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Provincia

Nuova discarica in Fraschetta? Ambientalisti sul piede di guerra. La Provincia: "ancora tutto da valutare"

Presentata presso gli uffici della Provincia una richiesta di valutazione di impatto ambientale per un deposito rifiuti a Frugarolo e Casalcermelli. Quasi un milione di spazzatura in 8 anni. Gli ambientalisti sono già sul piede di guerra; la Provincia mette un freno: "ancora tutto da valutare. Saranno i sindaci ad esprimersi"
CRONACA – E' stata depositata presso gli uffici della provincia di Alessandria la richiesta di Via, valutazione di impatto ambientale, per un deposito rifiuti in località La Torre – Pitocca, nei comuni di Frugarolo e Casalcermelli. I comitati di tutela dell'ambiente e i cittadini sono sul piede di guerra e invitando la popolazione alla mobilitazione, anche perchè i numeri a disposizione in questa fase sono già imponenti: si parla (lo dice l'associazione rete Ambientalista) di una cava da 345.800 metri quadrati e una discarica da 231.500 metri quadrati, per un totale di circa 30 ettari, dove potrebbero essere stoccati 965.000 metri cubi di rifiuti urbani in otto anni.
“Nulla è dato sapere sulla tipologia di rifiuti, sulla loro provenienza e sulle modalità di conferimento. Certamente si sa che questa enorme quantità di rifiuti verrà accatastata e lavorata a 500 metri dal fiume Orba, in piena area parco”, fa presente l'associazione" , dice il movimento ambientalista.
Il proponente è la famiglia Vaccari che è attiva in Liguria, nella zona di Cairo Monte Notte. La finalità, secondo i proponenti, sarebbe quello di creare una discarica ecosostenibile, dove confluirebbero solo rifiuti selezionati dopo una prima vagliatura, e comunque non pericolosi. Addirittura, dopo il riempimento dell'area, questa potrebbe essere riconvertita a “finalità turistiche”.
L'attenzione dei movimenti è comunque alta: “Certamente si può immaginare quale pericolo possa rappresentare il percolato per la falda acquifera, già minacciata dai progetti di altre multinazionali dei rifiuti (vedi Riccoboni). Certamente si sa che questa grave minaccia per il territorio si verifica in un’area che ha già vissuto sulla propria pelle gravi ed irrimediabili inquinamenti: basti citare Montedison/Solvay a Spinetta Marengo, il disastro ambientale della Valle Bormida con l’Acna di Cengio, la discarica di Sezzadio o quella in fase di autorizzazione a Frugarolo, o ancora l’area inquinata della Pedaggera, da anni in attesa di bonifica (con soldi che non ci sono e responsabili mai individuati)”.
Mette un freno la Provincia: “al momento è solo stata depositata la richiesta – spiega il presidente Gianfranco Baldi – ma non siamo ancora entrati nel merito. L'ente ha un ruolo prettamente tecnico, sarà indetta una conferenza dei servizi la quale dovrà valutare il progetto. Sono soprattutto i comuni interessati che dovranno esprimersi in merito”. L'iter, quindi, è appena stato avviato e i tempi si prospettano lunghi. “Ci sarà tutto il tempo per valutare la richiesta”, conclude Baldi.
(nella foto: immagine generica)
12/01/2019
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