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Alessandria

"Riqualificare i giardini pubblici? Si utilizzino i 500 mila euro per le case popolari"

Il Partito Democratico presenta una proposta per cambiare destinazione ai fondi previsti per il 2020, preferendo la sistemazione di alloggi di edilizia popolare da assegnare alle famiglie in difficoltà rispetto a interventi di cura del verde pubblico
ALESSANDRIA - "Destinare i ​500 mila ​euro previsti nel ​2020 p​er il ​recupero dei giardini pubblici antistanti Stazione Ferroviaria - lato Teatro ​ad un piano di intervento sulle case popolari comunali": è questa in sintesi la proposta del Gruppo Consiliare del Pd presentata in questi giorni ai colleghi di Palazzo Rosso. 

Gli esponenti del Partito Democratico hanno infatti avanzato questa richiesta argomentandola con un'articolata premessa: "Nell'ambito della provincia di Alessandria - si legge  nel documento, le occupazioni abusive, che erano circa 130 all'inizio del 2015, sono ad oggi meno di 40. In ambito comunale, gli alloggi non assegnabili, al netto di quelli occupati dagli abusivi, sono 25, di cui 9 di proprietà del Comune. La Prefettura ha predisposto una puntuale concessione della forza pubblica intendendo contrastare in modo deciso il fenomeno delle occupazioni abusive, sia nell'ambito privato, sia – soprattutto – nell'ambito dell'edilizia pubblica".

"Questa modalità, seppur basata su fondamenti giuridici inappuntabili, mostra molti limiti dal punto di vista sociale visto che la richiesta del Prefetto di consegnare immediatamente, ai legittimi assegnatari (e alle sopravvenute emergenze abitative), gli alloggi liberati dagli abusivi si scontra con diverse criticità". 

Ecco quelle sottolineate dal Partito Democratico:
- molti degli alloggi recuperati versano in un pessimo stato e necessitano di interventi manutentivi importanti rispetto ai quali i fondi che ATC riesce a stanziare risultano essere insufficienti, anche considerando le lunghezze burocratiche – a livello regionale – per sbloccare gli accantonamenti destinati alla manutenzione;

- gli alloggi non assegnabili prevedono anche opere di straordinaria manutenzione; nel caso di
alloggi comunali è necessario pertanto che il Comune di Alessandria finanzi un piano di intervento (sostituzione caldaie e adeguamento canne fumarie, rifacimento impianti e servizi sanitari, etc.).

- i fabbricati necessitano di interventi di ristrutturazione e riqualificazione generale.

"Se quantifichiamo il costo medio in una forbice ragionevole fra i 10.000 e i 15.000 euro per unità immobiliare la cifra stanziata consentirebbe di intervenire sulle abitazioni e sui fabbricati sulla base delle esigenze concordate con ATC. Si tenga conto che a tali interventi non si potrà far fronte attingendo soltanto ai fondi EPRS che ATC, a norma di legge, accantona annualmente, sia per l'esiguità degli importi (0,50% del canone bollettato, al quale sottrarre la morosità), sia perché ad oggi non è stato possibile ricostruire l'entità degli accantonamenti prima del 2015 per la provincia di Alessandria".

Da qui la proposta del gruppo consiliare al presidente del Consiglio Comunale Emanuele Locci e ai colleghi degli altri schieramenti: "L’intervento sui Giardini Pubblici allo stato delle cose, pur avendo una logica di mantenimento della riqualificazione dell’area iniziata con l’abbattimento dell’ex Piccadilly e dell’ex Zerbino e con il rifacimento del laghetto dei cigni, non sembrerebbe prioritario anche in ordine alla necessità di valutare l’auspicato progetto di riallestimento e riuso del Teatro comunale che sulla quella porzione urbana insiste. Pertanto chiediamo al Consiglio Comunale ​di destinare i 500 mila euro previsti (anno 2020) per i Giardini Pubblici come investimento su opere pubbliche, secondo i riferimenti citati in oggetto, ad un piano di intervento sul patrimonio abitativo popolare comunale che necessita di ristrutturazione e riqualificazione".

"I firmatari - si conclude nel documento - ritengono che la necessità di ripristinare la legalità nell’assegnazione delle abitazioni pubbliche debbe essere affiancata da investimenti comunali finalizzati al ripristino della totale disponibilità degli alloggi da destinare ai legittimi beneficiari e alla riqualificazione dell’ambiente residenziale pubblico".





Alessandria vive sul fronte dell'emergenza abitativa una crisi da tempo e a fine marzo potrebbe avvenire un grande sgombero di sei palazzine (tre in Corso Acqui e tre in via Brodolini), coinvolgendo quasi cento persone (un terzo circa delle quali composto da minorenni) come raccontato nel servizio video qui sotto. 
 
18/02/2019
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