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Alessandria

Pro e contro a confronto in commissione. Ma alla fine "che ne sarà della mozione Locci-Trifoglio"?

Tesi pro e contro la mozione Locci- Trifoglio relativa ad alcuni aspetti della applicazione della Legge 194, approfondita in commissione. "Si tratta di un atto amministrativo: dove sono i dati che avvalorano quanto richiesto?". Tante associazioni "contro" la Legge 194. E poi le risorse per dare i finanziamenti alle associazioni private "pro vita"? Locci: "è un atto di indirizzo del Consiglio comunale, sarà la giunta a dover con coraggio trovare le risorse e prendere decisioni. Altrimenti si strumentalizza questo atto"
 ALESSANDRIA - Era l'11 novembre: l decisione fu che la discussione sulla mozione Locci- Trifoglio su alcuni aspetti e linee di indirizzo relative alla legge 194 passasse in commissione “per approfondimenti” con le diverse associazioni. Pro e contro la mozione. Quel giorno è arrivato con una commissione “fiume” che ha tenuto per diverse ore tra i banchi del Consiglio comunale le associazioni contro la mozione sulla 194, come Medea, l'ordine professionale ostetriche e come la Cgil e Uil che hanno anche presentato una “contro-mozione”, cioè un testo (che sarà portato all'attenzione del Consiglio attraverso i consiglieri del Pd) che puntualizza la richiesta di “ritiro” di quella mozione che ritengono "parta da presupposti errati, mistifichi i dati relativi al ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza, tentando subdolamente di mettere in discussione la legge 194/78".

Una legge che compie 40 anni: “possiamo dire che la legge ha funzionato bene ed è riuscita a diminuire la clandestinità e la mortalità. I dati più recenti forniti dall’Istat sulla salute riproduttiva della donna ci dicono che il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza sia in costante riduzione dal momento dell’approvazione della legge ad oggi, segno che la prevenzione e l’informazione sull’utilizzo dei contraccettivi hanno prodotto i loro effetti. Ad oggi rapportando il numero di donne che potenzialmente possono effettuare un aborto volontario (donne in età feconda di 15-49 anni) si ottiene il valore relativo di 6,3 casi per mille, molto lontano dai 16 per mille dei primi anni, più di un dimezzamento del ricorso all’aborto. Sempre secondo questi dati, la diminuzione avviene in tutte le età e soprattutto tra le ragazze e donne giovani".

I principi su cui si fonda la tesi del “no” alla mozione Locci-Trifoglio sono stati espressi chiaramente dalle diverse realtà: “Non mettiamo in discussione il principio dell’aiuto alle donne in difficoltà, ma vogliamo chiarire che la vera questione è la responsabilizzazione a una sessualità consapevole. Se l’obiettivo è quello di diminuire gli aborti, è necessaria la prevenzione delle gravidanze indesiderate: vanno finanziati i consultori pubblici, si deve operare a favore di una contraccezione gratuita, vanno promossi veri corsi di educazione sessuale nelle scuole.  La legge prende in considerazione due livelli di intervento: la prevenzione da una parte, con la diffusione di informazioni scientifiche sulla sessualità e le strategie più efficaci per prendersi cura della propria salute, e l’intervento assicurato dal Servizio sanitario nazionale dall’altra parte che consenta, a chi ne ha necessità, di interrompere la gravidanza in un contesto protetto e sicuro che accompagni la donna nella maniera più adeguata una volta presa la decisione di interrompere la gravidanza".

Poi ci sono state le tesi a favore della mozione: qui alcune associazioni e realtà più “moderate” non hanno messo in dubbio la legge 194, sostenendo come nemmeno il testo proposto al Consiglio comunale lo faccia in realtà Tanto che c'è chi ha parlato di “volontà di smuovere le coscienze, attraverso il dibattito”. Altre che si sono dichiarate chiaramente “contro questa legge”, utilizzando espressioni quali “non dovrà mai essere un diritto di libera scelta” (Comitato difendiamo i nostri figli Al-Valenza), piuttosto che “non c'è potere dispotico della donna sul figlio” e ancora “noi paghiamo i contributi per uccidere 6 milioni di bambini e non possiamo darli a chi li vuole difendere?” (Ora et Labora in difesa della Vita). L'alleanza Cattolica ha unito sotto la parola “vergogna” l'aborto, il genocidio, l'eutanasia. Ma c'è anche chi ha cercato – nella propria visione pro vita e a favore della mozione – di analizzare alcuni aspetti che li ha portati a sentenziare che “la 194 non ha il merito della diminuzione degli aborti di questi anni rispetto a 40 anni fa”. E che “l'aiuto economico è quello che salva i bambini!”.

Questo è uno degli aspetti toccati dalla mozione Locci Trifoglio, ovvero il contributo alle associazioni pro vita. “Il discrimine su quali finanziare è ampio, vista la differenza di posizione. Alcuni sono addirittura contro la legge 194....” ha commentato Rita Rossa. Intendendo dire “si farà una cernita nella scelta di quali associazioni finanziare? E su quali criteri?”. Chi deciderà come abbattere il “maledetto muro che abbiamo nelle teste” con Paolo Berta che cita una canzone di Fossati. Ma soprattutto di che aiuto stiamo parlando? “Di un aiutino, che non servirà a nulla....o di un contributo economico solido? Istituiamo un reddito di cittadinanza alessandrino, per le donne in gravidanza in difficoltà?” interviene Rita Rossa. Che parla di questa mozione che non può essere intesa come un “dibattito ideologico”, ma come un atto amministrativo quale è. E in quanto tale, va sostenuto nella pratica: ci sono le disponibilità finanziarie del Comune? Se si quante? Da quando? “Tutte risposte che bisogna avere, come i dati: chiedendo al Cissaca quante sono le donne che si trovano in stato di povertà e che quindi sono più deboli”. "Un atto di indirizzo" secondo il primo firmatario Emanuele Locci, che "non implica che sia il Consiglio a trovare le risorse e le associazioni". Quello toccherà farlo alla giunta, "che deve agire con coraggio" ha aggiunto il presidente del Consiglio comunale. Quasi a dire che il Consiglio esprime un indirizzo, ma che è poi la politica, o meglio chi governa la Città a dover "tramutare in fatti e atti". Una patata bollente....che viene lanciata. "Altrimenti se non lo si legge così, lo si strumentalizza, come fatto da un ex sindaco (Rossa) o da chi impedisce la discussione (riferimento a Non Una di Meno). Questo è squadrismo!". 

Ad oggi i dati Istat sono a livello nazionale e solo la presenza insieme alla dottoressa e consigliera Trifoglio del dottor Mazzucco ha inquadrato il tema a livello locale: “se nei primi anni si trattavano 500 casi, lo scorso anno sono stati poco più di 200, con ormai una prevalenza di cittadinanza straniera che richiede l'interruzione di gravidanza rispetto alla popolazione italiana”. Un fenomeno in generale in diminuzione: “tra le motivazioni – come ha riportato Oria Trifoglio – la posticipazione delle nascite (in età più matura), ma anche contraccettivi come la pillola del giorno dopo”. E poi ancora “una maggiore scolarizzazione della donna” e primo su tutti lo “status socio- economico”.

“Mancava il Consultorio oggi, magari possiamo riascoltarlo in un'altra commissione” la proposta della Trifoglio, cui si accompagnava la presenza in quella occasione anche “di assessori alle Politiche Sociali, al Bilancio per gli aspetti economici cui fa riferimento la mozione” per Rita Rossa. Tutte richieste “registrate” dai microfoni dell'aula, ma con la commissione chiusa in “fretta e furia” e forse non nel modo più corretto per un'aula istituzionale dal presidente. Così cosa ne sarà di questa mozione? Sarà portata in un nuovo confronto in commissione, magari arrivando poi in Consiglio comunale con un testo di “contro-mozione” parallelo, da affrontare unitamente? Oppure proseguirà il proprio iter per essere portata all'attenzione di un prossimo Consiglio e votata?

Dalle scelte “libere” dipende tutto. Forse qui vale per entrambi in casi.

13/12/2018
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