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Alessandria

A me.dea tutte le memorie scritte del mondo


Gli Yo Yo Mundi dedicano al Centro Antiviolenza il brano tratto dall’album "Evidenti tracce di felicità”.
ALESSANDRIA - "Mentre si è da poco concluso il Festival di Sanremo, che ha regalato alcuni brani con al centro tematiche a noi care, siamo felici di parlare di musica e di farlo con uno dei gruppi più apprezzati della nostra provincia, Yo Yo Mundi".

Si apre così il comunicato con il quale l'organizzazione contro la violenza sulle donne Me.dea annuncia il gesto di sensibilità messo in atto dal gruppo e una conferenza stampa a fine mese per fare il punto sulla situazione più complessiva dei finanziamenti, necessari per consentire di proseguire a svolgere il prezioso lavoro finora garantito. 


Acquesi, orgogliosi delle loro radici, Yo Yo Mundi vantano una carriera quasi ventennale, decine di album e un’intensa attività concertistica. Il loro folk rock regala racconti delicati e un po’ nostalgici che spaziano dall’amore ai temi sociali e dalla loro sensibilità di artisti e uomini è nato recentemente un brano che il gruppo ha scritto pensando alle donne vittime di violenza.

La canzone si intitola “Tutte le memorie scritte del mondo” ed è tratta dal fortunato album "Evidenti tracce di felicità", uscito nel 2016. In concomitanza con il lancio del video ufficiale, realizzato da Ivano A. Antonazzo e ora in fase di promozione, Yo Yo Mundi hanno deciso di “regalare” idealmente il brano al Centro Antiviolenza me.dea, simbolo della lotta contro ogni violenza sulle donne.
Nel video le immagini sono graffiate, sognanti, dalle tinte antiche quasi arrugginite, ma vibranti e vive, sempre e comunque proiettate verso il futuro. Protagonista è il collettivo Yoyo al gran completo: Paolo Archetti Maestri – chitarra, Andrea Cavalieri - basso elettrico, Fabio Martino - fisarmonica, Fabrizio Barale - lap steel guitar, Chiara Giacobbe - violino, Eugenio Merico - batteria, Simone Lombardo – cornamusa.



Il cantante degli Yoyo, Paolo Enrico Archetti Maestri, racconta com'è nata questa canzone.
“Ero piccolo, avrò avuto nove o dieci anni e, il fratello di mio padre, Lionello mi aveva appena raccontato che a causa dell'incendio che distrusse la Biblioteca di Alessandria tutte le memorie scritte del mondo erano andate irrimediabilmente perdute. Io rimasi stupito e incredulo, perché - beata ingenuità! - non capivo come fosse possibile che non mi fosse mai giunta la notizia di un incendio così grave nel capoluogo della provincia dove vivevo! Non osai certo domandare, ma qualche anno dopo scoprii che si trattava di un'altra Alessandria e di ben altre memorie! Però mi rimase ben piantata nel cuore e nella testa quella frase bellissima: 'tutte le memorie scritte del mondo'. Frase che di tanto in tanto riemergeva e mi chiedeva di essere cantata”.

E così è avvenuto. 
Mentre scriveva le parole di questa canzone Paolo si è chiesto chi potesse essere tra gli esseri viventi il depositario di così tante preziose memorie e gli venne alla mente la figura dell'albero: le radici piantate nella madre terra in contatto col suo cuore, custodi del passato, la chioma protesa verso il cielo e dunque incontro al futuro. 
Da qui il parallelo con l'essere umano. 

“Non ho avuto più dubbi – continua Paolo Enrico Archetti Maestri - che il granaio della memoria, anzi di tutte le memorie scritte o dette del mondo non poteva che essere la donna. Ecco perché questa canzone è dedicata a tutte loro: quelle che subiscono violenza, soprusi, prevaricazioni, minacce e pregiudizi, ma che le affrontano e le superano grazie al patrimonio limpido della loro memoria e quelle che - la memoria - la sanno percepire, inventare, proteggere e rinnovare con amore, coraggio, sogno, senza chiedere niente, senza rubare niente. Nonostante tutto e tutti, sempre e per sempre in un mondo che le ancora le offende, che ancora non le capisce. E in particolare abbiamo voluto dedicare - sarebbe meglio dire restituire - questa canzone alle amiche e donne dell'associazione me.dea - che in qualche modo, a loro volta,  la adotteranno nel tempo a venire - sia per continuare la storia di un legame che unisce gli Yoyo alla loro forte attività e sia per ringraziarle del loro essere alberi che mettono radici in una terra arida e troppe volte inospitale”.

“Siamo lusingate di questa preziosa dedica – commenta Sarah Sclauzero, presidente me.dea – per il suo forte valore simbolico e per la vicinanza dimostrata da artisti che stimiamo molto per il loro impegno sociale e con i quali siamo cresciute musicalmente. Gli Yo Yo Mundi hanno voluto insieme a noi mettersi dalla parte delle donne, dando voce e musica al messaggio di lotta contro ogni forma di violenza”.

“Ci sono tutte le memorie scritte del mondo nelle tue carezze. 
E quando qualcuno lo scoprirà, vorranno legarti le mani, verranno a negarti il domani. 
Domani si partirà. 
E si poi con il tramonto le case diventano rosa.
Ed ogni sposa il velo toglierà,
per farsi guardare negli occhi
per farci tremare negli occhi
un po’ di luce un po’ di pietà”.


Intanto lunedì 27 febbraio presso la sede del centro me.dea in via Palermo si terrà una conferenza stampa di aggiornamento sull’andamento del Centro Antiviolenza e sulla situazione riguardante i finanziamenti delle attività 2017.
21/02/2017
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