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Alessandria

Rendiconto 2017: figlio di due amministrazioni, paga gli effetti di uno scontro “sul passato”

Il rendiconto di bilancio dell'anno 2017 è stato approvato in Consiglio comunale con i voti favorevoli della maggioranza, l'astensione di Emanuele Locci e i voti contrari di Quarto Polo, M5S e a sorpresa anche di Moderati, Pd e Lista Rossa che avevano intenzione di astenersi (visto che in parte è anche loro questo bilancio). Poi uno scontro a toni accesi “sui regali che ogni giorni ci si trova, sui debiti lasciati....che sono anch'essi causa di non poter abbassare le tasse ad oggi”
 ALESSANDRIA - Come in una buona partita di calcio, fino alla fine il risultato può cambiare. E così è stato anche per la partita che si è giocata venerdì 18 maggio in Consiglio comunale, chiamato ad esprimersi sul Rendiconto 2017. Un bilancio consuntivo figlio di due madri: per metà dell'amministrazione di centrosinistra di Rita Rossa e per la seconda metà della nuova amministrazione di centrodestra guidata da Cuttica di Revigliasco.

Un bilancio che ha i suoi aspetti positivi e anche i suoi lati ancora negativi, criticità con qualche “cautela” da seguire in previsione delle grosse battaglie ancora aperte che andranno ad incidere sul 2018. Comunque un rendiconto ormai “post dissesto” che non gode di ottima salute, ma che si è rimesso in carreggiata. Un rendiconto analizzato in commissione bilancio dall'assessore Cinzia Lumiera e dal ragioniere capo Antonello Paolo Zaccone che ha visto anche l'intervento del Collegio dei Revisori dei Conti che hanno espresso parere favorevole con tutti gli accorgimenti del caso su alcune questioni.

Che in aula di Consiglio sono state in parte riprese anche dal presidente della commissione Bilancio, Vittoria Oneto, che ha voluto – come altri membri di minoranza – sottolineare alcune “attenzioni” che si devono prestare su partite pericolose: “il contenimento della spesa corrente che è aumentato di oltre tre milioni di euro, l'equilibrio di parte corrente, con l'utilizzo dell'avanzo d'amministrazione precedente e poi le entrate tributarie che scendono sia sull'accertamento che sull'incasso, per le quali serve una fotografia dettagliata per capire su quali andare ad agire per ottenere di più”. Tutte questioni che sono state in parte riprese anche dai Revisori, specie sulle difficoltà di riscossione e sulla poca liquidità di cassa. “Oggi siamo in anticipo di tesoreria ma la speranza è di tornare presto a ristabilire risorse sulla cassa” aveva confermato anche l'assessore al Bilancio.

“Attenzione!” la parola più volte usata dalla minoranza Pd, nei numeri e nelle scelte per il futuro, unita all'intervento – a partire dalla relazione dei Revisori dei Conti – della consigliera di maggioranza Poggio ha fatto accendere e scaldare animi e toni. “Facciamo attenzione alle raccomandazioni del Collegio di revisione che sono anche materia per argomentare e spiegare ai cittadini come mai, nonostante sia finito il periodo più buio, non si possono ancora abbassare le tasse” (che rientrava tra le promesse della campagna elettorale). Su questa “uscita” che è stata poi definita dal capogruppo di Forza Italia, Maurizio Sciaudone, una provocazione per mettere tutto in estrema trasparenza, per fare uscire il “carattere” e non far sempre vedere “che ci si vuole tutti bene” è esplosa la tensione e il ritorno a “rinfacciarsi” cosa si è lasciato, “la situazione critica, la comparsa di cose di cui non si era nemmeno a conoscenza”. Provocazione che aveva però irrorato le voci di una "spaccatura" della maggioranza proprio in vista di questa importante votazione (il gruppo di Forza Italia). Invece "tutti sono tornati ai loro posti" come ha sentenziato Pavanello per la Lega Nord. 

Una “sfuriata” dell'assessore Lumiera che ha parlato di “regali dietro l'angolo ogni giorno, con tegole che cadono in testa senza saperne nemmeno l'esistenza”. “Questioni irrisolte, debiti vostri (rivolgendosi alla minoranza a capo prima del Comune) che noi ora dobbiamo pagare. Per questo cresce la spesa corrente. Per questo abbiamo poca liquidità. Per questo non possiamo oggi pensare di abbassare le tasse ai cittadini; prima dobbiamo pagare i debiti. Tanti debiti (riferimento a caso bollette luce, alla fideiussione Valorial prima non messa a bilancio, alla seconda tranche di pagamento dell'Osl, ecc). Perché le criticità non sono finite, anzi ne saltano sempre fuori di nuove”.

“Noi ci eravamo posti con un atteggiamento di collaborazione, sottolineando solo alcuni aspetti su cui stare attenti. Volendo condividere certe linee e idee per il futuro” sono state le parole di Rita Rossa. “Noi abbiamo lavorato in una situazione ben peggiore della vostra – rimarca Malagrino – Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo cercato di rimettere in ordine. Spero di venire qui per il consuntivo 2018 con altre azioni, altro atteggiamento”. Uno scontro con l'assessore che ha fatto quindi cambiare il risultato: Pd, Lista Rossa e Moderati che avevano intenzione di astenersi, hanno alla fine votato contro il Rendiconto 2017. Contro il loro stesso figlio, per metà.

“Una contraddizione” hanno sottolineato da più parti della minoranza e lo stesso Emanuele Locci, che ha giustificato invece la propria astensione per il fatto di essere stato uno dei primi oppositori per 5 anni della giunta di centrosinistra, che per questo bilancio 2017 fa ancora parte della partita.
Meno tecnica Oria Trifoglio: “mi stupisco dello stupore dell'assessore Lumiera per aver trovato alcune criticità ancora. Lo si sapeva fin dall'inizio, non erano una sorpresa per nessuno. Ma ancora di più dei numeri mi spaventano le situazioni che di gravità che continuano ad emergere. Come si fa a votare favorevolmente? Sulla base della descrizione di alcune questioni in ballo, la paura è quasi di rischiare un secondo dissesto”. Troppe perplessità ancora sulla situazione: voto contrario.

E poi ci sono quelli che invece non sono padri di questo rendiconto: i 5 Stelle. Che nella figura di Michelangelo Serra hanno definito “non negativo” il giudizio tecnico su questo bilancio. Anche per loro c'è “qualcosa da tenere sotto controllo” come i mutui in conto capitale, la poca liquidità e le spese che crescono. Soprattutto in vista delle “bombe ancora inesplose, come Aral o i debiti fuori Osl”. Ben più negativo invece il giudizio politico, che si ripartisce equamente tra le due amministrazioni: “il 2017, un anno perso”. C'è stato poco coraggio secondo il Movimento. “Solo azioni di piccolo intervento da parte della vecchia amministrazione. E quella nuova cosa ha fatto? Ancora troppo poco per noi”.
19/05/2018
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