenti Europei di milioni di Euro finiscono inevitabilmente, in gran parte, nelle tasche di bande e personaggi senza scrupoli.
E Don Gallo ci ha insegnato sempre a farci la seguente domanda in queste occasioni: "ma tutto questo a chi giova? Chi ha da guadagnarci?"

Fabio Scaltritti

Casa di Quartiere Alessandria di
Comunità San Benedetto al Porto
Per approfondire:
http://www.alessandrianews.it/alessandria/profughi-libici-limbo-lungo-anno-10079.html http://www.alessandrianews.it/societa/accoglienza-profughi-provincia-riprende-tratta-persone-58922.html http://www.alessandrianews.it/lo-spazio/i-doni-mohamed-lamin-alessandrini-70151.html http://www.alessandrianews.it/societa/apicoltori-si-diventa-ad-alessandria-progetto-bee-my-job-106462.html http://www.alessandrianews.it/breaking-news/emergenza-nord-africa-continua-cattiva-gestione-51656.html http://www.alessandrianews.it/provincia/emergenza-nord-africa-verso-proroga-dell-accoglienza-26740.html http://www.alessandrianews.it/breaking-news/storie-accoglienza-toto-asilo-82911.html

Come si fa sicurezza?
Chi scappa dal proprio Paese, rischiando la vita, lo fa spesso perché è assolutamente impossibile continuare la propria esistenza lì. Quante responsabilità occidentali ci sono alla base della devastazione dei Paesi africani? Chi arma le popolazioni? Per quali interessi? Siamo proprio sicuri che il respingimento "a oltranza" sia una soluzione di lungo periodo, al di là delle implicazioni etiche che questo atteggiamento porta con sé? Non lavorare per costruire progetti di accoglienza e integrazione seri e duraturi vuol dire non investire nella sicurezza dei cittadini, a partire da quelli italiani. Il degrado sociale spesso è conseguenza di atteggiamenti colpevoli e di scelte politiche precise. Fino a quando sarà tollerabile?
 
20/04/2015
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