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Novi Ligure

Ricorsi “fantasma” contro le multe, bufera sul Setacio

È uno dei gruppi Facebook più attivi di Novi Ligure, con quasi 7 mila membri. Molto spesso è stato utile ai novesi, segnalando problemi di manutenzione e di decoro, e chiedendo a chi amministra la città scelte trasparenti. Ma nelle settimane scorse qualcosa è andato storto...
NOVI LIGURE – È uno dei gruppi Facebook più attivi di Novi Ligure, con quasi 7 mila membri. Molto spesso è stato utile ai novesi, segnalando problemi di manutenzione e di decoro, e chiedendo a chi amministra la città scelte trasparenti. Fondato da Ugo Beccuti poco prima delle elezioni comunali dello scorso anno, oggi “Il Setacio” è però in crisi e i suoi amministratori sono finiti sulla graticola per l’affaire delle multe elevate in occasione del cambiamento d’orario della Ztl in via Roma.

Andiamo con ordine. Nel mese di maggio cambiano gli orari della Ztl di via Roma. Un tot di automobilisti vengono multati per non aver rispettato i nuovi orari. “È ingiusto”, scrivono su Facebook, spiegando le proprie ragioni. Gli amministratori del Setacio – oltre a Beccuti ci sono altre quattro persone che dichiarano di curare il gruppo “da un ufficio a Milano”, o addirittura dall’estero – fanno da collettore delle proteste dei multati.

La faccenda si ingigantisce, gli automobilisti sanzionati sarebbero alcune centinaia. Anche il Movimento 5 Stelle di Novi scende in campo e organizza un gazebo per raccogliere le testimonianze dei multati. È il 18 luglio. Silenzio fino al 7 agosto, quando uno dei membri del gruppo chiede che fine abbia fatto il ricorso. La risposta: “Tutta la documentazione raccolta è stata trasmessa tramite l’avvocato L. C. all’associazione consumatori di Torino per la procedura” [nostra la scelta di non indicare il nome per esteso; ndr]. Di quale associazione consumatori si tratti non si sa (a Torino ce ne sono svariate), ma soprattutto è la figura dell’avvocato a destare qualche interrogativo. Nessun “L. C.” figura infatti negli elenchi pubblicati sul web dal Consiglio nazionale forense.

Chi è costui?, ci chiediamo parafrasando il Manzoni. Scorrendo i post, troviamo una lettera che il 4 luglio sarebbe stata inviata al comandante della polizia municipale di Novi Ligure, in cui si dichiara che “l’amministrazione del gruppo vigila giornalmente 24 ore su 24 sulle pubblicazioni e dispone di assistenza legale fornita gratuitamente dagli stessi nelle persone del dott. avv. L. C. (…)”.
In precedenza, lo stesso L. C. aveva annunciato che si sarebbe rivolto alla Procura della Repubblica per i lavori sulla 35 ter, con l’invito ai membri del gruppo “a inviare eventuale altra documentazione al sottoscritto avvocato L. C.”.

Insomma, non paiono esserci dubbi: secondo gli amministratori del Setacio, e secondo le affermazioni dello stesso L. C., quest’ultimo sarebbe un avvocato nel senso più proprio del termine. Ma, come dicevamo, nessun “L. C.” figura negli elenchi messi in rete dal Consiglio nazionale forense.
Magari i dati non sono aggiornati. Può capitare. Magari è un professionista straniero. Lui stesso dice di lavorare a Lugano. Controlliamo alla Federazione svizzera degli avvocati: anche qui il nome non compare nel database. Allora ci rivolgiamo in più occasioni e in tempi diversi agli amministratori e allo stesso L. C. per avere una risposta chiara a una domanda banale: è avvocato o no? Le risposte non arrivano, oppure eludono la questione.

Fin qui avete seguito? Bene, perché adesso la questione si complica. L’altro ieri uno dei multati è in agitazione: non ha più saputo nulla del ricorso e teme di dover pagare la contravvenzione. Si viene allora a scoprire che il ricorso sarebbe stato affidato non a L. C. o all’associazione consumatori di Torino, ma a Vincenzo Ferrarese.
Il quale – ça va sans dire – è avvocato sul serio ed è professionista noto e stimato in città. Peccato che lui non ne sappia praticamente nulla. Contattato da Novionline spiega: “Mentre ero all’estero per una gara ciclistica qualcuno ha portato a casa mia un volantino con il simbolo di un partito politico, firmato da alcune persone, come se fosse una petizione che mi invitavano a sottoscrivere. Nessuno si è presentato da me in studio a portare il verbale da impugnare o a conferirmi l’incarico di difesa”.

Apriti cielo. Gli amministratori del Setacio tentano di parare il colpo: “Abbiamo spiegato tutto alla moglie dell’avvocato… Abbiamo telefonato e l’avvocato non era in studio…”. Comunque sia andata (siamo convinti che tutti abbiano agito in buona fede), la frittata ormai è fatta: la credibilità degli amministratori del gruppo è stata talmente minata che si è anche parlato di dimissioni. Tranne Beccuti – il fondatore andato in vacanza qualche giorno prima che scoppiasse la bugna – forse a settembre passeranno la mano. A sostituirli saranno dei novesi o altre persone che gestiranno il gruppo “da un ufficio a Milano”?
29/08/2015
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