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Verona

A Vinitaly, Alessandria parla gaviese

La provincia di Alessandria è presente alla più importante fiera del vino d'Italia, Vinitaly, con le sue Docg, Gavi, Brachetto e Moscato. Il consorzio di Tutela del bianco piemontese ha scelto la vetrina di Verona per presentare la sua “denominazione artistica”, che si concretizza in una serie di iniziative di promozione e valorizazione del territorio, a partire dal Forte e da Libarna
VERONA – Non si può non esserci alla più importante fiera del vino d'Italia. Alessandria c'è ma, in gran parte, parla gaviese. Il vino bianco piemontese è stato tra i protagonisti della rassegna enologica che si sta concludendo a Verona. A fianco dello stand del Consorzio di Tutela c'era anche l'altra Docg tutta alessandrina, quella del Brachetto di Acqui. E i rossi del Monferrato. Un anno d'oro per il Gavi che punta a battere il record del 2014 con oltre 1,3 milioni di bottiglie. In cerca di un rilancio le altre Docg e Doc, che tuttavia non si arrendono. 

Il Consorzio ha scelto la vetrina internazionale di Verona per lanciare il progetto Gavi for Arts, Valore Forte, nato da una collaborazione con enti e associazioni del territorio per valorizzare i gioielli culturali ed artistici della zona. Il perchè lo racconta il presidente Maurizio Montobbio con Fabio Piccoli, di Wine Meridian, che ha coordinato la conferenza stampa dibattito ieri, in fiera alla quale hanno partecipato anche Marica Venturino, Responsabile Area Archeologica di Libarna, Attilio Scienza della facoltà di agraria di Milano, Francesco Arecco, Movimento della Resilenza Italiana, Francesco Moneta, Laboratorio Gavi e Luigi Pagliantini dell'associazione Amici del Forte. 
Legare un vino al suo territorio “fa bene” ad entrambe, è il concetto. “Ci sono diverse iniziative che vorrebbero legare il vino alla cultura, ma sono iniziative estemporanee e spesso vuote. Qui si tenta di mettere ordine e dare un senso alla promozione, attraverso il binomio vino e arte, dove i produttori hanno permesso di fare da cornice ad una serie di iniziative".
Le più importanti si concretizzeranno il prossimo 27 e 28 maggio con una due giorni dedicata al vino, all'archeologia, al Forte di Gavi e al sito romano di Libarna. Workshop, convegni e l'inaugurazione di una mostra “In principio è la Terra” in collaborazione con il movimento italiano della Resilenza.
Sarà anche l'occasione per premiare i vincitori del premio Le Buone Pratiche, introdotto dal laboratorio Gavi nel 2014, in occasione del quarantennale della Docg. Le buone pratiche sono infatti sette regole stabilite da una commissione di esperti per la promozione del territorio e del turismo al servizio della “filiera della bellezza”.
Da ieri, quindi, il vino Gavi si fregia della “Denominazione artistica” a tutti gli effetti. “Una denominazione di vino – ha spiegato Montobbio – non è solo controllata e garantita dal punto di vista produttivo ma difende una propria bellezza che si interseca con i beni culturali, l'arte contemporanea, l'archeologia, il terroir e le storie del territorio. L'esempio che propone il Consorzio è una rete di soggetti istituzionali (tra cui la Sovrintendenza ai beni Archeologici del Piemonte – impegnati nella qualificazione del patrimonio agroalimentare e culturale per offrire ai turisti e ai wine lovers nuove chiavi di lettura, di interpretazione e di fruizione dello straordinario patrimonio storico, culturale, archeologico naturale ed enogastronomico di un territorio”.
13/04/2016
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