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Alessandria

Slala: impegno su logistica e mobilità (treno per Milano). Intanto però gli Stati Generali si fanno ad Asti

"Dal rischio liquidazione alla rinascita": questa è la Fondazione Slala oggi che è impegnata da un lato sui progetti di "logistica digitale" sui porti della Liguria per riportare lo "smistamento" sul territorio alessandrino e della provincia e dall'altro sulla battaglia "Alessandria - Milano" dopo la nuova mission della "mobilità delle persone". Peccato che intanto gli Stati Generali della Mobilità e del Trasporto a marzo si facciano ad Asti....
 ALESSANDRIA - “Dal rischio di messa il liquidazione ad una rinascita importante”: queste le parole del vicesindaco di Alessandria Davide Buzzi Langhi nel presentare la Fondazione Slala (fondazione pubblica a partecipazione) e la sua mission dopo la presa in carico di guidarla dell'avvocato Cesare Rossini nella figura di presidente. Così come in tutte le famiglie che “soffrono” si è messo mano al riordino dei bilanci nei primi mesi del 2018, tagliando anche diverse spese (che oggi hanno portato da un peso su Slala di oltre 100 mila euro di costi da sostenere a 45 mila euro). “Poi si è proseguito riprendendo in mano le relazioni – come ha spiegato in commissione consiliare Sviluppo del Territorio lo stesso Rossini – Tanto oggi da aver riportato nella fondazione molti comuni della zona come Casale, Novi e Tortona, ma anche Asti e il vercellese oltre a quelli liguri di Genova, Savona e Vado”. Perché il punto era: cosa deve fare Slala? “Deve pensare a creare relazioni (visto che non è un tavolo decisionale) con Piemonte, Liguria e Lombardia come ente sovraterritoriale, e pensare a diventare un motore per presentare progetti e iniziative che tengano conto di tutto il Basso Piemonte”.

Da qui i primi “effetti pratici” nella partecipazione alle trattative a livello nazionale per la logistica e i trasporti dalla Liguria e l'inserimento del territorio provinciale alessandrino nella Zona logistica speciale. Venendo inseriti anche nella nuova Finanziaria e in particolare nel “Decreto Genova”. E così Slala (grazie anche alla società Uirnet all'interno della quale ha una quota del proprio patrimonio) ha fatto la propria proposta, dopo aver capito di cosa avevano bisogno gli enti liguri, le aree portuali dalle quali “siamo sempre andati con grandi planimetrie e progetti”, mentre le loro necessità sono “di cose più piccole”. Così, grazie anche al lavoro di un tecnico di Tortona (ingegner Dellacà), è nata la proposta dei “buffer”, queste banchine che ospiterebbero i container prima che le merci giungano a destinazione, che si troverebbero sul nostro territorio “portando lavoro e valorizzando la funzione di area di smistamento alessandrina e provinciale” e liberando così i porti dove si accumulavano “in sosta” i container che intasavano l'arrivo di nuova merce. Inoltre le navette che porterebbero ai buffer “viaggerebbero notte e giorno e non solo poche ore, come i camion”. Tutto dovrebbe partire nei prossimi mesi (anche grazie alla copertura costi all'interno del Decreto Genova, dove dei 30 milioni, due sono destinati all'alessandrino). Allo “smistamento” per il quale Slala guarda all'area dello scalo alessandrino, dove il trasporto su ferro si potrebbe unire a quello su gomma, collegando lo smistamento direttamente all'autostrada visto che la bretella dell'A26 passa sui binari (casello Sud e Ovest). “Noi oggi non abbiamo bisogno del retroporto, c'è già quello grande di Rivalta – ha sostenuto il presidente di Slala – Noi dobbiamo portare qui i 'buffer' che significa portare qui lavoro”.

Tant'è che dai banchi del Pd, Enrico Mazzoni prima chiede “perchè non pensare di fare arrivare allo scalo alessandrino la merce via treno?”. Per non creare più traffico. “Allora utilizziamo le aree compromesse lì intorno come sede di buffer, riprendendo il progetto del 2010 con la creazione di una strada di collegamento per fare arrivare allo scalo, da cui poi potevano partire o lunghi treni o scambi su gomma”. Il 7 marzo il presidente Rossini avrà un incontro con le proprietà di quelle aree, “per capire cosa vogliono fare”. Perché del milione di metri quadrato di ferrovia, solo 150 mila sono in mano a Rfi e poi è tutto di Mercitalia. “Che ha messo in vendita la sua parte, ma a costi eccessivi e impensabili per chiunque volesse comprare, che fossimo noi, un privato o Rfi. Bloccando con 30 euro al metro quadro...”si blocca tutto.

Non una questione certo di “lana caprina” che coinvolge in tutto e per tutto decisioni “politiche” che non competono quindi a Slala. Questa la paura del capogruppo del M5S, Michelangelo Serra, “che finisca per inserirsi in un groviglio già parecchio complesso, in un confronto già difficile così, soprattutto perché si tratta di una discussione prevalentemente politica”. Forse sarebbe meglio che come prima questione affrontasse e provasse a risolvere la questione della necessitò di un “collegamento veloce con Milano”, vista oltretutto la nuova mission che gli è stata data di occuparsi non solo più di “mobilità merci, ma anche di quella delle persone”. Solo da febbraio, “ma si sta iniziando anche su questo a lavorare e ad iniziare a intrattenere le giuste relazioni”.

Un punto chiave, insieme alla chiusura di altre tratte sul territorio, al collegamento con Bologna e l'Emilia Romagna, che erano stati affrontati in una “battaglia comune” con Asti nel Consiglio comunale di fine dicembre “unitario” delle due province e delle due rappresentanze amministrative. “Non mi sembra si siano fatti molti passi avanti. Non vorrei che diventasse una carnevalata del periodo natalizio, visto che il prossimo 16 marzo ci saranno gli Stati Generali della Mobilità e del Trasporto...ma ad Asti” sono state le parole del consigliere Giorgio Abonante tra i primi sostenitori di un percorso comune con Asti, per dare più valore alle posizioni e alle richieste dell'alessandrino come dell'astigiano. “Gli Stati Generali dovevano essere di Alessandria e Asti, se si fosse proseguito con azioni e dialogo sulla strada tracciata il 27 dicembre scorso” è la critica mossa alla giunta Cuttica. E invece niente.
"Il presidente della provincia astigiana ha ricevuto la richiesta più che legittima di organizzare un incontro sul tema trasporti - ha risposto il vicesindaco - venerdì scorso dal tavolo tecnico dell'Agenzia della Mobilità. Una sorta di Stati Generali, ma ad oggi ancora poco si sa su cosa realmente rappresenterà questo incontro, come sarà strutturato e con chi....". 
27/02/2019
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