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Mornese

Evasione milionaria in Inghilterra, su Mazzarello anche un film

Era diventato suo malgrado protagonista di un docufilm andato in onda nel Regno Unito Livio Mazzarello, il 57enne di Mornese accusato dal fisco inglese di aver evaso qualcosa come 52,5 milioni di euro. I giudici d'Oltremanica lo hanno condannato a 14 anni di reclusione
MORNESE – Era diventato suo malgrado protagonista di un docufilm andato in onda ad agosto nel Regno Unito Livio Ernesto Mazzarello, il 57enne di Mornese accusato dal fisco inglese di aver evaso qualcosa come 46,5 milioni di sterline (circa 52,5 milioni di euro). La sua vicenda aveva destato grande scalpore nell’opinione pubblica d’Oltremanica. Di Mazzarello e della sua società, la Italian Wine Company Ltd, si erano occupati ad esempio il Daily Mail, il Guardian, l’Evening Stardard oltre a varie testate specializzate e ai giornali locali.

Mazzarello era stato fermato nell’aprile del 2013 dagli investigatori dell’Hmrc, gli agenti del fisco inglese, che l’avevano accusato di aver evaso le tasse, l’Iva e di aver distratto fondi dalla sua società, che importava vino dall’Italia al Regno Unito. A casa sua – nel quartiere londinese di Neasden – avevano trovato 350 mila sterline in contanti nascoste nel controsoffitto oltre a 70 mila litri di vino celati in un altro locale.

Prima del processo il 57enne aveva fatto perdere le proprie tracce, ma questo lo scorso giugno non ha impedito ai giudici di Londra di condannarlo a 14 anni di carcere. La sua socia, Louisa Mbadugha, 59 anni, è stata condannata a tre anni e mezzo di reclusione per evasione fiscale. «He is now on the run», «ora è in fuga»: si chiudeva così il docufilm di Channel 4.

In fuga sì, ma fino a ieri: dopo la condanna le autorità del Regno Unito avevano diramato un mandato di arresto europeo nei confronti di Mazzarello. E dopo ricerche, appostamenti e indagini i carabinieri di Mornese lo hanno rintracciato e arrestato.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti dell’Hmrc, dal 2008 al 2013 la società di Mazzarello ha acquistato di vino da un’impresa vinicola piemontese, oggi chiusa: per ciascuna consegna inviata al Regno Unito, la società fornitrice generava al momento della partenza dei beni una sorta di bolla di accompagnamento. Tuttavia molte consegne era state effettuate utilizzando sempre la stessa bolla, così sfuggendo al fisco: il vino veniva quindi immesso sul mercato inglese e acquistato dai clienti in contanti, senza il pagamento delle imposte e senza Iva.

Indagini su Mazzarello erano state avviate anche in Italia: nel 2013 era stato coinvolto in un’inchiesta della procura di Vigevano. Secondo l’accusa, due cantine imbottigliavano comune vino da tavola in attraenti confezioni e lo indirizzavano al mercato inglese grazie a due autotrasportatori compiacenti, che utilizzavano la stessa bolla di carico per più viaggi. Nel giro d’affari milionario, che avrebbe causato una frode da oltre 7 milioni di euro, la Italian Wine Company di Mazzarello avrebbe avuto un ruolo centrale.

Immagini: HMRC - Her Majesty's Revenue and Customs e Channel 4
18/10/2017
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