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Cronaca

Ex direttore Confservizi entr illecitamente nel sistema? La procura chiede una condanna

E' alle battute finali il processo contro l'ex direttore di Confservizi e l'ex impiegata, accusati di essersi introdotti, dopo le dimissioni, nel sistema informatico dell'associazione. Per la procura vanno condannati ad un anno e 2 mesi, per la difesa assolti
CRONACA – E' alle battute finali il procedimento contro l'ex direttore di Confservizi Michele Frizza e dell'impiegata Mara Luison, accusati di essersi introdotti, dopo aver rassegnato le dimissioni, nel sistema informatico dell'associazione di categoria con un nuovo account, allo scopo di accedere alle anagrafiche dei clienti di Confservizi.
I fatti si riferiscono al 2014 e precisamente al 15 maggio quanto i due rassegnarono contemporaneamente le dimissioni. Il giorno successivo, secondo quanto ricostruito in aula dal pubblico ministero che ha coordinato le indagini, Marcella Bosco, nel sistema informatico di Confservizi denominato “Profis” apparve un nuovo account, Sofi Srl, che fu ricondotto a Frizza e a Luison. Nello stretto giro di tempo “tecnico” l'account venne disattivato e vennero disattivate lle chiavi di accesso in uso all'ormai ex direttore e all'impiegata, che era il punto di riferimento dell'ufficio proprio nella gestione del sistema. Secondo l'accusa, tramite l'account Sofi, creato dal tecnico informatico che non era stato messo a conoscenza delle dimissioni dei due, gli imputati avrebbero avuto accesso ad una serie di dati sensibili, riferiti ai clienti di Confservizi. Alcuni di questi clienti, successivamente, si affidarono nella gestione della contabilità alla società aperta da Frizza e Luison.
Secondo la procura si configura, quindi, un reato: quello sugli accessi abusivi e sulle frodi informatiche previsto dagli articoli 615 ter e 640 ter. Chiede pertanto la condanna dei due imputati ad una pena di 1 anno e due mesi ciascuno. Confservizi si è costituita parte civile.
In difesa dei due imputati, l'avvocato Giulia Boccassi ne chiede invece l'assoluzione. Non vi sarebbe stato alcun trafugamento di dati sensibili e, quindi, nessun danno per l'associazione. Inoltre, Frizza e Luison avevano avuto accesso al sistema in tutto il periodo precedente alle dimissioni e, se avessero avuto intenzione di utilizzare i dati, avrebbero potuto “fare un semplice back up, cosa che non fecero”. Il giudice darà lettura alla sentenza il prossimo 26 marzo.
22/03/2019
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