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Novi Ligure

Fai, il nuovo gruppo punta sul recupero dell'altare di Sant'Andrea

È stata presentata ufficialmente nella Basilica della Maddalena, uno dei beni architettonici e artistici più belli della città, il nuovo gruppo Fai (Fondo ambiente italiano) di Novi. Il primo intervento che si intende attuare è il recupero dell’altare della chiesa di Sant’Andrea che si trova nell’omonima piazza.
NOVI LIGURE - È stato presentato ufficialmente nella Basilica della Maddalena, uno dei beni architettonici e artistici più belli della città, il nuovo gruppo Fai (fondo ambiente italiano) di Novi. Il gruppo composto da Ada Geraldini Caraccia, presidente, Daniela Barbieri, Antonella Cambiaggi, Beppe Merlano, Isidoro Parodi, Mauro Ratto e Gianni Respighi, intende lavorare per la valorizzazione dei beni artistici e paesaggistici del novese.

Il primo intervento che si intende attuare è il recupero dell’altare della chiesa di Sant’Andrea che si trova nell’omonima piazza all’ingresso del centro storico cittadino. "Il nostro gruppo- spiega Isidoro Parodi- si rivolge a 29 comuni, abbracciamo un territorio che arriva alla Valle Borbera e Spinti e all’Alta Val Lemme. Vogliamo puntare non solo sul restauro degli immobili ma anche sul paesaggio che è fonte di ispirazione dell’arte contemporanea".

Il Fai è attivo ormai da 40 anni in Italia "da qualche anno- dice Maria Cattaneo Legnetti, presidente regionale del Fai Piemonte e Valle d’Aosta- abbiamo dato vita a iniziativa denominata Puntiamo i riflettori che ha lo scopo di individuare un bene che debba ritornare alla sua antica bellezza e che permette ai gruppi locali come quello di Novi di lavorare sul recupero di questi beni che sono nel territorio".
Il gruppo novese si propone di individuare le peculiarità, le risorse e le potenzialità del territorio novese, creando una rete di collegamento tra le forze già operanti, con l’obiettivo comune della valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico.
"L’intento è quello di far conoscere il patrimonio culturale e il paesaggio, dall’ambiente fluviale e di pianura, ai vigneti dei rilievi collinari, sino allo scenario delle valli appenniniche, con un programma di visite guidate e di aperture eccezionali riservate agli iscritti Fai", sottolinea Ada Caraccia.
Aggiunge Caraccia: "Mi è stato proposto di far parte di questo gruppo in un momento particolarmente “grigio” dovuto al contatto quotidiano con persone in difficoltà che hanno bisogno di aiuto. L’entusiamo di queste persone mi ha contagiato e coinvolto, sono certa che riusciremo a fare un buon lavoro per la valorizzazione del bello presente nella nostra città e che, purtroppo, molto spesso non si conosce".
25/06/2015
Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info
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