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Ovada

Scoperta azienda 'italiana' con sede in Bulgaria (per pagare meno)

La ditta aveva utilizzato la possibilità del 'distacco comunitario' in modo non corretto. Di fatto i lavoratori non avevano tutele e il responsabile pagava le tasse nell'Est Europa. Lunghe ma proficue le indagini dell'Ispettorato
OVADA - Sanzionata una ditta edile che aveva usato l'escamotage del 'distacco comunitiario' per aggirare leggi e tasse, operando in palese concorrenza sleale con le altre aziende che seguono le norme e pagano le tasse in Italia. 

Gli Ispettori del Lavoro hanno accertato che la società italiana aveva sede in Bulgaria (formalmente operante secondo le leggi di quel Paese), ma che stava lavorando nell'Ovadese con personale di fatto reperito e stabilito in Italia. 

I lavoratori non erano coperti dalla previdenza obbligatoria né formalmente erano soggetti alle norme nazionali di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Dopo un lungo lavoro di intelligence gli Ispettori sono riusciti a venire a capo della situazione grazie anche alla collaborazione con l'omologo Ispettorato bulgaro, sospendendo in via cautelare l’attività del cantiere e sanzionando il responsabile legale: l'obbligo è di regolarizzare le posizioni lavorative riscontrate.

Accertato il mancato rispetto delle condizioni del distacco, l’Ispettorato del Lavoro di Alessandria ha ritenuto il personale in cantire che era occupato “in nero”.
15/01/2018
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