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Alessandria

Palazzo Rosso: "con la possibilità di usare l'avanzo di amministrazione, 12 milioni a disposizione per investimenti"

E' la circolare diffusa dalla Ragioneria dello Stato ad aver sbloccato la possibilità di utilizzo degli "Avanzi di amministrazione", senza rischiare di non rispettare l'ex Patto di Stabilità. "Per Alessandria questo significa avere finalmente a disposizione 12 milioni di avanzo da destinare agli investimenti. Soldi che sono stati accantonati, da comune virtuoso quale siamo, ma che non potevano essere utilizzati" ha spiegato l'assessore Lumiera. Diverso invece il discorso di "copertura" dei debiti post Osl: "per questi stiamo agendo sull'evasione tributaria"
 ALESSANDRIA - Lo aspettava – o almeno ci sperava - l'amministrazione di Palazzo Rosso, così come quelle di tanti altri comuni d'Italia. Ed è arrivata: si tratta della circolare diffusa dalla Ragioneria di Stato che di fatto “libera” le amministrazioni dando la possibilità di utilizzare gli “avanzi di amministrazione” messi a bilancio per fare investimenti (per il 2018), senza gravare sull'equilibrio di finanza pubblica, ovvero l'ex Patto di stabilità.

Questo infatti era il problema: “noi oggi siamo un comune virtuoso, che ha accantonato risorse e che sono anche già messe a bilancio (cioè ci sono i soldi), ma che non le può spendere perchè secondo il monitoraggio (di spese e debiti) oggi altrimenti saremmo fuori dal Patto di stabilità”. Che significa per il Comune non poter più assumere, contrarre mutui...insomma tornare a “fermarsi”. Queste le parole di soddisfazione dell'assessore al Bilancio, Cinzia Lumiera, che ha ringraziato per l'impegno Riccardo Molinari che è riuscito “ad ottenere una modifica davvero essenziale per Alessandria”. Vengono infatti resi disponibile alla amministrazione Cuttica 12 milioni di avanzo per investimenti. “Che possiamo spendere (che non significa spenderli tutti, ma pensare ad attuare progetti)” spiega l'assessore. Per ora sono stati impegnati “in via prudenziale” visto che la norma non giocava a favore delle amministrazioni, 3 milioni 600 mila euro su Por Fesr, Bando Kyoto e lavori al tetto di Palazzo Rosso. “Ma ora si può guardare a progetti con un'altra mentalità”.

Restano invece sul groppone del Comune quei soldi di “avanzo di amministrazione” tenuti da parte per pagare i debiti definiti “post Osl”, come ad esempio il Cissaca. Anche in questo caso, come spiega Cinzia Lumiera “la liquidità per saldare questo debito con il i servizi assistenziali c'è, ma il fatto di usarli compromette l'equilibrio di finanza pubblica”. Per ora quindi la strada intrapresa dalla giunta per riuscire a coprire queste spese è quella di “agire sulla evasione tributaria”. Anche se anche per questa partita “non perdiamo le speranze che i nostri rappresentati a Roma, Molinari in primis, possano riuscire ad ottenere qualcosa sulla prossima Finanziaria”. Intanto si è messa in moto la macchina per il recupero dell'evasione: “sono partiti proprio in questi giorni gli accertamenti su Imu, Tasi, Tari”. Solo da quest'ultima “dal 2013 ad oggi si contano 14 milioni di euro non versati al Comune”.

Proprio su questa “conquista” per i Comuni arriva dalla sua pagina Facebook anche il commento un po' più amaro di Giorgio Abonante, ex assessore al Bilancio, oggi all'opposizione. “La Ragioneria generale dello Stato nella circolare 25/2018 ha autorizzato il parziale «Sblocco degli avanzi» degli enti locali vincolandolo alla spesa per investimenti. Era atteso dopo le due sentenze della Corte costituzionale che avevano colpito le regole del pareggio di bilancio. E' un fatto positivo ma le contraddizioni non mancano. Ci si aspettava un intervento più incisivo per i Comuni, come Alessandria, che rischiano di uscire dagli equilibri di finanza pubblica (vecchio patto di stabilità) per aver pagato nell'arco dell'anno i creditori del dissesto. Nulla, per adesso. Un paradosso e una beffa. Negli stessi giorni in cui il Parlamento perpetua l'agonia dei Comuni in pre-dissesto ci si aspettava un provvedimento per quei pochi Comuni che il dissesto l'hanno affrontato, uscendone. Invece il parlamento fa l'esatto contrario, una pacca sulla spalla a chi delle regole se ne sbatte, spalle voltate a chi le rispetta. Il potere politico che Alessandria esprime a Roma deve manifestarsi di più e meglio”.
6/10/2018
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