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Cronaca

“Tradito” da un tatuaggio, due arresti per estorsione e lesioni

La squadra mobile della Polizia ha arrestato nella notte due persone, accusate di lesioni ed estorsione aggravate: la vittima, un 27enne alessandrino, era stato ferito ad una gamba ma non aveva fatto denuncia per paura di ritorsioni. Le indagini sono partite grazie al riconoscimento di un tatuaggio
CRONACA – Al personale del pronto soccorso che lo aveva curato e medicato aveva detto di essere stato aggredito da due extracomunitari mentre tentavano di rubargli l'auto, in zona Orti. Ma non era vero. A ferirlo alla gamba, con un profondo taglio, erano stati due alessandrini, per intimorirlo e costringerlo a saldare un debito per una fornitura di stupefacente.
Sono finiti in manette nella notte tra mercoledì e giovedì, Andrea Bernardo, 27 anni, e Davide Lo Iacono, 29 anni, già ai domiciliari (era nell'inchiesta Bad Guys, condotta da carabinieri).
Per risalire ai due, gli agenti di polizia sono partiti da un tatuaggio che Bernardo ha sotto l'occhio destro, un numero: 667.
La vittima, sentito dagli agenti dopo il ricovero, nel settembre 2018, aveva infatti raccontato due versioni differenti sul motivo della sua ferita. La prima, appunto, di essere stato aggredito da due extracomunitari che tentavano di rubargli l'auto in zona Orti, nei pressi dello skate park, dove si era recato per un appuntamento con una ragazza. Secondo questa versione, ad accompagnarlo in ospedale sarebbe stato un passante.
Nella seconda versione aveva invece raccontato di essere stato ferito sempre da due stranieri perchè si era rifiutato di pagare la ragazza con la quale aveva appuntamento per un rapporto sessuale. In quel caso, ad accompagnarlo al pronto soccorso per le cure mediche sarebbe stato un amico, incontrato per caso.
Due versioni che, però, non hanno convinto gli investigatori i quali, attraverso le immagini registrate all'interno dei locali dell'ospedale, sono risaliti “all'uomo con il tatuaggio”. Un segno particolare che non era passato inosservato. Tramite un controllo, anche attraverso profili Facebook, gli agenti sono riusciti a risalite al nome di Bernardo. Sul cellulare di questi, sequestrato, c'erano diversi messaggi che riportavano a Lo Iacono. Aggiunti questi elementi al quadro investigativo, la vittima ha infine raccontato quel che era accaduto realmente: Bernardo, per conto di Lo Iacono, aveva di fatto “prelevato” la vittima nel luogo dove risiede per portarlo nell'abitazione del “mandante” (che non poteva uscire essendo ai domiciliari) per indurlo a saldare un debito “di famiglia”. A vantare la somma di circa 2 mila euro sarebbe stato infatti il fratello di Davide, Dario, in carcere perchè accusato di tentato omicidio. Per convincere la vittima a saldare i debito, dopo averlo colpito alla nuca, Davide Lo Iacono avrebbe estratto una forbice, minacciando di colpirlo al torace. La vittima, nel tentativo di ripararsi da colpo, aveva alzato le gambe portandole al petto e sarebbe stato ferito alla coscia destra. A quel punto, Bernardo lo avrebbe caricato in auto per portare la vittima al pronto soccorso.
Per i due, Bernardo e Lo Iacono, sono quindi scattate le manette e si trovano attualmente in carcere.
(nella foto di repertorio, Valentina Ferrareis capo di gabinetto della Questura, il Questore Masini, il dirigente della squadra mobile Marco Poggi).
 
11/04/2019
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