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Alessandria

Quando il mercato immobiliare aiuta le casse comunali...

Si tratta di un aggiornamento alla convenzione che regola il Piano di edilizia economico popolare per 380 alloggi dislocati sul territorio alessandrino. Il passaggio da "diritto di superficie" a "proprietà piena" non più per 30, ma per 20 anni può arrivare a far entrare nelle casse comunali 1 milione e mezzo. "Ad oggi sono stati incassati 400 mila euro"
 ALESSANDRIA - E' una legge recente, del 2012, a mettere mano alla convenzione che regola le aree comunali già concesse con “diritto di superficie”, e successivamente trasformate in “cessione di proprietà piena”. Di cosa si è parlato nello specifico nel corso delle commissione Territorio che ha presentato questo “aggiornamento” relativo al Piano di edilizia economico popolare? Di circa 380 alloggi presenti sul territorio alessandrino, dislocati tra la Zona 14 al quartiere Cristo (via Nenni, via Longo), via Galimberti e il Villaggio Europa che fanno parte di questo Piano di edilizia economico popolare (e che escludono però le aree interessate dagli interventi di edilizia sovvenzionata Atc) che sotto la prima formulazione della convenzione prevedeva la cessione con “diritto di superficie” da parte del proprietario, il Comune, ad un soggetto costruttore (soprattutto cooperative) a prezzi agevolati, come previsto per legge (la prima è del 1962). Si trattava di concessioni agevolate, che non seguivano quindi i valori del mercato immobiliare libero, che avevano però anche dei vincoli verso i possibili “inquilini”, e con una durata di 99 anni. “Questa tipologia di convenzione ha subito un primo aggiornamento – ha spiegato l'assessore Marcello Ferralasco – permettendo la trasformazione da 'diritto di superficie' a “diritto di piena proprietà' per il costruttore/proprietario, condizionato ovviamente da alcuni obblighi verso l'amministrazione comunale, 'vero' proprietario dell'area su cui si edificava”.

Questo passaggio infatti ha un valore economico a carico del nuovo proprietario e a vantaggio del Comune: “viene pagata cioè una certa somma, una sorta di differenza, al Comune che nello specifico caso di questa tipologia di appartamenti è quantificabile in un valore che varia tra i 4 mila e i 7 mila euro ad appartamento” ha spiegato il dirigente Pierfranco Robotti. So parla di edifici che hanno almeno 30 o 40 anni di età, con delle metrature che variano dai 70 ai 100 metri quadri. “Con il passaggio a 'piena proprietà' e il pagamento di questa somma, il nuovo proprietario può rivendere l'appartamento a prezzo libero, di libero mercato, privo quindi dei vecchi vincoli. L'unico obbligo ancora vigente – almeno fino ad oggi – è quello che sancisce la durata di questa convenzione, 30 anni”. Con questa nuova legge del 2012 ad essere modificato è proprio l'arco temporale di riferimento: “si passa da 30 anni di durata dall'atto di firma della convenzione originaria (quindi quella iniziale che prevedeva ancora i 99 anni con limiti ben precisi di vendita), a 20 anni”.

In buona sostanza con questa accorciamento di anni “quasi tutti i proprietari di questi alloggi, sul nostro territorio, hanno raggiunto e maturato i 20 anni visto che si tratta di convenzioni storiche, piuttosto in là negli anni” ha commentato l'assessore Ferralasco spiegando le motivazioni a vantaggio di questa modifica. “Intanto si agevola la commerciabilità degli immobili, restringendo l'arco temporale in cui si hanno obblighi precisi, che non permettono la vendita sul libero mercato. E poi si agevolano, come diretta conseguenza, anche le nuove richieste, ovvero le domande di coloro che traendone vantaggio decidono di passare dal vecchio 'diritto di superficie' ala nuova “proprietà piena' con il pagamento di una differenza all'Ente comunale”. Quindi questa questione in realtà va in aiuto anche delle “martoriate” casse comunali: “un quarto del totale degli alloggi ha già aderito a questo passaggio e a questo aggiornamento – ha quantificato l'architetto Robotti – portando nelle casse di Palazzo Rosso circa 400 mila euro. Ma da una stima approssimativa, per il totale degli alloggi si potrebbe arrivare a far entrare nelle casse del Comune circa un milione 500 mila euro, totali”.

Questo aggiornamento viene proposto sotto forma di delibera della giunta comunale alla commissione: votano a favore i tre commissari di maggioranza Filippo Zaio, Roberto Massaro e Daniele Coloris. Si astengono Emanuele Locci per il Pdl e Domenico Di Filippo del M5S. “Mi astengo perché vorrei approfondire ancora un po' la questione”, consapevole di poter intervenire nel merito una volta che il provvedimento approderà in Consiglio comunale.
28/02/2014
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