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Provincia

Treno "veloce" Alessandria-Milano? "Non per ora". Intanto ci sono problemi in città con gli autobus

L'Agenzia della mobilità piemontese spiega in commissione consiliare quali sono le problematiche sulla tratta su ferro con Milano, oltre alla competenza che è della Regione Lombardia. "C'è stata anche una raccolta firme. Questa è la priorità per Alessandria" lamenta Pavanello dai banchi di maggioranza. Mentre dal M5S vengono sollevati i problemi alessandrini sul Tpl, cioè la mancanza di un servizio adeguato al collegamento coi sobborghi di autobus
 PROVINCIA - Un confronto sul trasporto tanto ferroviario quanto su gomma: con questo obiettivo sono stati ascoltati i rappresentanti dell'Agenzia per la Mobilità piemontese in commissione consiliare Territorio. E il primo tema di interesse è stato il collegamento veloce di Alessandria con Milano. “A che punto siamo? Sono stati fatti passi avanti?”. Da un lato le risposte le vogliono i cittadini – oltre 30 mila – che hanno raccolte le firme nella campagna “In un'ora sola ti vorrei” come ha spiegato la rappresentante della cittadinanza Mariangela Fasciolo. Dall'altra le vuole il capogruppo della Lega, Evaldo Pavanello, “visto che è una priorità per questa amministrazione ed è stata anche una promessa in campagna elettorale il nostro impegno su questo tema”. Sottolineando l'importanza strategica per la città, ovvero “non un treno veloce per andare a fare shopping a Milano, ma per lo sviluppo di Alessandria che potrebbe diventare la 'casa' per i Milanesi, una città più tranquilla, se solo avessero uno strumento veloce per andare poi a lavorare in Lombardia”.

Risposte ne sono arrivate dal presidente dell'Agenzia per la Mobilità, l'ingegner Paonessa e dal rappresentate per le province Alessandria e Asti, Paolo Filippi. Ma forse non erano le risposte sperate. “Ad oggi sono aperti tavoli di confronto con la Regione Lombardia – che ne ha la competenza – ma non ci sono soluzioni a breve termine”. E questo per problematiche strutturali e per quella che oggi sembra essere la primaria necessità, ovvero la necessità di mezzi, di treni. A frenare possibili soluzioni alla richiesta alessandrina c'è il “sovraffollamento del nodo ferroviario di Milano e la mancanza di mezzi, che possano per di più andare più veloci. Non come l'alta velocità, ma magari passando dagli attuali 160 km/h ai 200, con un risparmio di tempo”. Proprio per sopperire alla mancanza di treni, il Piemonte ha già dato il suo aiuto, ma è necessaria una gara per la “produzione” di nuovi mezzi (che non sono già pronti in magazzino) e per i quali i tempi si allungano”. Insomma se ne parla tra il 2020-2022. “Finchè non ci saranno maggiori dotazioni di mezzi, non si potrà pensare a nuovi servizi”. Tra cui quello tanto sperato da Alessandria. Dialogo aperto a tre, tra Regione Piemonte, Lombardia e anche Liguria per ovviare al traffico sul nodo milanese.

La mancanza di soluzioni nel breve periodo non è stata proprio digerita da alcuni esponenti di maggioranza. “Noi facciamo affidamento su di voi (rappresentanti dell'Agenzia per la mobilità) che siete degli ambasciatori delle richieste che vengono dal territorio. Se le risposte e le soluzioni non arrivano da voi, a chi dovremmo fare riferimento....alla Lombardia? O alla nostra di Regione?” sono state le parole di critica di Pavanello dai banchi della Lega. In realtà nel corso degli anni qualche miglioramento c'è stato, proprio grazie al lavoro dell'Agenzia con la Regione Lombardia: “Raddoppiate le coppie di servizi Al-Mi, da tre a sette, e due per la Asti- Milano”. Ma ad oggi non sembra possibile chiedere di più su questa tratta.

Che non è l'unica di interesse del territorio. “Come Agenzia – hanno proseguito Paonessa e Filippi – stiamo seguendo la trattativa tra la Saamo (quasi in fallimento) e un'altra ditta italiana (InRail con sede legale a Genova e operativa ad Udine) che ha fatto una proposta per arrivare alla riapertura della linea Ovada – Alessandria chiusa nel 2012, insieme a molte altre come la Casale – Mortara”. Solo che qui i costi-benefici non sono dei migliori: “1 km su gomma costa un euro, 1 km su ferro 10 volte tanto”. E così salgono poi anche i costi per l'utenza. Forse quindi un ambito su cui si “dovrebbe lavorare” è proprio quello dei servizi su strada, come il FlixBus “che sta ottenendo grandi risultati” spiega Paonessa.

Ma se proprio bisogna parlare di trasporto su gomma, allora “forse prima bisognerebbe pensare ai bisogni degli alessandrini che nel fine settimana non hanno collegamenti con i sobborghi ad esempio di Lobbi, Casalbagliano” è intervenuto Francesco Gentiluomo del Movimento 5 Stelle. Come a dire, forse la priorità, prima che su Milano, è quella di dare un servizio di Trasporto pubblico locale (autobus) decente agli alessandrini.

Oltre alle problematiche “tecnico-strutturali” ci sono poi quelle “politiche”. Soprattutto alessandrine. “E' un anno che ce la raccontiamo. Serve unire le forze, cercare di mettere insieme le varie posizioni per proporre una posizione condivisa sul tema. E se riusciremo a mettere a confronto e in dialogo Alessandria e Asti è grazie alla mozione che abbiamo presentato come minoranza” risponde a toni forti Giorgio Abonante del Pd, dopo che l'assessore Davide Buzzi Langhi si era accreditato il merito della possibilità che già ad inizio anno si riesca a fare una seduta condivisa di Consiglio comunale con Asti, anche grazie all'interesse del presidente del Consiglio Emanuele Locci. “Sarebbe importante infatti – replica il vicesindaco – portare avanti una battaglia condivisa, per il bene della città. Ma mi sembra che si voglia solo attaccare l'amministrazione comunale. Perché per il trasporto locale non si dice che i finanziamenti negli anni passati sono spesso andati in cavalleria e che ora invece ci sono 3 milioni per il Tpl? O perché non si chiedono alla Agenzia per la Mobilità maggiori risorse e più decentrate, non solo con politiche torinocentriche anziché attaccare sempre e solo l'amministrazione?”.

Intanto per cercare di stare al passo con i tempi, agevolare in qualche modo l'utenza si sta cercando di sviluppare la tecnologia sulla integrazione tariffaria gomma-ferro e anche di utilizzare nuovi strumenti di pagamento, come la tariffazione “post payment”, ovvero un pagamento come quello della carta di credito a fine mese per tutti i viaggi fatti. “Più viaggi, meno paghi”. Mentre su gomma, “ in poco tempo già Amag Mobilità dovrebbe adottare la tecnologia di tessere elettroniche per il pagamento”.
19/12/2018
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