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Alessandria

Mense: la mobilitazione non si ferma....Anzi si allarga fin sotto la Prefettura

Un nuovo presidio di lavoratori della refezione scolastica e dei sindacati sotto Palazzo Rosso. E anche un nuovo incontro con la parte "tecnica" che si occupa della gara senza quella politica. Per i sindacati: "alcune verifiche andavano fatte prima. E la gara è stata fatta così per essere più appetibili, senza obbligo di assunzione". La mobilitazione comunque non si ferma....anzi potrebbe spostarsi di qualche metro per far sentire le proprie ragioni anche al Prefetto
 ALESSANDRIA - Sono tornati con i loro mestoli e le loro padelle (oltre a fischietti e trombette) sotto Palazzo Rosso: anche ieri, giovedì 24 maggio, i lavoratori del servizio mense delle scuole comunali (oggi dipendenti Aristor) e i sindacati si sono fatti sentire, dall'amministrazione comunale, alla quale chiedono “maggiori garanzie non introdotte nel bando di gara per l'occupazione”, ma anche dalla gente, dal resto della cittadinanza alessandrina per tenere alta l'attenzione su questo tema (da qui la richiesta anche di un Consiglio comunale aperto).

Un nuovo presidio quindi, seguito dopo qualche ora da un nuovo colloquio ai piani alti del Comune. Ma questa volta non con la parte “politica”, quindi con la giunta, ma con quella “tecnica”, ovvero il Rup, il Responsabile Unico della Gara, la dirigente Bocchio e il capo di Gabinetto del Sindaco, Molina. “Una gara fatta nel rispetto delle leggi” sono le parole che escono dai dirigenti. “Una gara fatta così, senza una clausola sociale più garantista per l'attuale personale dipendente, perché è molto più appetibile, senza obblighi di occupazione e di qualità contrattuale per chi resta” è invece la versione delle organizzazioni sindacali, come riportato da Rosario Trupia delegato UilTucs.

Scontro continuo anche sulle altre questioni, come quella legata al servizio di trasporto dei pasti oppure al centro cottura. “Il servizio trasporto oggi in subappalto ad altra azienda non poteva essere inserito nel bando di gara” spiegano dal Comune. “Peccato però che nel bando è citato e ricompreso il trasporto del cibo come uno dei servizi. Anzi vengono dettati anche i tempi massimi di viaggio dal centro cottura alle scuole per l'arrivo dei pasti” controbattono i sindacati.

Che prendono spunto da questi “casi” per ribadire “Chi doveva controllare queste cose? Queste erano verifiche che dovevano essere fatte prima, con maggiore attenzione”. “Un incontro che non ha portato (“come tutte le altre volte”) a nulla”.

E ora? “Non ci si ferma di certo!”. La battaglia continua, così come la mobilitazione dei lavoratori. Non c'è ancora un nuovo “calendario” (assemblee dei sindacati con lavoratori martedì prossimo) ma è possibile che i dipendenti delle mense, con i loro coperchi e fischietti la prossima settimana si spostino un po' più in là di palazzo Rosso....”per farsi sentire anche dal Prefetto, visto che stiamo parlando di un numero consistente di lavoratori a rischio”.
25/05/2018
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