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Alessandria

Rifiuti: si punta al porta a porta in quasi tutti i quartieri. Ma servono risorse...

Una parte, 900 mila euro, potrebbero arrivare nelle casse di Palazzo Rosso dal bando regionale che scade a fine mese al quale l'assessore Paolo Borasio vuole assolutamente partecipare. Ma per l'ampliamento del porta a porta in tutti i quartieri cittadini (per il momento fatta eccezione per la Pista) servono quasi 4 milioni. Dove si prendono le altre risorse?
 ALESSANDRIA - Un'occasione che non si può perdere, secondo l'assessore all'Ambiente Paolo Borasio, è quella del bando regionale che scade a fine mese per allargare la raccolta differenziata in città, attivando in tutti gli altri quartieri che ora hanno la raccolta su strada il “porta a porta”. Si parla quindi di tutto il quartiere Cristo (oggi solo in parte con questo servizio), degli Orti, quartiere Galimberti, Europa e Marengo. Resterebbe esclusa all'inizio solo la Pista. Il bando regionale potrebbe portare risorse per 900 mila euro, ma considerando già le difficoltà del sistema di raccolta, dovute anche alla presenza di “50 bidoni diversi sparsi per la città, visto che ogni amministrazione che subentrava metteva i propri”, la parte più dura sarà quella di reperire i restanti 3 milioni necessari per avviare questo processo di cambiamento e di miglioramento delle percentuali di raccolta differenziata, ancora troppo basse rispetto a quanto richiesto dalla Regione e dall'Europa. Anche dove la raccolta porta a porta si fa già, come in centro dove la percentuale è davvero bassa: 40%.

Risorse che da sola Amag Ambiente non ha, tanto da chiede “aiuto” al Comune. Ora, in vista del bilancio preventivo da presentare, c'è la Tari, la tassa rifiuti che potrebbe portare qualcosa in cassa. Considerando che non si ha la certezza, vista la situazione di crisi che sta vivendo il settore dei rifiuti, di riuscire a mantenere invariati i costi per il cittadino, con la possibilità quindi di un aumento, il più contenuto possibile.

E poi c'è anche un'altra questione che l'amministrazione vuole affrontare e che riguarda la “gratuità” di oggi del servizio di raccolta porta a porta: gli operatori che vengono a recuperare i rifiuti a casa hanno un costo superiore rispetto al lavoro di raccolta su strada. E quindi questo servizio dovrebbe “essere pagato” e non pesare su tutta la comunità quando è goduto da pochi. La strada è quindi quella di far pagare una piccola quota per il “servizio” già oggi svolto da coloro che portano i bidoni su strada. Un porta a porta che vede ancora lontana la “tariffa puntuale”, ma che potrebbe iniziare ad attivare una politica di comunicazione e informazione al cittadino per spingerlo ad una corretta raccolta differenziata. Che dovrà però essere anche “punita” se non rispettata con maggiori controlli e anche sanzioni.

Un primo investimento importante sulla filiera dei rifiuti è la richiesta dell'assessore alla sua stessa amministrazione come priorità per la città: una filiera da rimettere completamente in piedi passando dal porta a porta per la raccolta e dal lavoro di “sinergia” che è tornato tra Amag e Aral, per lo smaltimento. Il tutto in attesa del 21 dicembre, la data dell'udienza per il piano di concordato di Aral.
12/11/2018
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