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Alessandria

Con l'aliquota agevolata l'Imu costa meno. “In base al valore dell'immobile, risparmio fino al 70%”

Tutto parte dal rinnovo a fine marzo dei “Patti Territoriali” tra Comune e associazioni di categoria (proprietari e inquilini) che hanno portato a novità per le locazioni a canone concordato. “Con l'abbattimento del 25% e l'aliquota agevolata all'8,5 per mille (anziché al 10,6 per mille) c'è un risparmio per i cittadini. Assessore Lumiera: “Sebbene nelle casse del Comune entri meno, siamo felici di poter applicare qualche agevolazione. Visto che per ora le tasse non si possono abbassare....”
 ALESSANDRIA - Ecco nel concreto quali sono le conseguenze, per i cittadini, del rinnovo dei “Patti Territoriali” tra Comune di Alessandria e associazioni di categoria di proprietari e inquilini. Un rinnovo del 30 marzo che oltre ad aver rivisto alcuni elementi all'interno delle diverse categorie da valutare (come la durata del contratto, l'APE, gli elementi di ristrutturazione, il valore dei canoni) che sono poi la base per “riduzioni” o “maggiorazioni” percentuali del valore di un appartamento, ha portato anche qualche “buona notizia” soprattutto per le tasche di proprietari e inquilini.

“Uno sforzo importante – ha tenuto a puntualizzare l'assessore al bilancio, Cinzia Lumiera, in occasione del convegno 'Case e affitti agevolati... se controllati” che si è tenuto ieri alla Camera di Commercio su iniziativa del Collegio provinciale Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali), insieme con le sigle delle associazioni di proprietari (Confedilizia, Uppi, Appc, Confabitare, Federproprietà, Confappi) e dei sindacati degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat) – Perchè il nostro bilancio non gode di ottima salute”. Quindi l'Imu è ancora al massimo, “ma siamo contenti di essere riusciti in qualche agevolazione grazie a questi Accordi Territoriali, visto che per ora non è ancora possibile abbassare le tasse agli alessandrini”.

Una attenzione ai “Patti Territoriali” da parte di Palazzo Rosso che hanno radici lontane, come ha ricordato uno dei funzionari del servizio Tributi del Comune, tornando al primo intervento di “agevolazione” che risale al 1999. Per introdurre poi nel 2000 una categoria come quella degli “studenti universitari”.

“Oggi l'aliquota agevolata è stata ribassata del 25%, arrivando quindi a 8,5 per mille (anziché 10,6 per mille che è quella ordinaria) ed è stata estesa anche ai cosiddetti “contratti transitori” (Questa tipologia di contratto è stipulata per soddisfare particolari esigenze dei proprietari o dei conduttori con particolare riferimento a quelle derivanti da mobilità lavorative e connesse allo studio, all’apprendistato e alla formazione professionale)”. Un prezzo calmierato quindi dell'Imu (all'8,5 per mille) che sulla base di un prospetto statistico porta il cittadino a risparmiare. Ma quanto? “Per una rendita catastale di 200 euro (valore immobile), circa 141 euro annui. Sulla rendita catastale media di 400 euro, oltre i 200 (283 euro). E per rendite catastali che superano i 1400 euro si arriva anche ad un risparmio di 1000 euro”. Insomma un risparmio che in base al valore dell'immobile si aggira sul 70%.

Un abbattimento dei costi che ha fatto crescere nel corso degli anni le istanze presentate dai cittadini al Comune: 200 in più dal 2015 al 2016. E nel 2017 sono ancora aumentate arrivando a quota 1280 istanze di richiesta delle agevolazioni.

Accordi specifici sono stati inseriti, già dal 2015, per gli studenti: “ma sebbene Alessandria sia una città universitari, questa possibilità è ancora poco sfruttata – come spiegano gli operatori degli uffici Tributi – E a dimostrarlo sono i numeri: la domanda alla data del 5 maggio è una sola, mentre era cresciuta un po' nel corso del 2017 arrivando al numero di 60”.

Le agevolazioni anche in materia fiscale sono sia per proprietari che per inquilini. Come spiegato dal Caf Cgil “per i contratti convenzionali per il proprietario c'è la riduzione della base imponibile Irpef, del 30% (sia su addizionale regionale che comunale)”. Mentre sui contratti “a cedolare secca” il risparmio sta nell'aliquota che anziché essere al 21% è al 10%.

Per gli inquilini le agevolazioni nella dichiarazione dei redditi sono come si usa dire di tipo “forfaittario” e sono calcolate con un criterio che si basa sul reddito. “Si tratta di 495 euro per la fascia sotto i 15 mila 493 euro e di 247 euro per la fascia compresa tra i 15 mila 493 euro e i 30 mila 987”.
25/05/2018
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