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Alessandria

Arrestate in Grecia due donne latitanti coinvolte nell'operazione "Blue Night"

Erano le ultime due pedine mancanti per chiudere l'operazione di Polizia iniziata nel 2014 e denominata “Blue Night” che aveva smantellato un'organizzazione a delinquere dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, falsificazione di documenti validi per l'espatrio e sfruttamento della prostituzione in 5 locali notturni tra Alessandria e Tortona. Due donne russe sono state arrestate dopo serrate indagini durate anni in Grecia, dove avevano aperto un B&B
 ALESSANDRIA - L'operazione di Polizia condotta dalla Questura di Alessandria denominata “Blue Night” che nel giugno del 2014 aveva portato all'arresto di 15 persone con ordinanza di custodia cautelare e al sequestro di cinque locali notturni tra Tortona e Alessandria (Leopard e Queen's di Tortona, Dollar, Black and White, Miami di Alessandria) si è finalmente conclusa con l'arresto delle ultime due “pedine” dell'organizzazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina di ragazze per lo più provenienti dall'Est Europa (durante il 2016 un altro arresto). 

Le due donne russe latitanti da due anni sono state arrestate in Grecia - dove vivevano e dove avevano aperto un'attività, un B&B - grazie alla attività di indagine a 360 gradi concentrate verso le persone più vicine alle due donne (come i mariti, italiani, uno dei quali coinvolto nell'organizzazione e i figli) portate avanti dalla Squadra Mobile di Alessandria sotto la guida di Marco Poggi in collaborazione con la cooperazione internazionale della Polizia di Stato, in particolare della Polizia greca. Che ha tratto in arresto proprio in questi giorni in una zona dell'isola di Corfù Svetlana Mysova di 49 anni e Yuliya Denisova di 43 anni che avevano già scontato una parte di pena (alla Mysova erano stati dati 3 anni e 4 mesi più una multa di 85 mila euro e alla Denisova 3 anni e 2 mesi e una multa della stessa cifra) agli arresti domiciliari in Alessandria fino al 2015 prima di allontanarsi e far perdere le traccie. Hanno sfruttato il permesso di soggiorno greco ottenuto grazie al “matrimonio” con due italiani per “rifarsi una vita” proprio nell'isola di Corfù. Nel 2014 oltre alle 15 custodie cautelari in carcere erano state arrestate altre 8 ragazze perché in possesso di passaporti contraffatti. Alcuni dei soggetti sono ancora a processo oggi, altri hanno patteggiato: è stata la definitiva condanna nell'aprile del 2016 a far ripartire le ricerche delle due donne per assicurarle alla giustizia.

Giovedì 15 febbraio la Polizia greca le ha arrestate con un mandato d'arresto europeo, una procedura semplificata diretta all'estradizione in Italia, che torneranno qui a scontare la pena residua di 2 anni e 4 mesi e 17 giorni (più la multa di 85 mila euro che se non pagata viene trasformata in giorni di carcere) della Mysova e di 2 anni e 7 mesi più la multa per la Denisova.

Come tutti i soggetti che facevano parte dell'organizzazione a delinquere anche le due donne russe avevano il loro “compito” : una si occupava del reclutamento delle ragazze dall'Est Europa e di fornire loro i documenti falsi, ovvero “visti per turismo” che permettono la permanenza per 90 giorni in città. Non consecutivi, ma cumulativi: quindi venivano simulate “uscite” e “rientri” in Italia, senza però che le ragazze si spostassero davvero, ma attraverso timbri che ne attestavano gli spostamenti, che erano però nella realtà solo dei passaporti (che venivano mandati nei paesi di origine) e non delle ragazze. L'altra dell'aspetto logistico, di trovare clienti e appartamenti dove far "lavorare" le ragazze. Giovani ucraine e russe che nei night club della provincia alessandrina venivano sfruttate: l'obiettivo era attirare clienti nel locale (così per averne il controllo e per incentivare il guadagno anche sulle consumazioni) e poi offrire loro prestazioni sessuali fuori, in appartamenti trovati sempre dall'organizzazione a delinquere. Prestazioni da 250-300 euro che non andavano alle ragazze, ovviamente che in base alla “produttività” arrivavano a guadagnare dai 60 agli 80 euro al giorno. 
19/02/2018
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