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Alessandria

Da Alessandria a un viaggio intorno al mondo: seguiamo Elisa e Luca!

Elisa e Luca, 23 e 26 anni, sono in viaggio per realizzare un sogno, quello di percorrere tutto il Canada, scendere lungo la costa degli Stati Uniti e arrivare in Argentina senza mai prendere aerei. Ecco il loro racconto, che potremmo seguire passo dopo passo sul nostro giornale
ALESSANDRIA - Vi è mai capitato di svegliarvi al mattino già stanchi? Senza voglia di fare le solite cose, che ormai sono le stesse da una vita? Avete presente quella sensazione di rassegnazione nei confronti del tempo che sentite sfuggire sotto le vostre mani?

Noi quel tempo non riuscivamo a lasciarlo andare via così, senza riempirlo in ogni suo attimo.

Siamo Eli e Luca, 23 e 26 anni, alessandrini alla nascita ma girovaghi e vagabondi da dieci mesi a questa parte.

Abbiamo sempre vissuto ad Alessandria, io in campagna e Luca in città. Alternando settimane al mare o in montagna, passando weekend alla scoperta dei comuni italiani o vacanze estive in giro per l’Europa.

Siamo sempre stati ragazzi abbastanza controcorrente, con la voglia di esplorare, mai fermi e sempre alla ricerca di nuove esperienze.

Acquistata un po’ di indipendenza con gli anni di università fuori casa, abbiamo iniziato a scoprire la bellezza dell’arrangiarsi, del girare per una nuova città e di imparare a conoscerla piano piano. Affezionandoci ad ogni luogo giorno per giorno, ci siamo resi conto sempre di più che il metterci alla prova era qualcosa che ci affascinava da morire, che l’uscire dalla nostra comfort zone, per quanto difficile, riusciva a darci soddisfazioni che nemmeno potevamo immaginare.

Poi arrivava il mese di vacanze, in cui partivamo con una macchina scassata alla scoperta dell’Europa. Dormendo in tenda, senza un soldo in tasca ed imparando ogni giorno ad amare le terre che abbiamo avuto la fortuna di calpestare.

Pochi giorni di vacanza, in cui il nostro umore era al massimo, le gambe erano impazienti di camminare e il cuore non faceva altro che arricchirsi ad ogni prezioso incontro.

Allora perché non provare questa sensazione più a lungo? Perché non mettersi alla prova al 100% e buttarsi in un’avventura del tutto ignota, piena di imprevisti e brividi, carica di scomodità ma di soddisfazioni che ti lasciano a bocca aperta?

Il giro del mondo era il nostro grande sogno, il desiderio tenuto nel cassetto di cui spesso parlavamo sorridendo, quasi prendendoci in giro.

Dopo i tre mesi di Australia di Luca però è diventato quasi impossibile parlare d’altro.

Entrambi ci trovavamo spesso a lamentarci della società che avevamo attorno, stanchi di troppa superficialità e stufi dell’egoismo. Avevamo solo voglia di muoverci, di scoprire qualcosa di nuovo, di poter imparare da ciò che di diverso c’era fuori e di conoscere il mondo in ogni suo “angolo”.

È da qui che abbiamo iniziato a risparmiare, prima mettendo da parte tutte le monete nel nostro salvadanaio a forma di gnomo, passando poi a salvare quasi tutti i soldi guadagnati lavorando, smettendo di comprare cose superflue e facendoci regalare fondo viaggio per le feste e i compleanni.



Non avevamo molti soldi in tasca, ma ce n’erano abbastanza per comprare il biglietto sola andata e per poter sopravvivere per i primi mesi di viaggio.

Un anno e mezzo è il tempo che più o meno ci siamo dati e il progetto è quello di attraversare tutto il Canada da est a ovest, per poi scendere lungo la costa ovest degli Stati Uniti e arrivare in Argentina via terra, senza prendere aerei.

Il nostro desiderio era quello di viaggiare lentamente, per avere il tempo di entrare in contatto con le culture del luogo, per conoscere persone e goderci il lento cambiamento tra un paese e l’altro.


10 Aprile 2018, Milano-New York.

Zaino in spalla e partiamo. La testa è piena zeppa: ci sono le paure, ci sono le ultime serate con famiglia e amici, ma soprattutto c’è il sapere che quella necessità di scoprire verrà finalmente sfamata.

Partiamo con il desiderio di poter lasciare una piccola parte di noi a qualcuno, sperando di poter essere utili nel nostro piccolo, anche solo strappando un sorriso o migliorando la giornata a chi incontreremo sulla strada.
Portiamo con noi la voglia di crescere e di metterci alla prova fino in fondo: facendoci bastare i pochi vestiti che ci stanno nello zaino, arrangiandoci con le cose che abbiamo a disposizione e vivendo quest’esperienza giorno per giorno, liberi da restrizioni, senza troppi programmi, ma con l’intenzione di farci guidare dall’istinto e dai consigli di chi incontreremo lungo il nostro cammino.


Lasciamo la nostra città desiderosi di farci sovrastare dalle emozioni e dal corso degli eventi, con la voglia di cambiamento, di dinamicità e di movimento continuo.
Dimenticandoci di ogni pregiudizio, ogni stupida preoccupazione e con l’unica paura di non essere all’altezza dell’incredibile mondo che sta la fuori.

E in questi 10 mesi cos’è successo? Un po’ di tutto. Abbiamo camperizzato una macchina, ci siamo spostati con barche, cavalli e autobus. Abbiamo incontrato personaggi assurdi, dormito su divani in mezzo al deserto, pavimenti e amache. Ci siamo fatti affascinare da stellate infinite su spiagge desolate, con solo un fuoco e una tenda. Siamo riusciti a creare connessioni con abitanti dei paesi più disparati, lasciando tanti piccoli pezzi di noi stessi ad ogni persona incontrata. Ma soprattutto abbiamo vissuto, come tutti dovrebbero avere la fortuna o il coraggio di fare.

Ora un po’ ci conoscete, se vi interessa scoprirne di più, aspettate il prossimo articolo dove vi parleremo di budget, di come organizzare un viaggio lungo e del nostro primo pezzo di cammino. 

Intanto se volete sapere dove siamo, seguiteci su

https://one2tripproject.wixsite.com/one2trip

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18/02/2019
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