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Ovada

Enoteca: transizione e rilancio

Il passaggio di consegne tra l'attuale consiglio di amministrazione e quello che dovrà operare nei prossimi anni è ormai all'orizzonte, con la prospettiva di dover realizzare alcuni interventi per definire con precisione la missione delle Enoteche.

OVADA - La procedura per il passaggio del testimone tra l'attuale consiglio di amministrazione e quello che dovrà operare nei prossimi anni sarà completata in qualche settimana. Nel frattempo, con l'iniziativa “Nelle mie vene scorre Dolcetto”, l’Enoteca Regionale ha voluto lanciare un messaggio chiaro, unendo diverse realtà del territorio (di vari settori) in un unico progetto. “Abbiamo lavorato – spiega il presidente dell’associazione Massimiliano Olivieri – per fare in modo che il territorio riscopra il suo orgoglio e il senso d’appartenenza”. Una cinquantina di soci sono il segnale tangibile dell’impegno profuso verso un campo, quello enologico, fondamentale per il rilancio di tutto il territorio. Le serate del produttore per far conoscere le etichette delle nostre colline, il “Mese del Dolcetto” che spinge ad un alleanza viticoltori e gestori dei bar, di Ovada, invitati anche a specifici momenti di formazione, sono altri due tasselli, fra quelli più visibili.

Un’esperienza, è bene ricordarlo, nata in una fase difficile dopo la creazione dell’ente e l’avviamento da parte del primo direttivo, con la necessità di individuare un nuovo gestore per i locali sotto il palazzo comunale, e l’imperativo di riavviare l’attività di promozione e di ribadire il valore di un’azione comune tra enti e soggetti istituzionali. “In realtà – prosegue Olivieri – il maggior risultato ottenuto è stato quello di fare dell’Enoteca un interlocutore riconosciuto nel mondo del vino. Oggi l’associazione può essere un supporto ed ha lavorato per aprire il ventaglio di opportunità non solo economiche al quale è necessario guardare. Al tempo stesso fa presenza e contribuisce a far conoscere i nostri prodotti a fiere e incontri”. Gli “Stati generali del Dolcetto” ha segnato l’avvio di un dialogo con i territori più noti delle Langhe come Dogliani e Diano d’Alba; il più recente “Tre vini, due vitigni, un territorio”, vuole esplorare la possibilità di una staffetta col bianco più nobile, il Gavi che viene prodotto su colline che molto spesso si fondono a quelle dell’Ovadese. “Il prodotto ha raggiunto notevoli livelli di qualità ed è pronto per essere valorizzato. noi crediamo che il vino sia uno dei nostri migliori biglietti da visita per farci conoscere ad un pubblico sempre più vasto”. 

 

 

19/05/2018
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