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Cronaca

Documenti inneggianti all'Islam? “Sono reperibili on line”

Confronto tecnico tra periti nel corso dell'udienza davanti alla Corte d'Assise di Alessandria al processo per terrorismo contro Lara Bombonati. Nel computer del marito, usato anche da Lara, sono state trovate immagini e documenti inneggianti all'Islam? La difesa:“Sono documenti reperibili on line”
CRONACA – Nel computer di Francesco Cascio, marito di Lara Bombonati, accusata davanti alla Corte d'Assise di Alessandriadi appartenere ad una organizzazione terroristica, erano presenti fotografie e documenti che, secondo l'accusa, dimostrerebbero la partecipazione della ragazza tortonese, arrestata nel giugno 2017, alla nascita di una cellula terroristica.

Ieri, in aula, hanno testimoniato il perito della difesa, Marcello Barbieri. E' stato nuovamente ascoltato anche l'agente di Polizia, per un confronto tecnico.
Quel computer, una volta che Lara Bombonati tornò da sola in Italia dalla Turchia (Francesco Cascio potrebbe essere morto in Siria, durante uno scontro) venne usato infatti anche dalla ragazza. I documenti e le immagini finirono nel “cestino” del sistema operativo. Secondo l'accusa fu un tentativo di “bonificare” il computer da elementi che potevano risultare compromettenti. Per la difesa, furono semplicemente cestinate perchè non di interesse.

Nessuno ha saputo in ogni caso stabilire con certezza da dove provenissero quei file. Secondo il perito della difesa, si tratta di immagini e documenti generici di propaganda, scaricabili anche su siti in lingua italiana.
La ragazza, nel corso di dichiarazioni spontanee rilasciate la scorsa udienza, aveva in effetti raccontato di avere fatto ricerche on line relativamente ad attentati terroristici in Siria. “Cercavo qualche notizia che potesse essere utile per capire la sorte di mio marito, dal quale ero stata separata in Siria”, raccontò.
Le date dei documenti potrebbero essere rilevanti. Secondo la difesa, infatti, l'organizzazione alla quale Lara è sospettata di appartenere ed aver contribuito ad organizzare, sarebbe stata fondata mentre lei era in Turchia, in un centro di detenzione, in attesa di poter tornare in Italia. E quei documenti trovati sul pc non avrebbero comunque una provenienza “segreta”.

Intanto, la prossima udienza, già fissata per il 12 aprile, sarà ascoltato il perito incaricato di stabilire se Lara Bombonati, al momento dei fatti, era nel pieno delle sue facoltà ed era capace di intendere e di volere.
27/03/2019
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